Italia

La tribù dell'olio extra vergine di oliva di eccellenza

L'olio extra vergine di oliva di eccellenza come motore di una nuova economia che parta dai territori e dalle persone. Share and link. Il futuro è l'economia relazionale, dove conta più la qualità delle relazioni che non la quantià

11 giugno 2015 | Francesco Travaglini

Dopo la Jam Session di Extrascape è stato tempo di ritornare al lavoro come produttori. La due giorni non è però un evento isolato nella vita di noi olivicoltori, coltivatori, agricoltori. Non rappresenta una parentesi, ma un momento di condivisione, con spunti che andremo ad approfondire durante l'anno.

Questa è stata la Jam Session. una sessione di idee, progetti ed esperienze di altissimo livello.
Condivise.

A conclusione dell’evento il segnale è inequivocabile: il mondo dell’olivicoltura d’eccellenza inizia a comprendere sempre più che esiste un nuovo modo di fare impresa ed un nuovo concetto di valore.
Volendo andare oltre, (forse parecchio oltre ma non così lontano) potremmo azzardare che l’agricoltura e l’olivicoltura d’eccellenza prendono sempre più coscienza del fatto di poter essere l’ambito privilegiato per la ridefinizione di una “nuova economia” che al centro mette le persone ed i territori.

Non sappiamo se si tratta di quell'economia relazionale citata da economisti e studiosi o di un ritorno al futuro. Un ritorno a una dimensione più umana, letteralmente a misura d'uomo, dell'economia. Un ritorno ai valori del passato dove il valore non era attribuito solo all'oggetto in sè. Rispetto ai tempi passati il mondo è evoluto, si è globalizzato. Abbiamo nuovi strumenti ma questi possono forse conciliarsi con una dimensione umana dell'economia.

Ce lo insegnano i farmer market, ce lo insegnano le tante esperienze presentate nella due giorni. Chi si approccia al negozio Oleonauta di Simona Cognoli non vuole semplicemente un olio ma il suo olio ed è disposto a dedicare tempo a questa ricerca.

Idee, proposte concrete e persone disposte ad impegnarsi per un cambiamento vero rappresentano le risorse che il mondo dell’extra vergine vero ha messo in bella mostra ad Extrascape.

Di fatto si è creato un network sociale dallo straordinario valore.
“Chi parla conta come chi ascolta.
Chi ascolta oggi, domani parlerà.
Chi parla oggi domani ascolterà.”

Questo commento di Maurizio Pescari sintetizza la sensazione tangibile di questo cambiamento: l’olivicoltura italiana d’eccellenza è sempre più una tribù. I “team” di certi ambiti risultano completamente isolati.

La tribù dell’extra vergine vero ha dimostrato in Extrascape, di avere un alto potenziale di valori dove non conta la quantità ma la qualità delle relazioni.
La dimostrazione di questo è in piccolo, il microcosmo rappresentato dagli organizzatori: gli associati dell’associazione Molisextra.
Infatti è stata un’associazione di produttori a ideare quattro anni fa, insieme ad un manipolo di amici, tra i quali la giornalista Luciana Squadrilli, un concorso internazionale così particolare e soprattutto, questo modo rivoluzionario di promuovere il proprio territorio e quindi i propri prodotti.

Forse in Molise, questi 12 produttori hanno di fatto (non a chiacchiere) capito che allungare lo sguardo e smetterla di far la guerra al vicino rappresenta la via giusta, la metafora, citata da Sebastiano Di Maria ideatore della Scuola del Gusto durante Extrascape, del volo delle oche.

“Come le oche, le persone che condividono medesimi obiettivi e le stesse responsabilità possono raggiungere la meta più facilmente e con meno fatica di quelli che si muovono da soli”

Peccato, dice Luigi Di Vito, produttore associato a Molisextra, che l’evento che vede la partecipazione di eccellenti aziende spagnole piuttosto che sudamericane o nordafricane non sia colto come elemento di confronto positivo a prescindere, da parte degli operatori della nostra regione.
Extrascape, continua Luigi, è espressione di link & share: collegare olio e paesaggio e poi unire diverse correnti di pensiero sull’extra vergine, far coesistere assaggiatori di panel diversi contrapposti, avvicinare le istituzioni agli operatori e condividere esperienze, emozioni, cultura e passione.

Tutto ciò va trasmesso al consumatore. Ecco il prossimo passo deciso da fare!
Angelo Sabetta invece con l’extra vergine vero centra poco, è un cercatore e trasformatore di tartufi in Molise ma fin dall’inizio ha scelto di far parte con la sua azienda dell’associazione Molisextra.
Angelo prima di tutti ha compreso, di fatto, ciò che ha ribadito nel suo intervento Antonio Tombolini CEO di Simplicissimus Book Farm: il made in Italy si protegge e valorizza senza mettere in concorrenza settori diversi dell’agroalimentare ma considerando il tutto in un sistema integrato.
Come si può definire un produttore di tartufo in Molise (a proposito il 40% del tartufo nazionale è cavato in questa regione), associato a 11 produttori di extra vergine, che contribuisce in modo straordinariamente convinto ad organizzare un concorso internazionale per oli e paesaggi olivicoli se non un imprenditore dalla straordinaria apertura e visione?

Ma per tornare al concorso, chi ha vinto Extrascape 2015?

Se avete bisogno dei nomi li trovate sul sito www.extrascape.org ma di sicuro a vincere una bella battaglia che conta parecchio sono tutti i produttori di extra vergine vero che hanno partecipato al concorso ma anche quelli che pur non avendo prodotto extra vergine quest'anno o comunque lavorando in qualche modo nel mondo dell’extra vergine, hanno deciso di far parte della tribù.

E questa, signori, è una tribù che balla!

Stay tuned!

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