Turismo

Legge sull'enoturismo, le Strade del Vino non siano tagliate fuori

Dieci Presidenti delle Strade del Vino lanciano un appello affinchè la nuova legge sull'enoturismo sia inclusiva: si segua la strada del “Testo Unico sul Vino” per dare al comparto una legislazione coerente e al passo con i tempi ripartendo dalla L.268/99

23 agosto 2017 | C. S.

Il dibattito che si è aperto in questi mesi sullo stato dell'arte e sulle prospettive dell'Enoturismo e più in generale del turismo enogastronomico legato ai prodotti di eccellenza in Italia, non può prescindere dal coinvolgimento di attori fondamentali e radicati nel territorio come le Strade del Vino, dell'Olio e dei Sapori.

E' indubitabile (come dimostrato anche dal XIII rapporto sul “Turismo del Vino” e da innumerevoli sudi e ricerche di settore) che il comparto del vino sia uno dei motori più importanti del segmento del turismo enogastronomico, che necessita di una strategia nazionale forte e di strumenti adeguati alle nuove sfide che attendono tutti gli attori in campo, dalle aziende agricole, ai Comuni alle Associazioni di promozione.
Lo sforzo compiuto a livello legislativo con l'approvazione del Testo Unico sul Vino rappresenta un passo in avanti importante, soprattutto nella parte in cui interviene per adeguare la disciplina delle attività enoturistiche svolte nelle aziende agricole vitivinicole (art. 87 T.U. che introduce i commi 3 bis, 3 ter e 3 quater alla L.268/99);

Una legge quadro sull'enoturismo sarebbe auspicabile purché non si ricada nell'errore di riproporre normative frammentate o funzionali agli interessi di qualche soggetto, a discapito di altri. In questo senso evidenziamo che nella fase preparatoria delle due proposte di legge depositate alla Camera (n.4052 d'iniziativa dei Deputati Mongiello, Sani e altri) e al Senato (n.2616 d'iniziativa del Senatore Stefanò) le Strade del Vino e dell'Olio non siano state coinvolte, pur svolgendo in molte regioni servizi fondamentali nel comparto enoturistico.
Le Strade infatti si occupano di accoglienza (e in molti casi gestiscono direttamente uffici turistici) e di segnalazione nel territorio delle aziende associate e dei tematismi; propongono pacchetti e organizzano wine/oil tours; gestiscono eventi, partecipano a fiere di settore; implementano una importante attività di comunicazione e animazione sui social network non legata a singoli eventi ma in maniera continuativa, dando un contributo fondamentale alla “governance” dell'enoturismo.

In molte realtà territoriali il mondo delle Strade del Vino, dell'Olio e dei Sapori rappresenta la realtà più grande a livello enoturistico con centinaia di associati, ma soprattutto costituisce un “luogo virtuoso”, uno strumento reale di “rete operativa”, in cui si incontrano e si confrontano con le aziende agricole vitivinicole e olivicole, le istituzioni sensibili e le aziende del comparto produttivo e turistico, condividendo e spesso cofinanziando progetti di marketing territoriale e di accoglienza.

Per questo siamo convinti che non abbia senso, ad appena un anno dalla faticosa approvazione del Testo Unico sul vino, ridare avvio ad una nuova produzione legislativa incoerente e frammentata, ma che invece una riflessione seria dovrebbe partire da una rilettura virtuosa e inclusiva della legge apripista delle “turismo del vino” che è stata la L.268 del 1999, a quasi venti anni dalla sua approvazione, che risolva in maniera intelligente alcune lacune ancora presenti nel quadro normativo, che regolamenti in maniera puntuale aspetti fiscali e semplificazioni autorizzative, che rafforzi la “governance” del settore e che si ponga come obiettivo il superamento della discontinuità territoriale che spesso si riscontra nelle singole regioni.

