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DAL SILENZIO DEL CARMELO, L'AVVINCENTE E SOTTILE SGUARDO DI TERESA

E' in libreria dal 29 aprile il nuovo lavoro di Laura Bosio, dal titolo Teresina. Si racconta la vita di Teresa di Lisieux, ma non si tratta di un’opera a carattere agiografico. Emerge una immagine intensa e toccante della santa carmelitana, fuori dagli schemi abituali

24 aprile 2004 | Luigi Caricato

Tutto nasce davanti a una fotografia di Thérèse. Non è propriamente un ritratto, ma una figura intera ricavata da una foto che riproduce un gruppo di monache. Laura Bosio, autrice per Mondadori di Teresina , scorge in un libro lo sguardo intenso e rivelatore della futura santa. La giovane Thérèse Martin, già Teresa di Lisieux, indossa l’abito della carmelitana. Con quattro minuscoli fogli di carta la Bosio isola il volto della religiosa, celando velo e vestito. Separato dai segni esterni, il volto cattura e attrae. Il sorriso è appena accennato, le pupille sono fisse e dilatate. E’ uno sguardo profondo quello di Thérèse; attende solo di essere compreso in tutta la sua verità. E’ come se quel volto intendesse provocare in chi lo vede una reazione, quasi dicesse: “Ho visto l’inferno. Vuoi sapere com’è?”. Parte proprio da qui la storia della protagonista. E’ una santa che ha vissuto solo 24 anni, ma ha lasciato segni, di sé, di incredibile portata. L’autorità religiosa oltre ad averla canonizzata, l’ha pure onorificata con il titolo di “dottore della Chiesa”.



Il libro della Bosio è intrigante. Si comprende da subito che non si tratta del solito lavoro di maniera. Non è un’opera a carattere agiografico, scandaglia la vita della santa secondo una lettura se vogliamo “laica”, ma rispettosissima dell’integrità del messaggio religioso. Tutto ciò è un bene; anzi, unitamente alla qualità letteraria del testo, il ritratto che ne viene fuori è anche particolarmente ricco di religiosità. Non viene falsata perciò l’identità più intima di Teresa. In genere, seppure a fin di bene, i buoni propositi di molti biografi di santi sottraggono verità – e santità, anche – a coloro che intendono ritrarre. Il libro della Bosio si affranca da tale rischio. Non è neppure una biografia nel senso stretto del termine, nonostante ripercorra con precisione e puntualità le tappe esistenziali di Teresa.



Teresina. Storie di un’anima è un testo inserito in una collana di saggi dal titolo “Uomini e religioni”, ma il libro della Bosio non è neppure un saggio in senso stretto. Ha un respiro largo, coinvolgente, simile a un romanzo. Riesce a scatenare reazioni, suscitando emozioni profonde e vitali. Non occorre essere credenti per apprezzare le qualità di una donna così speciale e ricca d’anima: “Dentro gli occhi e sulla bocca – scrive la Bosio – Thérèse ha la determinazione, ironica e compresa, di chi ha escogitato il modo per sciogliere i nodi della vita”.
Il ritratto della protagonista che si scorge leggendo questo libro intenso e partecipato, va oltre la qualità letteraria, traspare evidente dal testo nell’essenzialità dello stile; qui, in queste 207 pagine scorre una spiritualità allo stato puro, magnificata da una lettura “laica” della vita.
Un po’ Teresina ricorda l’approccio di un altro libro della Bosio, uscito nel 1997, Annunciazione, che Mondadori ha ripubblicato in marzo nella collana "Piccola Biblioteca" degli Oscar; qui però lo spirito è più spensierato e volteggiante. E’ come se l’autrice ripercorresse i movimenti dell’anima della piccola Teresa facendoli propri, non dunque sminuendoli, com’è capitato di leggere altrove, ma facendo di ogni gesto o segno di Thérèse il segno e il gesto di una maturazione spirituale non priva di lacrime e asperità. Il farsi della parola in Teresa non ha intonazioni barocche, esprime piuttosto concretezza e non intende neppure sfuggire alla evidenza della verità: la Bosio riporta una poesia della giovane carmelitana nella traduzione di Carlo Betocchi: “Vivere d’amore non è piantare sulla terra, sulla vetta del Tabor, la propria tenda: ma salire con Gesù sul Calvario…”. Non a caso Teresa, secondo la testimonianza della sorella Maria, ha “visioni terrificanti che agghiacciavano tutti quelli che sentivano le sue grida di disperazione”.

La vera immagine della religiosa trova il proprio fulcro nei testi che ci ha lasciato, raccolti postumi sotto il titolo di Storia di un’anima. Partendo da un tale prezioso documento, la Bosio si addentra nel mirabile mondo della monaca carmelitana, accogliendone anche le intenzioni inespresse, senza mai stravolgerne l’identità e il messaggio originari, da brava esegeta. A catturare il lettore sarà in particolare la lucida capacità dell’autrice nel riuscire a condurlo per mano, attraverso un viaggio compiuto nei luoghi abitati dalla santa, in una sorta di resoconto che procede senza falsificazioni o edulcoramenti agiografici, quasi fosse un percorso iniziatico alla ricerca di una verità che va scrutata partendo da uno sguardo aperto a un mondo altro, diverso, perfino attraversato da una sana e salvifica follia.




Laura Bosio, Teresina. Storie di un’anima, Mondadori, Milano; pp. 208, euro 15,00





Un invito alla lettura
"Un giorno la Mamma mi disse: 'Teresina, se baci la terra ti do un soldo'. Un soldo! Era la ricchezza per me. Per impadronirmene mi bastava abbassare la mia altezza, visto che la mia statura minima non frapponeva grande distanza tra me e la terra. Tuttavia la mia fierezza si ribellò... Dritta indomita dissi alla Mamma: 'Preferisco fare a meno del soldo' ". Dall'infanzia all'adolescenza il percorso temporale è breve, ma la lontananza interiore è incalcolabile. Baciare la terra è il gesto di umiltà usato nel carmelo e Thérèse è costretta a compierlo ogni volta che incontra la priora.
Laura Bosio

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