Italia

Sitri disastroso per le aziende agricole. L'allarme parte dal Friuli

Per la Cia, insomma ci si trova di fronte a un provvedimento iniquo e vessatorio, che rischia di ottenere l’effetto esattamente contrario per il quale è nato

10 aprile 2010 | R. T.

Il nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti (Sistri) è inapplicabile e troppo costoso per le aziende agricole. Ennio Benedetti, presidente della Cia del Friuli Vg, non ha dubbi.

“È un sistema – dice - che contribuirà in maniera decisiva a dare il colpo di grazia a molte piccole e medie imprese agricole, già in stato di agonia. Gli adempimenti – sostiene a muso duro Benedetti - graveranno pesantemente, sia per i costi sia per la burocrazia, sui bilanci costantemente in perdita delle aziende agricole”.

“È una vergogna – sbotta - che si parli continuamente di tutela e valorizzazione delle piccole e medie imprese e, contemporaneamente, si applichino alle stesse gli adempimenti della grande industria. La misura è colma, abbiamo pazientato abbastanza! Altro che semplificazione, qui tra chiavette usb e black-box, ci fanno chiudere le aziende. Queste norme, frutto delle eco-lobbies, sono inapplicabili e pertanto vanno rispedite al legislatore che le deve modificare!”.

E la Cia non ha perso tempo. Ha inviato una lettera ai deputati e senatori della regione chiedendo che si attivino con urgenza per la sospensione del provvedimento che instaura il nuovo sistema di raccolta e per la predisposizione delle necessarie modifiche.

L'idea di Benedetti è semplice ed efficace. “È sufficiente – spiega – che i rifiuti prodotti dalle aziende agricole, il più delle volte di fatto già bonificati, vengano ritirati direttamente dai rivenditori senza adempimenti burocratici di sorta”.
Secondo la Cia questo sistema non solo è più semplice ed efficace, ma è anche quello più sicuro e meno costoso, quindi più efficiente, se si vuole smaltire correttamente i rifiuti. Benedetti tiene a precisare che la Cia non guarda solo al proprio orticello. “La semplificazione - precisa – deve valere anche per i supermercati che vendono batterie, olii, filtri eccetera. Tutti rifiuti che nessuno sa, stando così le cose, dove vanno a finire”. Il presidente della Cia ha in serbo un'ultima frecciata. “Ciò che fa specie - incalza - è che si può acquistare qualsiasi quantitativo di fitofarmaci, diserbanti, olii e via di seguito. Dopo di che si possono stoccare in azienda senza problemi, ma i contenitori di quegli stessi prodotti, vuoti e bonificati e – sottolinea con forza – più e più volte risciacquati diventano, evidentemente per astuzia del demonio, nocivi e pericolosi”.

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