Turismo

Olio di oliva DOP Umbria e Oleoturismo: vivere il territorio vocato

Olio di oliva DOP Umbria e Oleoturismo: vivere il territorio vocato

L’oleoturismo è importantissimo, è un veicolo per accelerare la conoscenza dell'olio e promuoverlo. Consumare olio di oliva DOP significa innanzitutto avere delle certezze

22 novembre 2024 | 12:00 | C. S.

Una conversazione sul rapporto stretto tra certificazione DOP e territorio, passando per l’oleoturismo, eccellenza trattata ampiamente da Fabiola Pulieri, giornalista esperta di olio extravergine di oliva si occupa di progettazione e valorizzazione delle risorse del territorio grazie all'attività oleoturistica e fa formazione in Italia e all'estero.

Perché consumare olio DOP?

“Consumare olio DOP significa innanzitutto avere delle certezze, certezze dal punto di vista delle certificazioni e della provenienza dell'olio visto che è un olio di origine protetta. Questo significa anche avvicinarsi al territorio, entrare in contatto con profumi, conoscere il gusto tipico e caratteristico di una zona, di un luogo che lo differenzia da altre zone e da altri luoghi. In più è percepire l'origine, la storia e le tradizioni. Significa entrare nel racconto che fanno i produttori, i frantoiani. Un olio DOP consente di entrare direttamente in contatto con quella che è la storia, la tradizione, l'origine di questo prodotto così importante. Non solo per la nostra salute ma anche per la conoscenza più approfondita della zona e del territorio”.

Perché olio DOP Umbria?

“Garantisce la qualità e serve anche a rassicurare i consumatori e nello stesso tempo rassicura anche i produttori. Attraverso il rispetto di un disciplinare, quindi il fatto di dover seguire delle regole di produzione, i produttori hanno la possibilità di promuovere e rendere sempre più credibile il loro prodotto agli occhi di chi vi si avvicina. Questo perché non è detto che il consumatore sia cosciente di ciò che va a consumare e in questo caso ne ha  una doppia garanzia, sia dalle parole del produttore, sia da un bollino che ne identifica l'origine, la qualità. Il disciplinare aiuta appunto a dare ancora più credibilità al prodotto. Non dimentichiamoci che i consumatori stranieri prediligono acquistare prodotti con certificazioni, perciò, DOP e IGP solitamente all'estero hanno grande successo”.

Quanto è importante l’oleoturismo nel mondo dellolio?

“L’oleoturismo è importantissimo, è un veicolo per accelerare la conoscenza dell'olio e promuoverlo. Molte persone non hanno una conoscenza precisa di ciò che consumano e ciò normalmente avviene per tante cose non solo per l’olio. Per esempio, nel caso dei turisti non tutti sono persone che conoscono l'olio, che sanno cosa consumano, abitualmente, come è fatto e i nutrienti che possiede (gli antiossidanti ecc.); attraverso l'oleoturismo, che è trasversale, si riesce a catturare l'attenzione di bambini e di persone che diversamente non si avvicinerebbero all'olio. Persone che hanno anche interessi diversi da quelli dell'olio ma che vengono attirati dall'enogastronomia e quindi anche dall'olio italiano. Attraverso l'oleoturismo si trasmette un messaggio che è quello non solo della conoscenza dell'olio ma anche del contatto con la natura quindi dell'attenzione all'ambiente. Con gli olivi secolari si riesce ad entrare nel cuore dei turisti e quindi di chiunque, perché chiunque di noi può essere turista.

L'olio suscita delle emozioni forti che partono dal contatto con la natura ma anche e soprattutto dai profumi che un olio sprigiona. Oltre al ricordo, capita di portarsi via, invece di un souvenir, le emozioni che si sono provate e una bottiglia d'olio che trasmette, attraverso anche lo storytelling di chi lo racconta, tutto ciò che un olio contiene”.

 

C’è una correlazione tra DOP Umbria e Oleoturismo?

“Certo che c'è una correlazione perché uno dei principali obiettivi dell’oleoturismo è quello di far conoscere i territori con le loro differenze quindi quale miglior ambasciatore se non l'olio DOP che è di origine protetta e certificato. Ci sono 5 sottozone nell’Umbria e ciascuna è differente dall’altra . Anche la stessa cultivar moraiolo, per esempio, in una zona piuttosto che in un'altra è differente e offre gusti e sapori leggermente diversi. Quindi valorizzare tutto ciò significa trasmettere una cultura dell'olio che con i suoi profumi con il gusto, con l'amaro, con il piccante, trasmette anche le piccole differenze di zona in zona e questo per un turista può essere accattivante cioè può essere interessante da scoprire. Quindi il turismo sicuramente cammina a braccetto con l'olio dop Umbria”.

Quanto è importante l’oleoturismo per la valorizzazione dell’olio DOP Umbria? Come si racconta un olio DOP?

“Queste 5 sottozone dell’Umbria olivicola sono fondamentali per suddividere il territorio, che è il cuore dell'Italia. Cuore verde legato all'olio ma che batte in modo diverso a seconda della zona. Quindi è giusto valorizzarne le peculiarità, le caratteristiche più spiccate in un luogo anziché in un altro. Colli Amerini, Colli Orvietani, Colli Martani, Colli del Trasimeno e Colli Assisi Spoleto sono appunto delle zone più o meno estese, alcune molto piccole e sono importanti proprio per caratterizzare maggiormente le tipicità. Per esempio, per i Colli amerini la cultivar del Rajo è stata una bellissima scoperta che va ancora molto valorizzata mentre tutta la parte dei Colli Martani ha la San Felice fino ad arrivare ai Colli Assisi Spoleto dove ovviamente la cultivar più caratteristica è il moraiolo ed è quella anche più conosciuta al di fuori dell'Umbria. La nostra peculiarità a livello di Italia è proprio il fatto di avere una biodiversità unica al mondo con le nostre oltre 530 cultivar. È fondamentale che siano valorizzate tutte per promuovere l'intero territorio quindi per far capire che ognuna di esse esprime al meglio quello che è il territorio in cui cresce. L’olio DOP si racconta con tante storie che possono sembrare fantastiche ma che servono a capire il percorso che c'è stato dal passato fino ad arrivare ad oggi con tutte le difficoltà che si sono affrontate, che ancora oggi si affrontano. Penso per esempio ad alcune zone collinari dove raccogliere diventa quasi eroico e penso al fatto che sia importante raccontarlo anche attraverso la degustazione.”

 

Grazie mille Fabiola Pulieri, Assoprol Umbria ti saluta e ti ringrazia con la speranza di parlare ancora d’olio insieme.

 

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