Salute
Olio extravergine d'oliva ed esercizio fisico: otto settimane possono migliorare alcuni biomarcatori cardiometabolici
Uno studio condotto su uomini sedentari in sovrappeso suggerisce che l'integrazione con olio extravergine di oliva durante un programma di allenamento può modulare alcuni marcatori dell'infiammazione, dello stress ossidativo e della salute cardiovascolare
06 ottobre 2026 | 11:00 | T N
L'esercizio fisico è noto per favorire una riduzione dell'infiammazione cronica di basso grado e dello stress ossidativo, due processi strettamente associati al rischio cardiometabolico. Una nuova ricerca ha valutato se l'aggiunta di olio extravergine di oliva (EVOO), grazie anche alla presenza di composti fenolici, possa rafforzare queste risposte adattative.
Lo studio ha coinvolto 17 uomini sedentari in sovrappeso, tra 40 e 60 anni, suddivisi casualmente in due gruppi. Nove partecipanti hanno assunto EVOO, mentre otto hanno ricevuto un placebo a base di glicerina. Entrambi i gruppi hanno seguito per otto settimane un programma supervisionato di allenamento combinato aerobico e di resistenza, tre volte alla settimana. Dopo ogni sessione, i partecipanti hanno assunto 0,2-0,4 grammi di EVOO per chilogrammo di peso corporeo oppure il placebo.
Infiammazione e marcatori cardiovascolari
I ricercatori hanno effettuato prelievi di sangue a digiuno prima dell'intervento e 48 ore dopo la conclusione delle otto settimane. Sono stati analizzati diversi indicatori, tra cui proteina C-reattiva (CRP), interleuchina-6 (IL-6), espressione genica della P-selectina, troponina cardiaca I (TnI), profilo lipidico e gli enzimi antiossidanti superossido dismutasi (SOD) e catalasi (CAT).
La CRP è diminuita in modo significativo soltanto nel gruppo EVOO (p=0,025). Tuttavia, la differenza nell'andamento tra i due gruppi non ha raggiunto la significatività statistica. Un risultato più netto ha riguardato il colesterolo HDL, per il quale è stata osservata un'interazione significativa tra trattamento e tempo (p=0,027), a favore del gruppo che assumeva EVOO.
Sono emerse differenze significative anche per IL-6, espressione genica della P-selectina e troponina I, con interazioni gruppo-tempo rispettivamente pari a p=0,014, p=0,015 e p=0,029. In particolare, questi risultati indicano che la risposta nel tempo è stata differente nei due gruppi, con un andamento più favorevole tra i partecipanti che assumevano EVOO.
Più attività degli enzimi antiossidanti
Anche il sistema antiossidante ha mostrato alcuni cambiamenti. Nel gruppo EVOO sono aumentate significativamente sia la superossido dismutasi (SOD) sia la catalasi (CAT). Nel gruppo placebo, invece, è aumentata significativamente soltanto la SOD.
Questo dato suggerisce un possibile effetto dell'EVOO sulla risposta antiossidante associata all'allenamento. Tuttavia, è importante sottolineare che né SOD né CAT hanno mostrato un'interazione gruppo-tempo statisticamente significativa. Non è quindi possibile attribuire con certezza all'EVOO un effetto superiore al placebo su questi due marcatori.
Risultati interessanti, ma da confermare
Nel complesso, lo studio indica che la combinazione tra attività fisica e consumo di EVOO può essere associata a modificazioni favorevoli di alcuni parametri infiammatori, lipidici e cardiovascolari. Il possibile ruolo dei composti fenolici dell'olio potrebbe essere particolarmente interessante, considerando la loro attività biologica e la capacità di interagire con i sistemi coinvolti nella risposta ossidativa e infiammatoria.
Il principale limite è però rappresentato dalla dimensione molto ridotta del campione, appena 17 partecipanti, oltre alla durata relativamente breve dell'intervento e alla popolazione esclusivamente maschile. Inoltre, diversi biomarcatori hanno mostrato miglioramenti all'interno del gruppo EVOO senza che la differenza rispetto al placebo risultasse statisticamente significativa.
I risultati vanno quindi considerati come preliminari: suggeriscono un possibile effetto complementare dell'EVOO all'esercizio fisico, ma saranno necessari studi più ampi e prolungati per stabilire se questa combinazione produca effettivi benefici clinici sul rischio cardiometabolico.
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