Turismo
Le differenze nel turismo del vino tra nord, centro e sud Italia
Il Sud punta sulle attività di intrattenimento e sull’online, importante anche l’abbinamento con i prodotti tipici. Al Nord più flessibilità nell’apertura nel weekend mentre al Centro di valorizza il paesaggio
05 aprile 2025 | 12:00 | C. S.
Il turismo del vino in Italia gode di ottima salute e a confermarlo è la prima indagine del Movimento Turismo del Vino sulle differenze regionali che sarà presentata a Vinitaly Tourism. Il nuovo progetto della fiera veronese dedicato all’enoturismo, sarà un’importante occasione di networking tra produttori e professionisti del settore che vedrà, tra i protagonisti, le cantine MTV, al centro della nuova indagine realizzata dal CESEO (Centro Studi Enoturistici e Oleoturistici coordinata da Antonello Maruotti, Professore Ordinario di Statistica Università LUMSA. Il Centro di ricerca CESEO di recente costituzione presso L’Università LUMSA è presieduto da Dario Stefàno e diretto da Donatella Cinelli Colombini, ed è al suo debutto nella prestigiosa cornice del Vinitaly 2025.
Nord, Centro e Sud a confronto in un ulteriore approfondimento che metterà in luce le peculiarità di ogni area in termini di offerta turistica. Il Sud punta sull’intrattenimento e sull’abbinamento cibo-vino, nonché sulla presenza online; il Centro si distingue per le attività di rilevanza paesaggistica mentre le cantine del Nord risultano più flessibili in termini di giorni di apertura. Queste le principali evidenze che saranno presentate durante l’incontro di mercoledì 9 aprile presso il Business Point che vedrà in dialogo Violante Gardini Cinelli Colombini, presidente del Movimento Turismo del Vino, e Antonello Maruotti.
“Siamo lieti di essere tra i protagonisti del Vinitaly Tourism - ha sottolineato Violante Gardini Cinelli Colombini, presidente del Movimento Turismo del Vino - l’occasione ideale per presentare le novità dell’indagine condotta dal CESEO che evidenzia le caratteristiche distintive delle regioni italiane. Si tratta di un focus che ha posto l’attenzione sulle modalità di crescita e trasformazione sul territorio nazionale e come cambiano di regione in regione. Dall’analisi si evince una forte eterogeneità: di certo un punto di forza ma al tempo una sfida che necessita di strategie mirate e condivise capaci di valorizzare le peculiarità di ogni territorio, così da rendere la differenziazione la principale leva di competitività delle cantine.
Dai dati emerge un’Italia del vino dinamica e diversificata: dal lato dell’offerta enoturista le cantine del Sud salgono sul primo gradino del podio della differenziazione con 4 o più proposte legate all'intrattenimento. Inoltre, nel meridione e nelle isole, si denota una particolare attenzione alla proposta ristorativa e all’abbinamento con i prodotti tipici durante la degustazione, quattro volte in più rispetto a quanto dichiarato dalle cantine del Nord-Est, mentre al Centro il driver principale è il paesaggio con il 54% delle cantine che organizza pic-nic in vigna o comunque situazioni dove l’ambiente gioca un ruolo da assoluto protagonista. In termini di quantità di esperienze premium offerte, sul podio ci sono Friuli Venezia Giulia, Toscana e Umbria: in particolare, in queste ultime due regioni si concentra l’85% dell’offerta premium del Centro Italia. In riferimento ai giorni di apertura, al Nord si registra una maggiore flessibilità nel weekend, soprattutto nell’area Nord-Ovest dove ben il 56% delle cantine apre regolarmente la domenica, a fronte del Centro e del Sud dove la media scende notevolmente. Il Sud primeggia invece dal lato della comunicazione con il 55% delle cantine che ritiene la presenza online, nonché l’e-commerce, un asset importante per il fatturato, molto più di altre zone.
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