Turismo
Bit 2009, poche luci e tante ombre sul turismo italiano
La quattro giorni della Borsa internazionale del turismo è appena terminata. Con un grande spazio espositivo non sempre ben gestito da parte degli espositori e un afflusso in netto calo, sia nelle giornate dedicate agli operatori che in quelle destinate al pubblico
28 febbraio 2009 | Daniele Bordoni

Lâimpressione generale di una fase calante del turismo italiano era già presente nelle ultime edizioni ed è anche oggi confermata. Gli stand regionali del settore dedicato al mercato italiano non sempre sono stati gestiti bene e con buona coordinazione. Le note positive vanno in primo luogo al Friuli Venezia Giulia, che si è presentato col collaudato slogan âOspiti di gente unicaâ sottolineando il peso delle persone nellâaccoglienza turistica. Tutto era ben suddiviso, con uno spazio centrale dedicato al mare, con tanto di sabbia e bagnanti, uno spazio dedicato agli eventi, molto attivo.

Gli stand erano dotati di materiale diviso per aree tematiche e gli standisti e le standiste erano in grado di indirizzare il visitatore con efficacia dando risposte adeguate e pertinenti. Vi era uno stand apposito dedicato ai parchi, che le altre regioni non avevano e persino un drappello di guardie forestali erano presenti a distribuire materiale sullâambiente naturale e sui boschi. Lâarea dedicata alla stampa era molto curata ed anche le specialità enogastronomiche erano allâaltezza della fama che questa regione si è guadagnata nellâambito turistico.
Professionale il Trentino e molto efficace lâimmagine montana offerta dallo stand della Val dâAosta, con la ricostruzione di una baita in legno e di un ambiente alpino.

Note complessivamente positive sono arrivate, come atteso, anche dalla Toscana, il cui spazio, occorre dirlo, era un poâ ridotto rispetto al passato. Anche la Regione Emilia Romagna, pur in uno spazio limitatissimo non ha fornito unâimmagine troppo negativa, ma forse un poâ carente in quanto a materiale promozionale. La Regione Liguria non ha sfigurato allâinterno della zona dedicata al Nord Italia, offrendo un impatto visivo con colori caldi e vivaci e una discreta attenzione al visitatore. La Regione Piemonte non ha mostrato un buon lato dâefficienza e dâordine. Con unâaccoglienza un poâ fredda ha dato lâimpressione di un certo distacco. Carenti le cartelle stampa e a volte incomplete, il cui desk non sempre è stato allâaltezza delle richieste. Interessanti e centrati gli interventi curati dal Distretto Turistico dei Laghi di Stresa; presenti nellâarea espositiva il presidente e lâamministratore delegato, assieme ad un ottimo staff, ben preparato ed attento alle richieste del pubblico.
In ritardo, carente di idonea documentazione la presentazione della Val Maira (Cuneo), ad opera dellâAssociazione Valle Maira in Rosa. Tanta buona volontà ma poca professionalità e capacità comunicativa.

