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Maxi furto nella cantina Antinori: rubate 30mila bottiglie di pregio per 5 milioni di euro

Maxi furto nella cantina Antinori: rubate 30mila bottiglie di pregio per 5 milioni di euro

Colpo record nella storia delle cantine italiane. La banda ha disattivato allarmi e telecamere, poi ha caricato Solaia, Tignanello e Guado al Tasso su due camion

09 ottobre 2026 | 09:15 | C. S.

Un furto da 5 milioni di euro, il più grande mai messo a segno nella storia delle cantine italiane. La banda dei grandi vini ha preso di mira la cantina di Cortona (Arezzo) di Marchesi Antinori, l'azienda fiorentina fondata nel 1385 che opera da 26 generazioni, portando via 30mila bottiglie di Solaia, Tignanello e Guado al Tasso.

Il colpo è stato organizzato nei minimi dettagli da un gruppo di almeno sette ladri. Hanno disattivato l'impianto d'allarme e messo fuori uso le telecamere che sorvegliavano l'interno e il perimetro della cantina. Poi sono entrati con due grandi camion e, usando le attrezzature aziendali — i muletti — hanno riempito la coppia di bilici. Infine sono scomparsi nella notte di domenica scorsa. Stanno indagando sia i carabinieri sia la polizia.

«È una banda sicuramente molto preparata — ricostruisce Renzo Cotarella, amministratore delegato di Marchesi Antinori — forse la stessa che ha colpito altre cantine in Italia in questi ultimi mesi. Di sicuro un furto di una tale entità e di un tale valore non si è mai verificato in Italia».

Resta da capire quale sia la destinazione del carico, una refurtiva che può essere venduta sia a collezionisti sia a proprietari di locali. Ma è difficile non destare sospetti sul mercato a fronte di un improvviso aumento dell'offerta di queste bottiglie. Soprattutto il Solaia: se ne producono soltanto circa 60-70mila bottiglie l'anno, ne sono state rubate 10mila dell'annata 2023, forse la migliore dell'ultimo ventennio.

«Stiamo informando i nostri clienti di tutto il mondo — spiegano dall'azienda presieduta da Albiera Antinori — vogliamo avvisarli di fare attenzione a offerte fuori dai canali ufficiali». Anche perché l'acquisto di refurtiva fa scattare il reato di ricettazione.

Cotarella ha «grande fiducia negli investigatori. Due camion pieni di merce non possono sparire nel nulla. Le strade toscane sono piene di telecamere, magari con un po' di fortuna riusciremo a recuperare almeno una parte delle bottiglie che ci hanno sottratto. Tutte dell'annata 2023, una grande annata».

Per l'azienda, fino alla scorsa settimana era impensabile un furto simile. La polizza anti ladri quindi non copriva un valore così ingente. «Abbiamo sempre pensato alla possibilità che ci rubassero qualche cassa di vino durante un trasporto, non di certo che due camion riuscissero ad entrare in cantina e a portar via un simile bottino».

I vini presi di mira sono tra i più noti ai collezionisti e ai consumatori. Il Tignanello è il simbolo tra i Supertuscan, nato negli anni Settanta grazie all'estro creativo dell'enologo Giacomo Tachis, lo stesso che ha firmato il Sassicaia. Una bottiglia viene venduta a 120 euro. La quotazione del Solaia è invece più che doppia: 300 euro. Mentre il Tignanello è un Sangiovese con piccole quantità di Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon, il Solaia, prodotto nella stessa collina del Tignanello, è un blend a prevalenza Cabernet Sauvignon e Franc con Sangiovese. Guado al Tasso è il nome della cantina che Antinori ha aperto a Bolgheri nel 1990. Una bottiglia si acquista a circa 140 euro: si tratta di un uvaggio alla bordolese di Cabernet Sauvignon, Merlot e Cabernet Franc.

La banda dei grandi vini probabilmente mette a segno questi furti su commissione. Come quello avvenuto a metà settembre nell'azienda Conterno Fantino, a Monforte d'Alba. Sono state portate via 3.000 bottiglie, anche in formato magnum e jeroboam, di Barolo Sorì Ginestra per un valore totale di 300-400mila euro.

Colpi come questo vengono preparati con appostamenti, controlli e raccolta di informazioni che possono durare settimane. E spesso i ladri sanno già a chi piazzare il carico. Il furto che fino ad oggi era il primo nella classifica del bottino era stato commesso a Cervia, nel 2017, in un deposito nella zona artigianale di Viserba. Un antiquario aveva portato la sua collezione di 2.000 bottiglie: Romanée-Conti, Masseto, Monfortino, Ornellaia, Pétrus, Sassicaia. Tutto caricato su sette bancali e portato via: valore denunciato 750mila euro.

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