Turismo
Un museo dedicato alla favola del cibo italiano: sono i turisti a chiederlo
Il 92% dei turisti che ha svolto una vacanza enogastronomica negli ultimi tre anni ha scelto il Belpaese ma mancano le occasioni e le opportunità di esplorare la ricchezza agroalimentare nazionale
29 gennaio 2019 | C. S.
Il 68% dei turisti italiani vorrebbe che l'Italia avesse un museo nazionale dedicato alla sua ricchezza enogastronomica, a conferma del fatto che questo segmento del turismo possiede sì una componente legata al piacere di degustare prodotti e pietanze tipiche di un luogo, ma rappresenta a pieno titolo anche una forma di turismo culturale. E' quanto emerge dal 'Rapporto sul turismo enogastronomico italiano 2019', presentato a Milano. La seconda edizione del report si pregia della supervisione scientifica della World Food Travel e dell’Università degli studi di Bergamo, ha il patrocinio del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, di Enit – Agenzia Nazionale del Turismo, Federculture, Imea, Fondazione Qualivita e Touring Club Italiano, oltre ad aver visto la collaborazione di docenti di Università italiane ed esperti del settore.
L'Italia oggi può offrire 825 i prodotti agroalimentari e vitivinicoli a Indicazione geografica, 5.056 i prodotti agroalimentari tradizionali, 4 i beni enogastronomici inseriti nella lista del patrimonio tangibile e intangibile dell'Unesco, 2 le città creative Unesco dell'enogastronomia, 334.743 le imprese di ristorazione, 875 i ristoranti di eccellenza, 23.406 gli agriturismo che offrono servizi di alloggio, ristorazione e altre proposte turistiche, 114 i musei legati al gusto, 173 le Strade del Vino e dei Sapori.
A ciò si aggiungono una molteplicità di esperienze a tema, quali visite e degustazioni nelle cantine, nei birrifici e nei frantoi, sagre e feste enogastronomiche, esperienze di social eating e cooking class che trovano uno spazio sempre maggiore nell'offerta degli intermediari tradizionali e online. Secondo le rilevazioni il 98% dei turisti italiani ha partecipato ad almeno una esperienza enogastronomica nel corso di un viaggio compiuto negli ultimi tre anni. Fra le più popolari figurano, oltre al gustare prodotti tipici, visitare un mercato (82%) e il recarsi presso bar e ristoranti storici (72%). Grande interesse suscitano le esperienze di visita ai luoghi di produzione, con in primis le aziende agricole (62%) che registrano un tasso di interesse maggiore rispetto alle cantine (56%). Tutti i dati sono in crescita rispetto al rapporto del 2017 con in più un 22% di distanza tra la soddisfazione raggiunta e i desideri che ancora rimangono inascoltati: dato che può e deve incoraggiare tutti gli attori dell’offerta turistica di settore.
Dai dati risulta inoltre che il 92% dei turisti enogastronomici che ha svolto una vacanza con questa motivazione primaria negli ultimi tre anni ha scelto una località del Belpaese. Di questi, solo 17% è stato anche all'estero, mentre il rimanente 8% ha compiuto una vacanza enogastronomica esclusivamente in un paese straniero. Fra le regioni più apprezzate dai turisti italiani per una vacanza enogastronomica figurano Sicilia, Toscana ed Emilia Romagna, mentre Napoli, Roma e Firenze sono le città che hanno riscosso il maggiore consenso. Per quanto riguarda l'estero, Spagna e Francia sono i paesi più graditi dai turisti italiani con Parigi, Barcellona e Madrid indicate tra le città straniere.
Infine relativamente all'identikit del viaggiatore enogastronomico il report segnala che sono generalmente sposati o convivono e provengono da tutto il Paese, in particolare dall'Italia meridionale: in queste regioni, infatti, la propensione a viaggiare con motivazioni legate all'enogastronomia arriva al 52%, contro un 47% nelle regioni del Centro Italia, un 41% per quanto concerne i territori del Nord-Ovest e un 39% del Nord-Est. Il segmento turistico interessa in modo trasversale tutte le generazioni, in primis gli appartenenti alla Generazione X (ossia i nati tra il 1965 e il 1980) e ai Millennials (1981-1998): il 47% dei primi e il 46% dei secondi ha dichiarato di avere svolto viaggi di natura enogastronomica, con un incremento di interesse dei Millennials dell'86% su base annua, i quali prediligono destinazioni dove quest'offerta è ampia e diversificata e si integra armoniosamente, sia con un contesto di particolare pregio paesaggistico, sia con un'identità culturale forte e radicata nella popolazione residente. Ad affermarsi è, quindi, il concetto di 'paesaggio enogastronomico', ovvero quell'insieme di cultura, persone, ambiente, attività e prodotto tipico, che il turista italiano prende sempre più in considerazione quando sceglie la meta del suo prossimo viaggio.
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