Salute
Bevande dietetiche contro acqua: dopo due anni la perdita di peso è simile
Uno dei più lunghi studi randomizzati sulle bevande con edulcoranti non nutritivi non rileva differenze significative rispetto all’acqua nella perdita e nel mantenimento del peso. Nuovi dati nel dibattito sull’utilità di aspartame, acesulfame-K e sucralosio
13 ottobre 2026 | 16:00 | T N
Uno dei principali argomenti della discussione sugli edulcoranti non nutritivi riguarda la loro capacità di favorire, anziché ostacolare, il controllo del peso. Un nuovo studio dell’Università di Liverpool, condotto con l’Università di Leeds, porta nella discussione un dato particolarmente interessante: nell’arco di due anni, le bevande contenenti edulcoranti a basso o nullo apporto calorico hanno ottenuto risultati sostanzialmente analoghi all’acqua.
La ricerca, pubblicata sul British Journal of Nutrition, è il risultato del trial SWITCH (The effects of non-nutritive sWeetened beverages on appetITe during aCtive weigHt loss), uno studio randomizzato e controllato durato 104 settimane.
493 adulti seguiti per due anni
Lo studio ha coinvolto 493 adulti con sovrappeso o obesità, inseriti in un programma strutturato di gestione comportamentale del peso. I partecipanti sono stati assegnati casualmente a due gruppi: uno doveva consumare quotidianamente acqua, l’altro bevande commerciali contenenti edulcoranti non nutritivi.
Le bevande utilizzate contenevano principalmente aspartame, acesulfame-K e sucralosio, mantenendo l'esposizione agli edulcoranti ampiamente entro i livelli di sicurezza stabiliti a livello europeo.
L'obiettivo non era soltanto misurare la perdita di peso iniziale, ma verificare cosa accadesse nel lungo periodo, compresa la fase finale dello studio nella quale i partecipanti non ricevevano più lo stesso livello di assistenza.
Perdita di peso: nessuna differenza significativa
Dopo 104 settimane, la riduzione media del peso corporeo è stata di circa 4,8 kg nel gruppo delle bevande con edulcoranti, contro 3,7 kg nel gruppo acqua.
La differenza, tuttavia, non è risultata statisticamente significativa. In altre parole, sulla base di questo trial non è possibile affermare che le bevande diet siano superiori all'acqua per dimagrire, ma neppure che ostacolino il controllo del peso.
Un elemento importante è che la riduzione ponderale è stata mantenuta durante i due anni in entrambi i gruppi, anche nel periodo conclusivo senza il precedente supporto.
Migliorano anche circonferenze e parametri metabolici
La perdita di peso non è stata l'unico parametro monitorato. In entrambi i gruppi sono state osservate riduzioni della circonferenza della vita e dei fianchi, insieme a miglioramenti nella composizione corporea e in diversi biomarcatori metabolici.
Non sono emerse differenze clinicamente rilevanti attribuibili al consumo prolungato delle bevande dolcificate con aspartame, acesulfame-K o sucralosio per quanto riguarda parametri come:
- pressione arteriosa;
- colesterolo;
- composizione corporea;
- diversi indicatori metabolici;
- controllo del peso nel lungo periodo.
Anche l'assunzione di zuccheri è diminuita in entrambi i gruppi, con una riduzione leggermente maggiore tra coloro che consumavano bevande con edulcoranti non nutritivi.
Il punto centrale: sostituire lo zucchero, non semplicemente aggiungere edulcoranti
Il risultato più interessante dello studio riguarda probabilmente il contesto della sostituzione.
Una bevanda dietetica non apporta automaticamente un beneficio se viene semplicemente aggiunta alla dieta abituale. Nel trial, invece, le bevande con edulcoranti sono state utilizzate nell'ambito di un programma di gestione del peso e, soprattutto, come alternativa alle bevande zuccherate.
Questo significa che il vantaggio potenziale deriva soprattutto dalla possibilità di ridurre l'apporto di zuccheri e calorie provenienti dalle bevande, senza necessariamente rinunciare al gusto dolce.
È una distinzione importante anche dal punto di vista nutrizionale: il confronto tra una bibita zuccherata e una bevanda senza calorie è diverso dal confronto tra quest'ultima e l'acqua.
Edulcoranti e appetito: cosa dice il trial
Una delle ipotesi critiche nei confronti degli edulcoranti non nutritivi è che il gusto dolce, in assenza di calorie, possa alterare i meccanismi di regolazione dell'appetito e indurre successivamente una maggiore assunzione di cibo.
Il trial SWITCH era stato progettato proprio per affrontare anche questa questione. I risultati a lungo termine non hanno fornito evidenze a sostegno dell'idea che le bevande contenenti questi edulcoranti provochino, nel contesto studiato, un peggioramento della regolazione dell'appetito tale da tradursi in un aumento del peso corporeo.
Un risultato rilevante nel confronto con le indicazioni OMS
I risultati assumono particolare interesse alla luce della posizione dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) sugli edulcoranti non zuccherini.
Le raccomandazioni dell'OMS hanno invitato a non utilizzare gli edulcoranti non zuccherini come strategia per il controllo del peso nella popolazione generale, sottolineando l'incertezza derivante soprattutto dalle evidenze osservazionali e dagli effetti a lungo termine.
Il trial SWITCH introduce nel dibattito un elemento metodologicamente diverso: uno studio randomizzato controllato di durata biennale, nel quale i partecipanti sono stati assegnati prospetticamente alle diverse strategie di consumo.
Questo non significa che gli edulcoranti debbano essere considerati necessari o preferibili all'acqua. Significa piuttosto che, quando vengono utilizzati in sostituzione di bevande zuccherate, le evidenze di questo trial non indicano un peggioramento del controllo ponderale rispetto all'acqua.
Un risultato da leggere senza semplificazioni
La ricerca non dimostra che le bevande diet siano “salutari” in senso generale, né che siano indispensabili per dimagrire. Il risultato più circoscritto è che, all'interno di un programma di gestione del peso, le bevande con edulcoranti non nutritivi hanno prodotto risultati comparabili all'acqua sulla perdita e sul mantenimento del peso nell'arco di 104 settimane.
Va inoltre considerato che lo studio è stato finanziato dall'American Beverage Association. I ricercatori dichiarano tuttavia che il gruppo di ricerca ha operato indipendentemente dal finanziatore e ha mantenuto il controllo sull'analisi e sulla pubblicazione dei risultati. Questo aspetto è rilevante nell'interpretazione critica dello studio, così come lo è il fatto che i risultati riguardino specifici edulcoranti e uno specifico contesto di consumo.
Nel complesso, il trial aggiunge quindi un tassello importante a una discussione ancora aperta: per il controllo del peso, sostituire una bevanda zuccherata con una bevanda a zero o bassissimo contenuto calorico sembra poter essere una strategia almeno non inferiore all'acqua nel lungo periodo, mentre resta da distinguere questo dato dalla più ampia questione degli effetti degli edulcoranti sulla salute e dall'opportunità di privilegiare, nella dieta quotidiana, l'acqua e le bevande non zuccherate.
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