Al contrario molto efficace è stato lâimpatto comunicativo della Regione Veneto, che ha offerto del materiale informativo abbastanza ben costruito e una discreta competenza da parte del personale agli stand.
La Lombardia, padrona di casa, ha prodotto eventi, presentazioni e promozioni pubbliche a getto continuo, impegnando a tempo pieno lâassessore regionale Prosperini, che in prima persona ha condotto molte delle presentazioni. Va anche detto però che la grandezza e lo spazio non sono sempre stati gestiti bene e non tutto il materiale promozionale offerto si è dimostrato allâaltezza delle aspettative. Carente o per meglio dire inesistente lâufficio stampa.
Note ben più dolenti si sono viste attraversando il âRubiconeâ che separava i padiglioni dellâarea Centro-Nord da quella Centro-Sud. Grandi e spaziosi Stand, ma il visitatore che chiedeva informazioni su una tematica precisa ad uno stand della Regione Campania veniva fatto rimbalzare da un punto allâaltro senza trovare ciò che cercava e senza neppure sapere se esisteva ciò che cercava, in unâatmosfera caotica. Lo stesso dicasi della Regione Puglia. La Regione Lazio e la città di Roma hanno confermato lâendemica disorganizzazione e carenza di preparazione del personale, fornendo informazioni carenti e non disponendo neppure di materiali adeguati o divisi per aree tematiche. Il tutto appariva slegato e poco efficace.
Anche la Sicilia si è dimostrata caotica e disorganizzata: i tavoli traboccavano di brochure, dando un senso di disagio che indisponeva il visitatore. Altri tavoli erano completamente occupati da bicchieri usati, resto di assaggi di vini e infine il personale era poco preparato e il materiale inefficace.
Va però detto che in questo ambito non certamente positivo, è emersa una piccola isola felice: il paese di Polizzi Generosa (provincia di Palermo) ha dato unâimpressione di efficienza che risaltava ancora di più rispetto alle note negative precedenti. Al visitatore veniva fornita una busta trasparente in plastica contenente tutto il materiale promozionale del Comune, inclusi gli eventi e le sagre. Allo stand presenziavano il Vice Sindaco e Assessore al turismo ed il Sindaco stesso, oltre allâincaricata di unâagenzia di incoming locale, Fransicile, che opera a Polizzi e a Cefalù. Parlando col Sindaco, Patrizio David, è emerso che questo paese dellâentroterra siciliano a circa 900 metri di altitudine, gode di diversi aspetti positivi, dal punto di vista dei beni culturali, come testimoniano le 33 chiese del Comune, si trova a trenta minuti dal mare e soli 15 km dalla stazione sciistica di Piano Battaglia (Madonie), dispone di circa 400 posti letto, in gran parte presso agriturismi e gode di un ricco programma di eventi, tra cui spicca la sagra del nocciolo, che ha luogo nel periodo di ferragosto.
Le note positive nel Sud sono poche, tra queste, il messaggio della Regione Calabria, che usa il calciatore Gattuso, come testimonial e afferma di âmetterci il cuoreâ, dando unâimpressione positiva di umanità e calore, forse più un invito a coloro che operano localmente nel settore turistico, che una dedica ai potenziali turisti, cercando di attenuare il senso di inefficienza e di inadeguatezza che comunque era presente anche nella propria area espositiva.
Sulle altre regioni non è emerso alcun particolare che valga la pena di sottolineare, sia in negativo che in positivo: un quadro abbastanza neutro.

Una nota a parte merita lâEnit, lâente statale del turismo, che ha sicuramente perso peso da quando la materia turistica è divenuta competenza delle Regioni, ma non ha lasciato alcuna impronta significativa, mostrando nuovamente difficoltà di comunicazione e carenza di materiale. Allo stand il personale non si è dimostrato molto preparato e comunicativo. Molto elegante lâambientazione dello stand e molto belli i poster riprodotti sui muri, che richiamavano i cartelloni pubblicitari degli anni trenta. Un poâ poco per un ente che dovrebbe rappresentare lâItalia.
Ho letto qualche frettoloso resoconto sulla stampa, che parla di un rilancio del turismo italiano, che francamente non ho visto. Certo che alcuni paesi stranieri hanno aumentato la propria presenza, come la Cina o continuato a dare unâottima impressione come la Spagna e i Paesi Scandinavi, ma nel complesso la presenza straniera non era certamente soverchiante. Sorprendentemente quasi vuoto e carente di materiale, lo stand dellâAustralia.
La crisi economica câè e si vede. Giovedì e venerdì, le giornate dedicate agli operatori hanno visto poche presenze, anche ai desk di tour operator e agenzie. Sabato e soprattutto domenica, con lâapporto del pubblico dei visitatori e dei curiosi, si è visto qualcosa in più, ma non sufficiente per poter dire che si siano mantenuti i numeri dello scorso anno.
In conclusione, dopo quattro giorni vissuti alla Bit 2009, si può dire che lâevento ha dimostrato che i problemi economici che attraversano tutto il mondo esistono e sono presenti soprattutto in un campo nel quale si tende a spendere il superfluo, dopo aver soddisfatto quanto è necessario. Lâaltro elemento che complessivamente emerge a carico dellâarea italiana è la mancanza di professionalità di chi opera nel settore, o almeno di chi lo rappresenta agli stand e lâinadeguatezza del materiale esposto, spesso caotico e non suddiviso per aree o settori. Non sempre sono sufficienti le hostess, belle ragazze, nello stand, per vendere il proprio prodotto turistico: occorre anche conoscere ciò che si promuove e saperlo promuovere.
In periodi, come quello che stiamo vivendo, non aiutano, anzi danno ancora di più lâidea di mancanza di professionalità , improvvisazione e carenza di serietà . Eâ difficile vedere come si possa vendere il prodotto âItaliaâ, senza che neppure le singole Regioni riescano a produrre un buon materiale organizzato ed efficace. Resta infine la carenza di capacità comunicativa, che in un settore come quello del turismo è particolarmente grave. LâItalia sta continuando a perdere posizioni nel ranking dei paesi più visitati.
Considerato che il peso del turismo nel complesso delle entrate e del giro dâaffari del Paese è tuttora notevole, questo da solo meriterebbe unâattenzione speciale e non lâattuale disinteresse delle istituzioni da un lato e della mancanza di spirito dâiniziativa e di imprenditorialità dallâaltra.
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