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Taggiasca ligure, annata promettente ma la siccità preoccupa gli olivicoltori

Taggiasca ligure, annata promettente ma la siccità preoccupa gli olivicoltori

Nel Ponente ligure la produzione di olive appare nettamente superiore a quella della scorsa stagione, con olive numerose e inizialmente di buona pezzatura. Ma l’assenza di piogge sta accelerando la maturazione delle drupe e rischia di ridurne il calibro

06 ottobre 2026 | 09:00 | C. S.

Dopo un quinquennio segnato da difficoltà produttive, l’attuale annata olivicola sembrava finalmente offrire prospettive incoraggianti agli olivicoltori del Ponente ligure. Sulle piante si osserva infatti una buona quantità di olive e, almeno nelle prime fasi, anche una pezzatura interessante. Condizioni che potrebbero favorire un conferimento adeguato e una produzione in linea con le caratteristiche richieste dalla Taggiasca Ligure IGP, sia per l’oliva da mensa sia per la valorizzazione della filiera.

A cambiare il quadro è però la persistente assenza di precipitazioni. La siccità sta diventando un fattore di crescente preoccupazione proprio mentre ci si avvicina alla raccolta. Secondo Cia Agricoltori Liguria, la carenza d’acqua sta già producendo effetti visibili sulle piante, con una maturazione più rapida delle drupe e una progressiva riduzione del calibro.

Si tratta di un passaggio delicato perché la disponibilità di prodotto, pur rappresentando un netto miglioramento rispetto alla scorsa campagna, deve essere accompagnata da condizioni qualitative e commerciali adeguate. Le prossime settimane saranno quindi determinanti per capire quanto la siccità riuscirà a incidere sulla produzione effettivamente conferibile.

La pioggia diventa un fattore decisivo

Il rischio principale riguarda proprio la capacità delle piante di mantenere l'attuale potenziale produttivo fino alla raccolta. La progressiva disidratazione può infatti tradursi in una riduzione della pezzatura, mentre l'accelerazione della maturazione potrebbe modificare la finestra ottimale per la raccolta.

Per gli olivicoltori liguri, quindi, l'evoluzione meteorologica assume un peso particolare. Una pioggia sufficientemente significativa nelle prossime settimane potrebbe contribuire a rallentare gli effetti della siccità e consentire alle drupe di completare il loro sviluppo. In assenza di precipitazioni, invece, il vantaggio rappresentato da una maggiore quantità di olive rischia di essere parzialmente ridimensionato.

Il confronto con la scorsa annata rende comunque evidente il miglioramento produttivo. Dopo una stagione caratterizzata da una disponibilità di olive estremamente ridotta, il ritorno di una produzione consistente costituisce una concreta opportunità economica per il comparto.

Il prezzo minimo dell'accordo di filiera

A sostenere le prospettive degli olivicoltori c'è anche un elemento sul fronte della remunerazione. L'accordo di filiera sottoscritto tra i membri dell'Associazione tra i produttori dell'oliva Taggiasca Ligure IGP ha fissato un prezzo minimo di 2 euro al chilogrammo per le olive conferite.

Il riferimento economico assume particolare rilevanza dopo anni caratterizzati da produzioni discontinue e da un contesto produttivo reso più complesso dall'aumento dei costi e dall'instabilità climatica. La possibilità di contare su una soglia minima di remunerazione può infatti offrire maggiore prevedibilità agli olivicoltori nella programmazione della campagna.

Secondo Stefano Roggerone, olivicoltore e presidente di Cia Agricoltori Liguria, l'accordo rappresenta un risultato positivo e dovrebbe essere ratificato dalle organizzazioni professionali della filiera dell'oliva da mensa, così da evitare condizioni di concorrenza sleale.

Dopo cinque anni difficili, una stagione da salvaguardare

La situazione del Ponente ligure fotografa così una stagione caratterizzata da una contraddizione. Da una parte c'è una disponibilità di olive finalmente consistente, dopo un periodo particolarmente difficile per l'olivicoltura locale. Dall'altra, la siccità rischia di compromettere almeno in parte i benefici di una buona allegagione e di una promettente dotazione produttiva.

Per la Taggiasca ligure, dunque, il passaggio decisivo sarà quello tra la situazione attuale e il conferimento. Se le condizioni climatiche consentiranno alle drupe di mantenere un calibro adeguato e di arrivare alla raccolta nelle migliori condizioni, la campagna potrebbe rappresentare un'importante occasione di recupero per gli olivicoltori.

La variabile resta però il clima. Dopo anni in cui il problema principale è stato soprattutto la scarsità di prodotto, quest'anno il Ponente ligure si trova a dover difendere una produzione finalmente abbondante dagli effetti della siccità. E saranno proprio le prossime settimane a stabilire quanto di questo potenziale potrà trasformarsi in prodotto effettivamente raccolto e valorizzato dalla filiera.

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