Italia
Vigneti e viticoltori rispondono insieme alla sfida climatica
Ecco le testimonianze di 20 aziende vitivinicole, da nord a sud Italia, raccolte alla luce delle prime uve arrivate in cantina. Adattamento, sensibilità e precisione sostengono la qualità in un’annata calda e precoce
10 ottobre 2026 | 10:00 | C. S.
La vendemmia 2026 racconta una stagione calda e, in molti territori, precoce, ma capace di restituire uve sane e vini che, già nelle prime fasi, mostrano equilibrio, freschezza e precisione.
Dopo un inverno e una primavera che in diverse aree hanno garantito buone riserve idriche, le elevate temperature estive hanno accelerato le maturazioni, imponendo grande attenzione nella gestione del vigneto e, soprattutto, nella scelta del momento della raccolta.
Per alcune aziende è stata una delle vendemmie più precoci di sempre; per tutti a fare la differenza sul piano qualitativo sono stati fattori come altitudine, escursioni termiche, brezze e piogge arrivate nei momenti decisivi. Determinante, soprattutto, è stata la capacità dei viticoltori di leggere il vigneto e intervenire con tempestività.
Da nord a sud emerge così un’annata nella quale la qualità sembra dipendere meno dall’uniformità delle condizioni climatiche e più dalla capacità di interpretarle: osservare le piante, assecondarne i tempi, accelerare quando necessario e saper aspettare quando le condizioni lo consentono. Obiettivo comune: preservare identità, acidità ed eleganza.
Ecco le testimonianze di 20 aziende vitivinicole, da nord a sud Italia, raccolte alla luce delle prime uve arrivate in cantina.
TRENTINO-ALTO ADIGE
Cantina Terlano e Cantina Andriano _ Vendemmia leggermente anticipata per Terlano e Andriano, dove la raccolta è cominciata il 18 agosto. Il primo quadro qualitativo è molto positivo. «Nei vini – spiega l’enologo Rudi Kofler – si ritrova un profilo aromatico equilibrato, nel quale il frutto maturo è controbilanciato da componenti fresche». I volumi complessivi rimangono nella media, mentre nelle zone più elevate i tempi di maturazione si sono naturalmente dilatati. La raccolta terminerà ai primi di ottobre.
Cantina Kaltern _ Anche a Caldaro le temperature elevate hanno accelerato il ciclo vegetativo, anticipando la vendemmia. La varietà altimetrica del territorio si è confermata una risorsa decisiva: le zone più elevate hanno dato risultati particolarmente convincenti sui bianchi, che mostrano un buon equilibrio tra maturità, acidità e precisione aromatica. Nei rossi la maturazione è stata completa, con vini che esprimono intensità, struttura e ricchezza estrattiva. “Determinante è stata la scelta del momento della raccolta per mantenere in equilibrio concentrazione, eleganza e freschezza”, spiega Thomas Scarizuola, Kellermeister. “Le condizioni durante la vendemmia sono state pressoché ideali e le rese risultano soddisfacenti ed equilibrate”.
Pacher.Huber _ “La vendemmia è stata anticipata di qualche giorno a causa della grandine che ci ha colpito di striscio il 31 agosto. In settembre la maggior parte dei vigneti ha goduto di un clima ideale con temperature notturne intorno agli 8 °C e diurne tra i 24 e i 26 °C. I grappoli che stiamo portando in cantina, a partire dalle nostre parcelle più alte, a 800 – 970 m slm, sono bellissimi e maturi” dichiara Andreas Huber che con la sorella Katharina Huber sono mente e cuore dei vini dello storico maso di famiglia. “Gli ultimi giorni di vendemmia sono sempre dedicati al Riesling, che quest’anno prevediamo di raccogliere intorno al 10 ottobre” conclude il produttore
San Leonardo _ A San Leonardo la 2026 racconta bene quanto un’annata non possa essere letta soltanto attraverso il parametro della precocità. Dopo una prima raccolta di Merlot il 27 agosto, la tenuta ha scelto di fermarsi e aspettare: la vendemmia vera e propria è iniziata intorno al 7 settembre, mentre Carmenère e Cabernet Sauvignon hanno seguito tempi ancora più distesi. “Nonostante un’estate molto calda, la posizione della tenuta e l’ombreggiamento delle montagne hanno protetto le vigne. Le uve si sono presentate particolarmente sane, belle e abbondanti, mentre le gradazioni potenziali rimangono sorprendentemente contenute, spesso intorno ai 12,5% vol.” racconta il produttore, Anselmo Guerrieri Gonzaga.
