Italia
Osservatorio olivicolo veneto, una nuova struttura per mappare oliveti e produttori
Circa 5.000 ettari e oltre 4.100 produttori: il Veneto punta a rafforzare la conoscenza della propria olivicoltura, monitorando lo stato fitosanitario, censendo gli oliveti storici e sostenendo formazione e oleoturismo
28 settembre 2026 | 11:00 | C. S.
L’Osservatorio olivicolo veneto nasce con l’obiettivo di costruire un quadro più preciso dell’olivicoltura regionale, dalla consistenza delle superfici alle condizioni degli impianti, fino alla distribuzione dei produttori e alla presenza di oliveti storici e monumentali. La nuova struttura, istituita dalla legge regionale 1° luglio 2026, n. 9, è stata presentata a Padova dalla consigliera regionale Eleonora Mosco nell’ambito dell’iniziativa «Il Biodistretto in Frantoio».
Il patrimonio olivicolo veneto conta, secondo i dati illustrati in occasione della presentazione, circa 5.000 ettari e oltre 4.100 produttori, prevalentemente costituiti da piccole aziende e realtà familiari. Il censimento effettuato attraverso il fascicolo aziendale interessa attualmente circa il 65% degli olivicoltori. L’Osservatorio dovrà quindi contribuire a completare la ricognizione, individuando anche gli oliveti storici e monumentali e le superfici che potrebbero essere recuperate dopo periodi di abbandono.
Monitoraggio fitosanitario e conoscenza del territorio
Tra le funzioni previste rientra il monitoraggio dello stato sanitario degli olivi. Una maggiore disponibilità di dati territoriali può consentire di seguire più puntualmente l'evoluzione delle condizioni delle piante, individuare eventuali criticità e migliorare la programmazione degli interventi e delle politiche di sostegno.
L'attività dell'Osservatorio comprende inoltre formazione e trasferimento delle conoscenze tecniche, con l'obiettivo di rafforzare le competenze degli operatori di una filiera caratterizzata da una forte presenza di aziende di piccola dimensione.
Un altro ambito indicato dalla Regione è l'oleoturismo. Secondo i dati presentati da Mosco, le aziende attive in questo segmento sarebbero passate da 5 nel 2022 a 45 nel 2025. L'apertura degli oliveti e dei frantoi ai visitatori diventa così uno strumento per collegare produzione, paesaggio, cultura rurale e valorizzazione dell'olio veneto.
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