Salute
Cibi ultraprocessati e il possibile legame con l’artrosi del ginocchio
Uno studio pubblicato su Radiology ha rilevato un’associazione tra il consumo di alimenti ultraprocessati e una maggiore presenza di grasso intramuscolare nella coscia. Il fenomeno è stato osservato anche considerando calorie assunte, attività fisica e altri fattori socio-demografici
21 settembre 2026 | 14:00 | T N
Un consumo elevato di alimenti ultraprocessati potrebbe essere associato a una maggiore quantità di grasso accumulato all’interno dei muscoli della coscia, una modificazione della composizione muscolare che potrebbe avere implicazioni anche per la salute del ginocchio.
È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Radiology, della Radiological Society of North America (RSNA), condotto su persone considerate a rischio di sviluppare osteoartrosi del ginocchio.
Lo studio su 615 partecipanti
I ricercatori hanno analizzato i dati di 615 partecipanti all’Osteoarthritis Initiative, un programma di ricerca sostenuto dal National Institutes of Health statunitense e dedicato allo studio dello sviluppo e della prevenzione dell’osteoartrosi del ginocchio.
Al momento dell’analisi, nessuno dei partecipanti presentava segni di osteoartrosi agli esami di imaging. Il gruppo era composto da 275 uomini e 340 donne, con un’età media di 60 anni e un indice di massa corporea medio pari a 27, valore che colloca mediamente i partecipanti nella fascia del sovrappeso.
Le informazioni sull’alimentazione riguardavano i consumi dell’anno precedente. In media, circa il 41% degli alimenti consumati dai partecipanti rientrava nella categoria degli ultraprocessati.
Più ultraprocessati, più grasso intramuscolare
L'analisi ha evidenziato una relazione tra la quantità di alimenti ultraprocessati consumati e la presenza di grasso all'interno dei muscoli della coscia. All'aumentare del consumo di questi prodotti aumentava anche la quantità di grasso intramuscolare rilevata mediante risonanza magnetica.
L'associazione rimaneva evidente anche dopo aver tenuto conto dell'apporto calorico complessivo, dell'assunzione di grassi, dell'attività fisica e di diversi fattori socio-demografici.
La modificazione osservata nelle immagini di risonanza magnetica corrisponde a una maggiore componente adiposa nel tessuto muscolare. Le fibre muscolari, anziché costituire in modo uniforme il tessuto, risultano accompagnate da infiltrazioni di grasso.
Secondo Zehra Akkaya, ricercatrice e consulente del Clinical & Translational Musculoskeletal Imaging Group del Dipartimento di Radiologia e Biomedical Imaging dell'Università della California di San Francisco e prima autrice dello studio, la ricerca ha utilizzato una risonanza magnetica non contrastografica, una metodica ampiamente disponibile e potenzialmente integrabile nella pratica diagnostica ordinaria.
Cosa sono gli alimenti ultraprocessati
Gli alimenti ultraprocessati sono prodotti industriali generalmente formulati attraverso combinazioni di zuccheri, grassi, sale e carboidrati e contenenti frequentemente ingredienti e additivi caratteristici delle preparazioni industriali.
Tra gli esempi rientrano snack confezionati, bevande zuccherate ed energetiche, dolci e dessert industriali, pizze surgelate, pasti pronti, cereali per la prima colazione, creme e spalmabili, würstel e altri prodotti a base di carne trasformata, oltre a pane e prodotti da forno confezionati.
La loro presenza nella dieta è aumentata parallelamente alla diffusione di modelli alimentari caratterizzati da un maggiore consumo di prodotti pronti e confezionati.
Un possibile collegamento con l'osteoartrosi
L'osteoartrosi del ginocchio è una patologia fortemente associata all'eccesso di peso e a diversi fattori legati allo stile di vita. La qualità della muscolatura della coscia è inoltre rilevante per la funzione e la biomeccanica dell'articolazione.
I risultati dello studio suggeriscono quindi che l'alimentazione potrebbe essere associata alla composizione del muscolo attraverso meccanismi che non sono completamente descritti dal semplice bilancio tra calorie introdotte e consumate.
Gli autori sottolineano tuttavia l'importanza di interpretare il risultato come un'associazione, non come la dimostrazione che gli alimenti ultraprocessati causino direttamente l'accumulo di grasso intramuscolare o l'osteoartrosi. Lo studio, infatti, osserva la relazione tra abitudini alimentari e composizione muscolare e non dimostra un rapporto di causa-effetto.
La qualità della dieta oltre il peso
Secondo Akkaya, i risultati rafforzano l'attenzione sulla qualità dell'alimentazione nel contesto della salute muscolare e dell'osteoartrosi. Il controllo del peso corporeo rimane un elemento centrale nella gestione dei fattori di rischio modificabili, ma la composizione della dieta potrebbe rappresentare un ulteriore elemento da considerare.
La ricerca aggiunge così un tassello al crescente interesse scientifico per gli effetti degli alimenti ultraprocessati sulla salute. In questo caso, l'attenzione si sposta dal semplice peso corporeo alla composizione dei tessuti: una dieta caratterizzata da un maggiore consumo di prodotti ultraprocessati è risultata associata a una maggiore presenza di grasso nei muscoli della coscia, un fenomeno che merita ulteriori studi per chiarire le eventuali conseguenze sulla funzione muscolare e sulla salute del ginocchio.
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