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Le importazioni fanno impennare le scorte di olio di oliva spagnolo
Nei primi undici mesi della campagna 2025/26 le uscite complessive di olio d’oliva in Spagna scendono del 3,3% su base annua, ma restano nettamente sopra la media recente. Crescono le importazioni e, a fine agosto, le giacenze raggiungono 476.100 tonnellate
29 settembre 2026 | 09:00 | C. S.
Il mercato spagnolo dell’olio d’oliva entra nell’ultima fase della campagna 2025/26 con un ritmo commerciale più lento rispetto alla stagione precedente, ma con volumi ancora sostenuti. Secondo l’ultimo rapporto mensile del Ministero dell’Agricoltura spagnolo (MAPA), relativo ai dati di agosto, nei primi undici mesi della campagna il commercio estero sommato ai consumi interni ha raggiunto circa 1,35 milioni di tonnellate, il 3,3% in meno rispetto allo stesso periodo della campagna precedente. Il dato resta tuttavia superiore del 17,4% alla media delle ultime tre campagne e dell’8,3% rispetto alla media delle ultime quattro.
Export ancora elevato
Le esportazioni continuano a rappresentare il principale canale di assorbimento dell’olio spagnolo. Tra ottobre 2025 e agosto 2026 i volumi esportati si collocano attorno alle 911.000 tonnellate, considerando anche la stima provvisoria per agosto.
Una quota consistente è destinata ai Paesi extra Ue, mentre l’Italia continua a essere uno dei principali sbocchi per l'olio spagnolo. Tra ottobre e agosto, secondo il bilancio MAPA, circa 261.700 tonnellate sono state indirizzate verso il mercato italiano, a conferma del ruolo dell'industria italiana nelle attività di trasformazione, confezionamento e redistribuzione internazionale.
Nel complesso, comunque, l'export risulta inferiore del 3,7% rispetto allo stesso periodo della campagna 2024/25. Il rallentamento è quindi reale, ma avviene dopo una stagione caratterizzata da flussi commerciali eccezionalmente elevati.
Il mercato interno perde il 2,6%
Anche i consumi interni mostrano una lieve contrazione. Il mercato spagnolo assorbe circa 439.000 tonnellate, il 2,6% in meno rispetto alla campagna precedente.
Il dato non indica però un arretramento strutturale dei consumi: il livello raggiunto nei primi undici mesi resta infatti superiore del 16,2% alla media delle ultime tre campagne e del 4,5% alla media delle ultime quattro.
La domanda spagnola continua quindi a essere sostenuta nonostante la normalizzazione dei prezzi rispetto ai picchi raggiunti nelle campagne precedenti.
Importazioni in crescita
Uno degli elementi più interessanti del nuovo bilancio riguarda le importazioni. Gli acquisti dall'estero raggiungono circa 234.700 tonnellate, contro le 206.100 tonnellate dello stesso periodo della campagna precedente: un incremento del 13,9%.
Circa 128.300 tonnellate provengono dai Paesi extra Ue, 15.000 dall'Italia e 76.400 dagli altri Stati membri dell'Unione europea.
La crescita delle importazioni assume particolare rilevanza perché arriva al termine di una campagna nella quale la Spagna ha comunque prodotto quantità sufficienti a garantire il fabbisogno del mercato. Il MAPA aveva infatti quantificato la produzione 2025/26 in circa 1,298 milioni di tonnellate, dopo una revisione al ribasso delle stime iniziali, ma considerandola comunque sufficiente a garantire le esigenze commerciali e un adeguato riporto di campagna.
Scorte a 476.100 tonnellate
Il risultato più significativo del bilancio di agosto riguarda però le giacenze. A fine mese le disponibilità ammontano a circa 476.100 tonnellate, contro le 405.900 tonnellate di un anno prima.
L'aumento è di circa 70.200 tonnellate, pari al 17,3%.
Si tratta di un livello di scorte che assume particolare importanza perché la campagna 2025/26 sta ormai volgendo al termine e il mercato si prepara a entrare nella nuova stagione produttiva. Il MAPA pubblica mensilmente i dati del sistema SIMO relativi a produzione, importazioni, esportazioni, mercato interno ed esistenze, con l'ultimo aggiornamento riferito proprio ad agosto 2026.
Un mercato ancora molto più attivo della media
La fotografia della Spagna alla fine di agosto è quindi quella di un mercato che rallenta rispetto all'anno precedente, ma non rispetto alla propria storia recente.
Le uscite complessive restano infatti largamente superiori alle medie delle ultime campagne, mentre l'aumento delle importazioni e delle scorte indica che la disponibilità di prodotto è oggi molto più ampia rispetto ai momenti di maggiore tensione dell'offerta.
Il dato sulle giacenze sarà particolarmente osservato dagli operatori nelle prossime settimane. L'avvio della campagna 2026/27 dovrà infatti confrontarsi con una quantità di olio ancora presente nei magazzini spagnoli, oltre che con le aspettative sulla nuova produzione.
La combinazione tra scorte elevate, importazioni in crescita e rallentamento delle esportazioni rappresenta dunque uno degli elementi chiave per comprendere l'evoluzione del mercato iberico nella fase di passaggio tra le due campagne. Il prossimo bilancio definitivo del MAPA permetterà di verificare quanto di questo rallentamento sia stato determinato dalla fisiologica chiusura della campagna e quanto, invece, possa riflettere un cambiamento più duraturo nei flussi commerciali.
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