LOMBARDIA
Mosnel _ In Franciacorta il gran caldo ha impresso una forte accelerazione alla stagione: la vendemmia, iniziata il 3 agosto e terminata il 17, è stata la più precoce nella storia di Mosnel. “Un’annata impegnativa, che ha richiesto grande attenzione tanto in vigneto quanto in cantina, dove anche la refrigerazione dei mosti ha rappresentato una sfida” racconta Giulio Barzanò. “I primi risultati sono però incoraggianti: profumi e aromi dei vini inducono all’ottimismo, in attesa delle prime degustazioni e delle verifiche che consentiranno di delineare con maggiore precisione il carattere dell’annata”.
LIGURIA
LVNAE _ Anche in Liguria, nonostante un’estate caratterizzata da temperature superiori alla media, le viti non hanno mostrato segnali di stress significativi. LVNAE registra uve sane e integre, raccolte parcella per parcella in funzione dei diversi livelli di maturazione. Le prime impressioni di cantina parlano soprattutto di equilibrio sia sul fronte alcolico sia su quello dell’acidità. “Nei primi Vermentino in fermentazione i profumi risultano fini ed eleganti, offrendo indicazioni promettenti sul carattere dell’annata” conferma Diego Bosoni.
PIEMONTE
Pio Cesare_ La 2026 è stata probabilmente la vendemmia più precoce di sempre per la storica azienda di Alba. “Sono state preziose le piogge dello scorso inverno che hanno creato riserve idriche nel suolo permettendo alle piante di affrontare questa severa e lunga stagione estiva” spiega Federica Boffa Pio. Il ciclo vegetativo è stato anticipato e breve: lo Chardonnay e il Sauvignon Blanc sono stati i primi a essere raccolti, il 12 agosto. Nelle settimane successive sono arrivati in cantina il Dolcetto, il Barbera e il Timorasso. “Per quanto riguarda il Nebbiolo per la produzione del Barolo, la vendemmia terminerà a inizio ottobre”. Intanto, i vini bianchi hanno completato la fermentazione e le prime impressioni sono molto positive: strutturati ma “con una piacevolissima freschezza”.
Parusso_ “La vendemmia sta procedendo bene” racconta Marco Parusso. “Nonostante le temperature elevate, il lavoro portato avanti in vigna negli ultimi anni ci ha permesso di accompagnare la maturazione senza anticipare eccessivamente la raccolta: siamo infatti quasi in linea con le tempistiche dello scorso anno”. Le escursioni termiche delle ultime settimane, con temperature comprese tra i 12 e i 28 °C, stanno inoltre favorendo l’ultima fase della maturazione. Terminata la raccolta dei bianchi, della Barbera e del Nebbiolo destinato al Langhe Nebbiolo, ai primi di ottobre inizierà la vendemmia delle uve destinate al Barolo. “In questo momento le uve sono molto belle e la vegetazione sta iniziando naturalmente a perdere il verde più intenso: segnali di una maturazione fenolica ben avanzata, con tannini che stanno diventando più dolci e morbidi e un’acidità che si sta progressivamente equilibrando. Le condizioni attuali ci rendono quindi molto fiduciosi sulla qualità dell’annata”.
TOSCANA
Biondi-Santi_ A Montalcino la vendemmia mette al centro sensibilità e cura del vigneto. Parla l’enologo Federico Radi: “in un’annata molto assolata e calda, all’interno di un quadro climatico in continua evoluzione, l’obiettivo è preservare lo stile della tenuta attraverso la ricerca del massimo equilibrio nelle uve. Nessuno schema prestabilito, dunque, ma un’osservazione continua della vite: dalla gestione della chioma alla raccolta nelle ore più fresche, fino alla scelta del momento giusto per ogni parcella”. È un rapporto dinamico tra uomo e natura nel quale tecnica ed esperienza servono ad ascoltare e interpretare il vigneto, preservando acidità e freschezza senza rinunciare alla piena maturazione. «Le prime vinificazioni restituiscono un Sangiovese composto, fine e rifinito, di grande piacevolezza ed eleganza», continua l’enologo. È così che, anche di fronte alle sfide poste dal cambiamento climatico, Biondi-Santi continua a evolvere nel segno dell’identità e dello stile che la contraddistinguono.
