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Stime di produzione di olio di oliva in Spagna positive, le associazioni chiedono l'attivazione della clausola di salvaguardia
Con la produzione in Andalusia da 1,26 milioni di tonnellate e le scorte di riporto, torna sul tavolo l’ipotesi di applicare per la prima volta il meccanismo di autoregolazione previsto dall’articolo 167 bis del regolamento Ue 1308/2013
05 ottobre 2026 | 11:00 | C. S.
La previsione della Junta de Andalucía per la campagna olearia 2026/27 indica una produzione regionale di 1.261.200 tonnellate di olio di oliva, il 29,3% in più rispetto alla campagna precedente. Una stima giudicata sostanzialmente corretta dalle principali organizzazioni agricole, ma ancora esposta all’andamento meteorologico delle prossime settimane.
La distribuzione provinciale vede Jaén al primo posto con 575.000 tonnellate, in crescita del 45,6%. Seguono Cordoba con 339.700 tonnellate (+25%), Siviglia con 142.500, Granada con 106.750, Malaga con 59.400, Cadice con 14.600, Huelva con 12.800 e Almería con 11.000 tonnellate.
Una previsione ancora condizionata dal clima
Per COAG, la stima è plausibile, ma ottobre sarà decisivo. Francisco Elvira, responsabile dell'olivicoltura di COAG Andalucía e segretario generale di COAG Jaén, sottolinea in particolare la necessità di precipitazioni nelle prossime settimane. In assenza di piogge, la produzione finale potrebbe risultare sensibilmente inferiore alle previsioni.
Anche UPA Andalucía richiama l'attenzione sulla fase conclusiva della lipogenesi, durante la quale l'oliva accumula ancora olio. Secondo il segretario generale Jesús Cózar, le condizioni meteorologiche non hanno finora favorito il processo: le temperature sono rimaste elevate anche alla fine di settembre e, soprattutto negli oliveti asciutti, si osservano già fenomeni di raggrinzimento e caduta delle olive.
La situazione resta quindi aperta. Non sarà determinante soltanto la quantità di pioggia, ma anche l'andamento meteorologico durante la raccolta, dopo le perdite provocate dalle precipitazioni e dalle perturbazioni nella precedente campagna.
Torna al centro l'articolo 167 bis
L'elemento più interessante delle valutazioni delle organizzazioni agricole riguarda però la possibile applicazione dell'articolo 167 bis del regolamento Ue 1308/2013, relativo ai meccanismi di autoregolazione dell'offerta nel settore dell'olio di oliva.
Per COAG, prima di valutare concretamente l'attivazione dello strumento occorrerà conoscere la previsione produttiva dell'intera Spagna e soprattutto il dato definitivo delle scorte di riporto, atteso nella prima metà di ottobre.
Il ragionamento nasce dalla combinazione fra una produzione andalusa superiore a quella dello scorso anno, una produzione delle altre regioni spagnole che potrebbe superare le 300.000 tonnellate e un livello di scorte iniziali che, secondo le stime delle organizzazioni, potrebbe rimanere contenuto.
UPA considera particolarmente significativo il fatto che la commercializzazione della campagna precedente abbia assorbito, secondo i propri dati, sostanzialmente tutto l'olio prodotto, anche se mancano ancora i dati definitivi di settembre. Un eventuale basso livello di riporto consentirebbe quindi di affrontare la nuova campagna con una disponibilità iniziale più limitata.
Asaja vede una disponibilità vicina a 1,6 milioni di tonnellate
La valutazione di Asaja-Jaén è leggermente diversa sul livello complessivo della disponibilità. Il gerente e portavoce Luis Carlos Valero, considerando un riporto superiore alle 350.000 tonnellate, ritiene che la disponibilità complessiva per il mercato possa avvicinarsi a 1,6 milioni di tonnellate, una volta sommata la produzione prevista in Andalusia a quella del resto della Spagna.
Anche Asaja ritiene che questo scenario possa rendere necessario il ricorso all'articolo 167 bis. L'organizzazione propone che un'eventuale misura di ritiro coinvolga sia le cooperative sia le almazaras private, così da intervenire direttamente sull'offerta disponibile sul mercato.
COAG propone inoltre una linea di finanziamenti ICO destinati a cooperative e frantoi, per sostenere economicamente la conservazione dell'olio fuori dal mercato fino alla campagna successiva qualora si verifichino le condizioni previste dal meccanismo di autoregolazione.
Prezzi e costi del settore restano il nodo centrale
Per UPA, l'eventuale contenimento dell'offerta dovrebbe riflettersi anche sulle quotazioni all'origine. Cózar indica in 5 euro/kg un livello ritenuto necessario per coprire i costi e garantire redditività soprattutto nell'olivicoltura tradizionale.
La posizione delle organizzazioni agricole si inserisce dunque in un mercato nel quale il problema non viene identificato soltanto nella quantità di olio disponibile, ma anche nel rapporto fra prezzi all'origine e costi di produzione.
Asaja individua, parallelamente, due direttrici: aumentare la commercializzazione attraverso attività di promozione e valorizzazione dell'olio di oliva e intervenire sull'efficienza produttiva per ridurre i costi particolarmente elevati dell'olivicoltura andalusa e, in particolare, di quella tradizionale.
La partita decisiva si giocherà quindi nelle prossime settimane. Piogge, andamento della lipogenesi, raccolta, produzione complessiva spagnola e livello delle scorte di riporto determineranno la reale disponibilità della campagna 2026/27 e, soprattutto, se esisteranno le condizioni per portare concretamente all'applicazione dell'articolo 167 bis.
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