Salute

I grassi trans naturali dei latticini non sembrano aumentare il rischio cardiovascolare

I grassi trans naturali dei latticini non sembrano aumentare il rischio cardiovascolare

Una revisione di 22 studi mette in discussione l’equivalenza tra i grassi trans naturalmente presenti in latte, burro, yogurt e formaggi e quelli prodotti industrialmente. I dati disponibili non evidenziano un aumento del rischio di malattie cardiovascolari o diabete di tipo 2 associato ai trans naturali dei latticini

14 ottobre 2026 | 16:00 | T N

La parola “grassi trans” evoca immediatamente un rischio per la salute, soprattutto cardiovascolare. Ma, secondo una nuova revisione pubblicata su Nutrition Research, questa generalizzazione potrebbe essere fuorviante. I ricercatori hanno analizzato i risultati di 22 studi condotti in Europa, Canada e Stati Uniti, distinguendo i grassi trans naturalmente presenti nei prodotti lattiero-caseari da quelli di origine industriale.

I primi si formano naturalmente nel rumine degli animali e sono quindi presenti nel latte di bovini, ovini e caprini e, di conseguenza, in alimenti come latte, burro, yogurt e formaggi. I secondi sono invece associati soprattutto ai processi di idrogenazione parziale degli oli, utilizzati in passato dall'industria alimentare e oggi fortemente limitati in molti Paesi.

La differenza è importante perché la struttura chimica, la matrice alimentare e il metabolismo di questi grassi possono determinare effetti biologici differenti.

Nessun peggioramento dei principali marcatori cardiovascolari

La revisione ha considerato innanzitutto 10 studi controllati di intervento dietetico. I partecipanti assumevano prodotti lattiero-caseari caratterizzati da livelli più elevati di grassi trans naturali, con apporti compresi tra 1,3 e 13,2 grammi al giorno, e venivano confrontati con soggetti che consumavano normali prodotti lattiero-caseari.

Gli studiosi hanno quindi valutato diversi biomarcatori lipidici utilizzati per stimare il rischio cardiovascolare. Nel complesso, non sono emerse differenze significative nei livelli dei lipidi ematici tra i due gruppi.

Il risultato è particolarmente interessante perché i grassi trans industriali hanno invece una relazione ben documentata con un peggioramento del profilo lipidico e con un maggiore rischio cardiovascolare.

Nessun aumento di infarto, ictus o diabete

Il secondo filone di ricerca comprendeva 12 studi di coorte, nei quali migliaia di persone sono state seguite per periodi molto lunghi, in alcuni casi superiori a vent'anni.

I ricercatori hanno utilizzato la concentrazione nel sangue dei grassi trans di origine lattiero-casearia come indicatore dell'esposizione e l'hanno confrontata con gli eventi sanitari verificatisi successivamente.

Anche in questo caso il risultato è stato rassicurante: livelli più elevati di questi grassi non sono risultati associati a un maggiore rischio di malattie cardiovascolari, ictus o morte cardiovascolare. Non è stata inoltre osservata un'associazione con un aumento del rischio di sviluppare diabete di tipo 2.

Il latte non va confuso con i prodotti industriali

La conclusione non significa che tutti i grassi trans siano innocui. La distinzione fondamentale rimane quella tra grassi trans industriali e grassi trans ruminanti, cioè quelli prodotti naturalmente dagli animali.

Come sottolineato dal professor Ian Givens, dell'Università di Reading e tra gli autori dello studio, il fatto che entrambi vengano definiti “trans” può portare il consumatore a considerarli equivalenti, quando invece le evidenze disponibili indicano comportamenti biologici differenti.

Per il consumatore, quindi, i risultati rappresentano soprattutto un chiarimento: latte, yogurt, burro e formaggi non possono essere automaticamente assimilati agli alimenti contenenti grassi trans industriali. Naturalmente, questo non trasforma i latticini in alimenti da consumare senza moderazione: il loro posto nella dieta va valutato considerando l'intero profilo nutrizionale, compreso il contenuto di grassi saturi, oltre alle quantità complessivamente consumate.

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