Turismo

BUONE PROSPETTIVE PER L’AGRITURISMO

Si prevede un giro d’affari di 800 milioni di euro per il 2004, con una sensibile crescita rispetto allo scorso anno. Intanto una guida di Federico Lacche censisce e seleziona le migliori strutture bio-ecologiche, assai di moda tra coloro che puntano sul turismo sostenibile.Secondo una analisi della Coldiretti la crescita della vacanza in campagna coinvolgerà quest’estate in buona percentuale anche gli ospiti stranieri

19 giugno 2004 | Maria Carla Squeo

In molti puntano a un turismo qualitativo, che comprenda la raccomandazione relativa a una politica generale di sviluppo di un turismo durevole e rispettoso dell’ambiente. Lo ribadisce Paolo Foglia, responsabile dell’area “Turismo sostenibile” dell’Aiab, l’associazione italiana dell’agricoltura biologica. Lo scrive in calce alla introduzione alla Guida agriturismo bio 2004 edita da Tecniche nuove (pp. 180, € 9,90). Si tratta di 160 indirizzi, i migliori, selezionati dal curatore Federico Lacche, giornalista autore di guide turistiche che da anni si è dedicato alla ricerca.e al racconto di luoghi e personaggi da presentare al vasto pubblico dei vacanzieri.



Agriturismo vuol dire tranquillità, aria pulita, bellezze naturali e artistiche. Ingredienti questi che permettono di entrare in stretto contatto con la realtà rurale, con il lavoro di campagna, spesso poco compreso e immaginato da chi vive costantemente in città.
Giungere in un agriturismo però offre l’opportunità di ritagliarsi un’oasi di pace, con la consapevolezza di poter conoscere e apprezzare da vicino il territorio, sperimentando direttamente le tradizioni gastronomiche altrove non riproducibili.
La guida di Tecniche nuove è giunta alla quinta edizione, a rappresentare un successo anche di lettori che non si sottrae all’invito a individuare nuovi luoghi e strutture di accoglienza. La guida è redatta in collaborazione con l’Aiab e si inserisce in un’ottica di valorizzazione del significato che sottende al turismo cosiddetto sostenibile.

I principi generali che Paolo Foglia ha messo in evidenza nell’introduzione alla Guida sono chiari e degni di grande attenzione. Anche perché il successo di un agriturismo si fonda su un rapporto di forte adesione con i principi che ne concretizzano il successo rispetto ad altre forme di accoglienza.
Nell’agriturismo c’è l’ambiente visto come una “risorsa da mettere a valore”, quindi è inevitabile che ciò poggi sulla “diversificazione dell’economia rurale con lo sviluppo di una imprenditorialità nuova e alternativa”; infine, diventa inevitabile considerare la “valorizzazione delle componenti di specificità e qualità delle produzioni e dei servizi offerti”.

Un’amara riflessione di Sergio Billè
Intanto, a dar manforte a tali presupposti, vi sono i numeri. Si tratta delle stime che si prevedono possano segnare una svolta positiva al fenomeno degli agriturismi, con un giro d’affari che si annuncia attorno agli 800 milioni di euro per il 2004. I dati parlano chiaro e sono stati resi noti dalla Coldiretti in occasione dell’incontro che si è tenuto ad aprile a Verona sul tema “Turismo motore d’Italia”. Nella stessa sede del convegno sono state particolarmente incisive le riflessioni del presidente di Confcommercio Sergio Billè: “Per attivare lo stabilimento Fiat di Melfi lo Stato ha erogato incentivi e contributi a fondo perduto pari a circa un miliardo di lire per unità operativa. Non dico che lo Stato non dovesse incentivare, in qualche modo, anche al Sud, lo sviluppo del settore industriale, ma, riflettendo oggi sulle politiche adottate per favorire questo sviluppo, due fatti mi sembrano incontrovertibili. Il primo è che questa politica degli incentivi non ha fino ad oggi in alcun modo aperto una reale prospettiva di sviluppo industriale nell’area meridionale. Melfi esiste - anche se, come vediamo, con mille problemi - ma continua ad essere un’oasi nel deserto. Il secondo è che, mentre si erogavano tutti questi miliardi per l’insediamento di un piccolo enclave industriale, non si sono poi trovati, invece, i soldi necessari per creare, al Sud, quelle infrastrutture che, per lo sviluppo del turismo, erano indispensabili.
Deserto era, e deserto, in buona misura, rimane. E questo, a fronte delle prospettive di un rilancio della nostro settore turistico, produce in noi solo un pesante, soffocante senso di frustrazione”.


Il fenomeno agriturismo secondo la Coldiretti
La Coldiretti non ha esitazioni a rilanciare il fenomeno degli agriturismi. Saranno oltre un milione e quattrocentomila i turisti che trascorreranno le vacanze dell'estate 2004 nelle 12.500 aziende agrituristiche italiane per un business stimato nel solo periodo estivo in quasi 480 milioni di euro, con un aumento del 6% rispetto allo scorso anno.
Le previsioni non sono frutto del caso, ma fanno riferimento alle indicazioni fornite dall'associazione agrituristica “Terranostra” che tra l’altro offre nella guida Campagna Amica "Vacanze & Natura 2004" soggiorni “per tutte le tasche” con prezzi che vanno da meno di 18 euro a persona per l'ospitalità in appartamento a oltre 46 euro per pernottamento e prima colazione in camera.
La crescita della vacanza in campagna nel 2004 – puntualizza una nota della Coldiretti - coinvolge anche gli ospiti stranieri che saranno circa 200.000, il 20% sul totale delle presenze estive che riguardano soprattutto giovani con età compresa tra i 18 e i 35 anni (55%), laureati (30%) e con un lavoro d'ufficio (50%), spinti dalla qualità ambientale ed enogastronomica (75%) che consente la visita di territori poco conosciuti e meno turistici e il consumo di piatti tipici e cibi genuini. E ad accrescere l'interesse della vacanza verde nelle giovani coppie con figli sono anche i desideri espressi dai più piccoli i quali - secondo un recente sondaggio della Coldiretti - preferiscono il soggiorno in campagna (20)% a quello in montagna (10%), anche se la villeggiatura al mare rimane sempre la più apprezzata (60%). Un risultato - continua la Coldiretti - dovuto anche a un notevole miglioramento del settore che ha portato gli agriturismi ad offrire oltre alla tradizionale ospitalità e la genuinità dell'alimentazione, servizi culturali, ricreativi ed interessanti iniziative di intrattenimento, ovviamente inerenti al tema della campagna. Nel 79% delle aziende - spiega la Coldiretti - è possibile acquistare direttamente prodotti anche biologici (20%) in due aziende su tre (68%) c'è spazio per attività ricreative/sportive, nel 65% dei casi sono offerti pasti tradizionali, nella metà delle aziende (49%) ci si può dedicare ad attività culturali e didattiche o portare con sé gli animali domestici (47%). A fine anno gli ospiti degli agriturismi raggiungeranno i tre milioni di presenze per un fatturato complessivo che dovrebbe attestarsi sui circa 800 milioni di Euro. Un giro di affari - conclude la Coldiretti - realizzato da 12.500 aziende agrituristiche (+14 % rispetto allo scorso anno) delle quali 7.500 offrono servizi di ristorazione (+21%) e 9.500 (+2%) con alloggio garantito da 135.000 posti letto (+4%).

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