Giodo _ A Giodo, la tenuta di Carlo Ferrini e della figlia Bianca, la raccolta si è svolta, come di consueto, nelle prime settimane di settembre. Dopo il caldo, le piogge di fine luglio e metà agosto a Montalcino hanno riportato equilibrio in vigna, accompagnando positivamente l’ultima fase della maturazione. “Le uve del nostro Sangiovese sono arrivate in cantina sane e di ottima qualità, con rese solo leggermente inferiori alla media” afferma la Riccardo Ferrari, Direttore Tecnico. Le prime svinature restituiscono profumi intensi di frutti rossi, sostenuti da una buona struttura ma soprattutto da quell’eleganza che rappresenta uno dei tratti distintivi dei vini di Giodo. “Siamo molto felici del risultato!”
Isole e Olena _ A Isole e Olena, nel Chianti Classico, l’annata 2026 è stata impegnativa: una stagione particolarmente calda e asciutta ha richiesto grande capacità di adattamento e la prontezza di intervenire nei momenti giusti, anche quando le condizioni lo hanno richiesto in modo del tutto inusuale. La raccolta è iniziata il 10 agosto con lo Chardonnay, sotto un cielo sereno, e si è conclusa il 22 settembre, dopo essere stata ulteriormente condizionata da un'improvvisa grandinata. «È stata una sfida, ma abbiamo portato in cantina delle uve bellissime», racconta Emanuele Reolon, Estate Director dell’azienda. «Le uve erano sane e, soprattutto, caratterizzate da una qualità di maturazione complessiva sorprendentemente buona. Dal punto di vista quantitativo, il minor peso degli acini ha determinato una produzione più contenuta; all’assaggio i primi riscontri sono molto positivi».
Bertinga _ Bertinga, in Chianti Classico, ha affrontato il caldo intenso contando sull’altitudine dei vigneti e sulla capacità dei suoli di sostenere le piante. Le uve sono arrivate alla raccolta in ottime condizioni. “Il calo delle temperature notturne nelle settimane finali e le buone escursioni termiche hanno favorito la maturazione fenolica, consentendo di raggiungere un equilibrio convincente fra maturità e grado alcolico” afferma l’enologa Elisa Ascani. Le uve già in cantina mostrano potenzialità molto interessanti. La vendemmia si è conclusa il 29 settembre.
Arillo in Terrabianca _ Per Arillo in Terrabianca il 2026 è stato segnato da un inverno freddo e piovoso e da temperature decisamente superiori alla media, a partire da metà giugno. Le diverse condizioni pedoclimatiche di Radda in Chianti, Massa Marittima e Pienza (le tre aree in cui si trovano le tenute della proprietà), hanno modulato gli effetti di questo passaggio in modo diverso. In generale le maturazioni accelerate hanno portato a un anticipo di circa dieci giorni, mentre le piogge tra fine agosto e inizio settembre hanno riequilibrato il percorso delle uve. L’enologo Vieri Vannoni dichiara: “In Maremma le rese sono leggermente inferiori, ma accompagnate da elevata qualità; in Val d’Orcia e a Radda si registrano invece buone rese e maturazioni più omogenee”. La raccolta si concluderà entro la prima settimana di ottobre.
Querciabella _ Due fasi climatiche molto diverse hanno scandito la vendemmia di Querciabella. Nel Chianti Classico le prime uve sono state raccolte relativamente presto, ma l’arrivo delle piogge di settembre e il sensibile calo delle temperature notturne hanno poi cambiato il ritmo della raccolta. Con quasi 100 mm di precipitazioni nel mese, il winemaker Manfred Ing ha potuto rallentare i tempi e aspettare: “Al 25 settembre circa il 40% delle uve è ancora in pianta. Sono state raccolte soprattutto le parcelle poste fra 300 e 400 metri, mentre dai 450 metri in su le uve stanno beneficiando di un tempo di maturazione più lungo. Una scelta di pazienza resa possibile dalle favorevoli condizioni climatiche, con l’obiettivo di guadagnare ulteriore densità e concentrazione del frutto senza sacrificare la freschezza”.
