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VITA BREVE NEL NOME DELLA POESIA E DEI CONTADINI DEL SUD. IN MEMORIA DI ROCCO SCOTELLARO

Un'antologia a cura di Francesco De Napoli ripercorre, attraverso uno sguardo attento sull'opera, la lodevole ed esemplare storia umana del grande poeta lucano. L'intellettuale di Tricarico ha svolto una intensa e sfiancante attività politica a favore dei braccianti meridionali, denunciandone sofferenze e miserie

02 luglio 2005 | B. A. G.

Rocco Scotellaro, il poeta lucano nato a Tricarico (Matera) nel 1923 e morto a Portici (Napoli) nel 1953, visse un’esistenza breve e sfortunata, tutta dedicata alla poesia e all’amore per le popolazioni contadine e proletarie del Sud.
In ricordo di Scotellaro, lo scrittore di Cassino (FR) Francesco De Napoli ha curato l’antologia letteraria Rocco Scotellaro oltre il Sud (Venafro, Edizioni EVA, 2003, pag. 208, € 15,00).



Dall’occupazione delle terre all’elezione a sindaco di Tricarico, dall’incriminazione per concussione all’attività svolta all’Istituto Agrario di Portici, De Napoli ci narra la “parabola terrena” di Scotellaro con palpitante passione, con affetto sincero per questo paladino della libertà e dell’emancipazione socio-culturale delle genti oppresse del Mezzogiorno.
Scotellaro è stato, però - non dimentichiamolo - soprattutto un poeta, un grande poeta, per l’originalità e l’immediatezza della sua ispirazione fra i maggiori del Novecento.

Carlo Levi, “nume tutelare” di Scotellaro, fu il primo scopritore ed estimatore della poesia del Nostro, ma furono in tanti a riconoscere ed apprezzare subito i caratteri vivi, freschi e sinceri della sua poesia: Corrado Alvaro, Leonardo Sciascia, Franco Fortini, Italo Calvino, Eugenio Montale, Maurizio Cucchi ed altri.
Gilberto Antonio Marselli, docente di Sociologia all’Università di Napoli e grande amico e collaboratore di Scotellaro, ha fortemente elogiato l’antologia curata da Francesco De Napoli, per la capacità di spaziare “mirabilmente dai saggi alle poesie alla biografia” del Poeta, il cui esempio risulta, pertanto, “correttamente ed efficacemente inteso anche da chi non aveva potuto condividere con lui certe esperienze.”
B. A. G.

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