Italia
Blitz in un’azienda calabrese di prodotti a base di olive: sequestrati 1.672 chili di alimenti
Controlli dei carabinieri forestali insieme ai nuclei per la tutela agroalimentare, all’Ispettorato del lavoro e all’Asp: riscontrate irregolarità igienico-sanitarie, problemi di tracciabilità ed etichettatura e violazioni ambientali. Sotto sequestro anche l’opificio e il sistema di scarico delle acque reflue
10 ottobre 2026 | 12:26 | C. S.
Un’azienda specializzata nella lavorazione e commercializzazione di prodotti a base di olive è finita al centro di un’ispezione dei carabinieri forestali del nucleo di Reggio Calabria. L’operazione, condotta nell’ambito dei controlli per la tutela della salute pubblica, dell’ambiente e della normativa agroalimentare, ha portato al sequestro amministrativo di circa 1.672 chili di prodotti e al sequestro preventivo dello stabilimento.
Le verifiche sono state effettuate in collaborazione con il personale dei nuclei Carabinieri per la tutela agroalimentare, dell’Ispettorato del lavoro e dell’Asp di Reggio Calabria. Gli accertamenti hanno fatto emergere diverse irregolarità, riguardanti gli aspetti igienico-sanitari, la gestione dei rapporti di lavoro, gli adempimenti amministrativi e il rispetto delle disposizioni ambientali.
Carenze igieniche e problemi di tracciabilità
Nel corso dell’ispezione sono state rilevate carenze igienico-sanitarie nei locali e nelle attrezzature utilizzate per l’attività produttiva. È stata inoltre accertata l’assenza della prescritta notifica sanitaria e della documentazione relativa ai controlli previsti dal piano di autocontrollo.
Ulteriori criticità hanno riguardato la tracciabilità e l’etichettatura dei prodotti a base di olive, aspetti fondamentali per garantire la sicurezza alimentare e la corretta informazione dei consumatori.
Complessivamente, i militari hanno sottoposto a sequestro amministrativo circa 1.672 chilogrammi di prodotti, impedendone la libera disponibilità nell’ambito del procedimento avviato.
Sequestro preventivo dello stabilimento per gli scarichi
La verifica ha evidenziato anche l’assenza del prescritto titolo abilitativo per lo scarico delle acque reflue derivanti dall’attività produttiva. Per questa violazione è stato disposto il sequestro preventivo dell’opificio e del relativo sistema di scarico, affidati in custodia al rappresentante della società.
Al termine delle attività, il titolare dell’azienda è stato deferito all’autorità giudiziaria competente, la Procura della Repubblica di Reggio Calabria, in relazione alle violazioni di natura penale riscontrate durante i controlli.
Le verifiche proseguono per definire nel dettaglio le posizioni amministrative, lavoristiche, sanitarie e ambientali connesse all’attività dell’impresa.
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