Castello di Querceto _ La vendemmia 2026 è caratterizzata da un anticipo della raccolta di una decina di giorni rispetto agli ultimi anni, determinato dal clima caldo di luglio ed agosto. “Abbiamo iniziato il 7 settembre, con esiti molto promettenti sul fronte della qualità: uve integre e perfettamente mature”, spiega il produttore Simone François. Le rese si preannunciano contenute dal momento che gli acini sono rimasti più piccoli a causa delle scarse piogge degli ultimi due mesi. “In questo momento è in corso la raccolta della principale varietà, il Sangiovese, e si prevede di terminare con le uve tardive, principalmente il Cabernet Sauvignon verso i primi di ottobre”.
Fattoria Le Pupille _ 93 ettari di vigneto vendemmiati a mano in 44 giorni raccontano un’annata intensa, fatta di decisioni quotidiane, tanto lavoro in vigna e continui aggiustamenti per interpretare al meglio ogni varietà e ogni parcella. “Le uve sono arrivate sane alla raccolta, ma il sole e soprattutto le elevate temperature notturne di agosto hanno sottoposto le piante a una forte pressione”. Molto positive le uve bianche e ottimi i risultati di Syrah e Sangiovese (con maturazioni fenoliche perfette), mentre Cabernet Sauvignon e alcuni Merlot hanno risentito maggiormente del caldo. La lettura di Ettore Arturo Rizzi, direttore tecnico, resta molto positiva: “In un anno così esigente, la capacità di osservare e intervenire al momento giusto potrà tradursi in vini di grande interesse – la 2026 è sulla strada per essere un’ottima annata”.
Castello di Vicarello_ A Castello di Vicarello la chiave della vendemmia è stata la capacità di leggere tempestivamente l’evoluzione delle maturazioni. “Le riserve idriche accumulate durante inverno e primavera e una gestione dei suoli orientata a conservare l’acqua in profondità hanno permesso alle piante di attraversare l’estate mantenendo pareti fogliari attive. Le uve sono state lasciate protette dalle foglie per salvaguardare aromi e acidità” racconta Brando Baccheschi Berti , produttore. Di fronte a maturazioni molto rapide, la raccolta è stata anticipata di circa dieci giorni per evitare note surmature e preservare freschezza e integrità del frutto. “Le prime fermentazioni mostrano buone acidità, pH che gradualmente si allineano ai valori attesi, bucce consistenti e profili fruttati e speziati privi di sensazioni di calore” aggiunge l’enologo Maurizio Saettini “Le rese sono inferiori alle attese, a fronte però di una qualità ritenuta molto significativa.”
Arsenio _ “Ogni vendemmia richiede di essere interpretata e affrontata in modo diverso. La 2026 è stata calda e asciutta e le uve di tutti i nostri vigneti sono arrivati a maturazione quasi nello stesso momento. Abbiamo iniziato la vendemmia quasi un mese prima rispetto al 2025 e l’abbiamo affrontata seguendo i ritmi delle viti. Gran parte del lavoro è stato fatto prima della raccolta: con i diradamenti e la gestione della chioma durante le ondate di calore. Ci siamo adeguati alla natura e abbiamo portato in cantina uve sorprendenti”, spiega Arsen Khachaturyants, giovanissimo produttore i cui vigneti si trovano sulle pendici di Fiesole e a Volterra.
PUGLIA
Tenuta Liliana _ Nel Salento la stagione vegetativa è stata caratterizzata da un’estate calda e asciutta, accompagnata però dall’azione mitigatrice delle brezze marine. Le uve sono arrivate alla raccolta in eccellenti condizioni sanitarie, con rese contenute e una buona concentrazione. La raccolta è partita leggermente in anticipo, con il Sauvignon Blanc nella prima decade di agosto, seguito dal Cabernet Sauvignon destinato al rosato e quindi dalle uve per il rosso. “Le prime indicazioni descrivono maturità piena e profondità senza perdita di freschezza e tensione, con acidità naturale ben conservata e premesse favorevoli per vini equilibrati e longevi” conferma l’enologo Andrea Fattizzo.
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