Come strade intendiamo apportare il nostro contributo, ribadendo tuttavia alcuni concetti fondamentali:
1. Pensare che l'universo dell'enoturismo ruoti unicamente intorno alle cantine è una visione miope e poco lungimirante. Il turismo del vino cresce grazie all'intelligenza di un mondo variegato che ruota ovviamente intorno alle cantine, ma che non si esaurisce in esse.

2. Molti investimenti di questi ultimi anni sono stati possibili grazie a politiche pubbliche che hanno sostenuto l'iniziativa e lo sforzo del privato;

3. Il fattore competitivo del comparto sarà sempre di più rappresentato dal livello complessivo di offerta del territorio e che non si persegue un obiettivo di crescita smantellando le esperienze virtuose già presenti in molte aree del paese;

4. Oggi si possono affrontare le sfide del mercato non solo con professionalità e metodo ma con azioni e target condivisi tra più soggetti. Un percorso che le “Strade” hanno in questi anni faticosamente maturato, attraverso importanti esperienze professionali e umane e ad una conoscenza capillare del territorio, che oggi rappresenta un patrimonio immateriale preziosissimo.

Anche per questo è indispensabile rafforzare e rendere maggiormente operative tutte le realtà che offrono servizi di qualità per il turista. Il “prodotto turistico” non va slegato dai servizi per fruirlo. Questa è la vera sfida per il futuro, soprattutto pensando a quelle migliaia di aziende agricole del settore piccole e piccolissime che rendono unica e non standardizzabile l'esperienza turistica legata al prodotto enogastronomico e che mantengono vivo e attrattivo il tessuto sociale e produttivo.

Le posizioni di forte rottura, espresse recentemente sulla stampa dal Presidente Nazionale del “Movimento Turismo del Vino” Carlo Pietrasanta, non danno certamente un contributo costruttivo alla crescita complessiva del comparto ma anzi, intaccano rapporti di collaborazione consolidati e virtuosi presenti in molte regioni, disconoscendo anche percorsi di crescita comune fatti in questi anni.
E' evidente che dietro una legittima attività di lobbying (peraltro su un tema condivisibile su cui si sarebbe potuta ricercare solidarietà e approccio comune) si nasconda invece un tentativo di delegittimare tante realtà presenti e operative in tutta Italia. Siamo i primi a riconoscere una situazione a macchia di leopardo nel panorama nazionale, ma ciò vale per tutti i settori e ovviamente anche per le Strade.
Ci sono territori più dinamici, Comuni più sensibili, associazioni più attive, ma questo non significa che tutto quello che è stato fatto in questi anni vada disconosciuto e demolito.
E' indubitabile che il comparto abbia bisogno di stimoli nuovi, a partire da una incisiva strategia nazionale del settore nei mercati turistici stranieri e ad una aggregazione di una offerta turistica che tenga insieme (per distretti, per aree, per vocazioni) vino, olio, benessere, tempo recuperato, esperienze, genius loci.

Speriamo vivamente che questa riflessione sia di stimolo e di contributo costruttivo, ribadendo fin da ora la disponibilità a concretizzare luoghi di confronto per il bene di tutto il settore.

Associazione Regionale Strade del Vino e Olio dell'Umbria
Presidente Paolo Morbidoni

Federazione Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori di Toscana
Presidente Mauro Marconcini

Strada del Vino e dei Sapori del Trentino
Presidente Francesco Antoniolli

Strada del Vino Valpolicella
Presidente Miriam Magnani

Strada del vino Soave
Presidente Paolo Menapace

Strada del Prosecco e Vini dei Colli Conegliano Valdobbiadene
Presidente Isidoro Rebuli

Strada del Vino Bardolino
Presidente Claudia Benazzoli

Strada del Barolo e grandi vini di Langa
Presidente Lorenzo Oliviero
Federazione Strade del Vino Lombardia
Presidente Gianni Boselli

Strada del Vino Lison Pramaggiore
Presidente Cristian Zulianello

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