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Nuove azioni a favore dei castagneti emiliano-romagnoli

Nuove azioni a favore dei castagneti emiliano-romagnoli

Un nuovo piano castanicolo e del marrone è stato preparato dall’amministrazione regionale. Si concentra nella semplificazione normativa, recupero dei castagneti abbandonati, sostegno agli investimenti produttivi e poi valorizzazione delle produzioni di qualità a partire dal marrone dell’Emilia-Romagna

12 ottobre 2026 | 12:00 | Marcello Ortenzi

L’economia del castagneto è stata importante per le popolazioni dell’Appennino emiliano romagnolo nel tempo sostenendo l’alimentazione delle popolazioni e, con la cura dei castagneti, avveniva il controllo e la gestione dei suoi boschi. L’abbandono delle aree montane, avvenuto nei decenni passati, seppure con qualche ritorno in alcune aree limitate, ha colpito fortemente i castagni tanto da verificare situazioni di dissesto idrogeologico e perdita di tradizionali attività territoriali legate alla castanicoltura, con ripercussioni sociali, culturali e paesaggistiche nei territori. Analogamente alla situazione italiana, i castagneti tradizionali da frutto emiliano romagnoli inoltre sono stati sottoposti a una lenta e costante crisi causata dalla presenza di parassiti e dal ripetersi di eventi meteorologici sfavorevoli che, con l’andare del tempo, hanno determinato una forte contrazione delle aree di coltivazione. L’Emilia-Romagna conta oltre 2.200 ettari di castagneti da frutto, concentrati soprattutto in numerose piccole aziende. Un patrimonio che, oltre alla produzione agricola, svolge ancora un ruolo nella conservazione del paesaggio, nella tutela della biodiversità e nel presidio del territorio montano. Due iniziative sono in atto per rilanciare la coltura castanicola.

Un nuovo piano castanicolo e del marrone è stato preparato dall’amministrazione regionale. Si concentra nella semplificazione normativa, recupero dei castagneti abbandonati, sostegno agli investimenti produttivi; e poi valorizzazione delle produzioni di qualità a partire dal marrone dell’Emilia-Romagna, rafforzamento della filiera e tutela della biodiversità castanicola. Allo stesso tempo si è avviata anche un’iniziativa di formazione da parte dell’Accademia nazionale di Agricoltura di Bologna per “Addetto alla gestione di un castagneto con specifiche competenze in potatura ed innesto”, destinato ai neo diplomati degli istituti scolastici bolognesi, per fornire conoscenze pratiche per lavorare nelle attività dedicate alla salute e alla produttività del castagneto. Un secondo corso “Gestione del castagneto da frutto e da legno”, è indirizzato a laureati triennali e magistrali, ad operatori del settore o tecnici dei Comuni montani che mira, attraverso un approccio integrato e multidisciplinare, a trattare argomenti come la valutazione della diversità biologica del castagno, il recupero e gestione di un castagneto e la relativa filiera dedicata ai frutti e al legno. Attraverso questa formazione specialistica si vuole trasferire ai ragazzi competenze concrete e creare nuove opportunità di lavoro: un impegno che unisce lo sviluppo occupazionale delle aree interne alla cura attiva del territorio e alla tutela della biodiversità.

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