Economia
Prezzi dell’olio di oliva al 13 ottobre: l’extravergine si stabilizza a 3,2 euro/kg in Spagna e 4 euro/kg in Italia
La situazione di mercato risente fortemente dello stato di panico in Spagna, per via di una produzione stimata in 1,6 milioni di tonnellate, e in Italia per le giacenze a 82 mila tonnellate. Si muove anche il mercato delle olive a prezzi dimezzati rispetto allo scorso anno
13 ottobre 2026 | 15:00 | T N
La situazione di mercato dell’olio extravergine di oliva nel Mediterraneo non segue più le logiche consolidate del passato, con l’olio tunisino a fare da apripista, seguito dallo spagnolo per finire con l’italiano.
Oggi un buon olio tunisino non costa meno di 3,7-3,8 euro/kg, oltre a trasporto e spese di importazione, contro i 3,2 euro/kg dell’olio spagnolo e i 4 euro/kg (ma con scambi anche a 3,8 euro/kg) dell’italiano. Il risultato è che, alla fine, un olio tunisino costa sicuramente molto più di uno spagnolo e quanto un italiano, se non di più.
I prezzi dell’olio extravergine di oliva stanno inevitabilmente condizionando anche i prezzi delle olive in Italia. Le quotazioni attuali oscillano da 50 a 70 euro/quintale a seconda della zona e della varietà, oltre che della resa. Di solito olive biologiche spuntano un premio di prezzi di circa 10 euro/quintale. Si tratta, e ben vedere, di quotazioni quasi dimezzate rispetto allo scorso anno, con la prospettiva che i prezzi scendano ancora a novembre dove già si vocifera possano attestarsi a circa 40 euro/quintale. Si tratta, come già evidenziato in altri articoli di Teatro Naturale, di quotazioni antieconomiche, anche con raccolta da terra e per la produzione di lampante.
Unica eccezione è la Sicilia che ha prezzi più alti grazie alla duplice attitudine della Nocellara del Belice. Anche in provincia di Ragusa, dove si inizia a scambiare olio nuovo della campagna 2026/2027 la quotazione dell’extravergine è in netta ascesa a 11,5 euro/kg, con ovvi effetti sui prezzi delle olive.
Al momento il mercato dell’olio italiano, senza interventi governativi, è destinato a rimanere a questi prezzi anche con l’olio nuovo almeno fino a Natale. Ridotte significativamente le giacenze di olio vecchio, se le vendite di italiano si confermeranno ai ritmi degli ultimi mesi sugli scaffali internazionali e della Grande Distribuzione è probabile un riallineamento, la cui entità però sarà determinata dalla Spagna.
Oggi l’olio extravergine di oliva italiano quota 4 euro/kg a Foggia secondo Ismea Mercati al 8 ottobre, 4,2 euro/kg a Brindisi Taranto e Lecce secondo la stessa fonte e nella stessa data. La Camera di Commercio di Bari indica valori stabili di 4,2-4,7 euro/kg (4,45 euro/kg di media), 5,5 euro/kg per il bio e 5,1 per l’olio a denominazione di origine. Il prezzo dell’olio calabrese, secondo i dati delle Camere di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo è allineato con quello di Foggia e del Salento.
Tutto questo accade in Italia mentre in Spagna se la passano decisamente peggio, con le cooperative che da agosto/settembre, hanno immesso grandi quantità di olio sul mercato per realizzo immediato, con il risultato di generare panico e un sensibile abbassamento delle quotazioni.
Il prezzo dell’olio extravergine di oliva in Spagna secondo PoolRed al 13 ottobre è di 3,2 euro/kg. E’ un livello praticamente stabile rispetto alla scorsa settimana ma a preoccupare gli operatori non è la quotazione media ma quella minima raggiunta sulla piattaforma: 2,94 euro/kg. Va detto che la quotazione massima è stata effettivamente molto alta, 4,4 euro/kg, ma la maggior parte degli scambi in volume si sono registrati tra 2,9 e 3,5 euro/kg, con una tendenza al ribasso.

Mentre si segnala che il Portogallo sta vendendo olio da farsi con consegna dalla metà di ottobre a 3,4-3,5 euro/kg, c’è chi scommette, con vendite allo scoperto, su una discesa delle quotazioni a novembre e dicembre. Una scommessa basata anche su un calcolo politico: durante le elezioni è improbabile che il governo vari misure di ammasso privato per regolare il mercato.
E’ così che l’olio vergine di oliva, al punto minimo, vale più dell’extravergine: 2,99 euro/kg, con una quotazione media, secondo PoolRed di 3 euro/kg. Sintomatico di uno stato della produzione stoccata che, in moltissimi casi, è più vergine che extravergine da cui un livellamento delle quotazioni.
Si arriva così al paradosso che il lampante, con un prezzo medio di 2,9 euro/kg, e uno massimo di 2,95 euro/kg possa valere veramente poco più di un extravergine.
Come affermato all’inizio di questo articolo, non esiste più una logica commerciale in questo mercato dominato da panico e speculazione, con il serio rischio che questo trend contagi anche le prime settimane della nuova campagna olearia. Ormai solo i governi, italiano e spagnolo, potrebbero invertire il trend con misure emergenziali che, al momento, sono ben lontane dall’essere attivate.
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