Ambiente
I lecci più resilienti dei pini al cambiamento climatico
Occorre puntare nelle aree mediterranee su specie più resilienti, come il leccio, a scapito di specie più vulnerabili, come il pino domestico e alcune querce decidue. Si tratta di un vero e proprio cambio di paradigma nella gestione forestale
26 luglio 2026 | 13:00 | C. S.
La diffusione di insetti parassiti, combinata a una maggiore siccità, ha danneggiato il 13% dei 6 mila ettari di foreste della Tenuta Presidenziale di Castelporziano, una riserva naturale sul litorale laziale all’interno del territorio di Roma Capitale. È quanto emerge dallo studio promosso e coordinato dal Consiglio scientifico della Tenuta presidenziale di Castelporziano, in collaborazione con ENEA, Sapienza Università di Roma, Cnr e European Forest Institute, che evidenzia come le aree più colpite siano le pinete, interessate dal 2018 da infestazioni di bostrico del pino e cocciniglia tartaruga. Al contrario, i lecci si sono dimostrati più resilienti, continuando a svolgere un ruolo importante come serbatoio di carbonio e nell’assorbimento di inquinanti atmosferici come l’ozono.
“Per analizzare lo stato di salute della vegetazione dell’intera Tenuta si sono rivelate uno strumento essenziale le immagini satellitari acquisite dalla missione Sentinel-2”, spiega Alessandro Sebastiani, ricercatore del dipartimento ENEA di Sostenibilità e coautore dello studio insieme a Giuseppe Scarascia-Mugnozza (vice presidente del Consiglio scientifico della Tenuta presidenziale di Castelporziano e membro dello European Forest Institute e dell’Accademia Nazionale delle Scienze detta dei XL),, Fausto Manes (Sapienza Università di Roma) e Silvano Fares (Cnr).
Le foreste di pino, a seguito dell’infestazione, hanno subito un drastico peggioramento dello stato di salute. Il resto della vegetazione della Tenuta di Castelporziano mostra invece una condizione complessivamente stabile, con la foresta di lecci che mantiene elevati tassi di assimilazione del carbonio e variazioni minime in risposta alla siccità e alle alte temperature. Nel dettaglio, la lecceta assorbe 8 tonnellate di carbonio per ettaro in media all’anno, un valore che risulta maggiore del 20% rispetto a quello osservato negli stessi tipi di foresta negli anni ’90. Inoltre, il leccio rappresenta anche un importante alleato nella rimozione dell’ozono troposferico, con un assorbimento medio annuo fino a circa 8 grammi per metro quadrato.
“I risultati dello studio ci indicano di puntare nelle aree mediterranee su specie più resilienti, come il leccio, a scapito di specie più vulnerabili, come il pino domestico e alcune querce decidue. Si tratta di un vero e proprio cambio di paradigma nella gestione forestale, anche perché molte delle specie più colpite sono tra le più tipiche del paesaggio mediterraneo. Infatti, solo le specie capaci di adottare strategie di adattamento efficaci riusciranno a prosperare in un clima in evoluzione. La scelta di specie idonee sarà cruciale per sostenere la capacità delle foreste urbane e periurbane di fornire servizi ecosistemici preziosi quali l’assorbimento di CO2, la mitigazione dell’effetto isola di calore e la rimozione di inquinanti atmosferici”, aggiunge Sebastiani.
Con oltre 30 anni di raccolta dati sul campo, la Tenuta di Castelporziano rappresenta un ecosistema che contribuisce a comprendere gli effetti degli stress legati al cambiamento climatico sulla vegetazione naturale e sulla fornitura dei relativi servizi ecosistemici nel bacino del Mediterraneo; nel 2022 è stata riconosciuta come stazione di Classe 1 da ICOS, l’unica stazione forestale nazionale ad aver ottenuto questo massimo riconoscimento per la qualità dei dati forniti. E per questo motivo l’area naturale è destinata a diventare sempre più un modello di Forest Living Lab, un laboratorio a cielo aperto in linea con i tre obiettivi della Strategia europea per la biodiversità al 2030: arrestare la perdita di biodiversità, contrastare il degrado dei servizi ecosistemici e promuoverne il ripristino su larga scala.
Potrebbero interessarti
Ambiente
Supercelle e grandine, l'Italia si prepara a settembre con un Mediterraneo bollente
Il mare non si raffredda, l'umidità tocca livelli tropicali e l'aria oceanica è in arrivo: i prossimi temporali potrebbero essere più violenti del normale. Dopo il 10 settembre previsti i primi fronti organizzati al Nord
02 settembre 2026 | 12:00
Ambiente
Ondata di calore africana: picchi di 46°C al Sud, temporali al Nord. Quando arriva il refrigerio?
L'Italia stretta nella morsa dell'anticiclone africano fino a domenica 30 agosto, con temperature da record e notti tropicali. Al Nord, invece, temporali intensi e localmente dannosi tra giovedì e sabato. La tregua (forse) ai primi di settembre
26 agosto 2026 | 18:15
Ambiente
Emergenza incendi, serve un monitoraggio degli effetti
La fase successiva all'incendio non è la semplice attività di ripristino. Essa costituisce un momento strategico per conoscere l'evoluzione degli ecosistemi, pianificare gli interventi più efficaci e ridurre i rischi connessi alla perdita di fertilità dei suoli, all'erosione, all'instabilità dei versanti e al dissesto idrogeologico
23 agosto 2026 | 09:00
Ambiente
Estate al bivio dopo Ferragosto: caldo estremo o irruzione temporalesca?
I modelli meteorologici divergono sulla seconda metà di agosto: quello europeo ipotizza una nuova espansione dell’anticiclone africano, con temperature fino a 40-42°C, mentre il modello americano prospetta un’irruzione di aria oceanica capace di innescare temporali molto intensi sul Mediterraneo
16 agosto 2026 | 11:00
Ambiente
Alberi monumentali, 82 nuovi giganti entrano nell’Elenco nazionale
Dal Pino d’Aleppo “coricato” al Castagno dei Cento Cavalli, dal Tasso Vetusto alla Quercia delle Streghe: il decimo aggiornamento dell’Elenco nazionale degli alberi monumentali aggiunge 82 nuovi esemplari a un patrimonio fatto di biodiversità, storia, cultura e leggende
11 agosto 2026 | 17:00
Ambiente
Caldo senza tregua fino a Ferragosto, poi possibile svolta con temporali: l'estate più lunga entra nella fase decisiva
L'anticiclone subtropicale continuerà a dominare sull'Italia almeno fino a Ferragosto, con temperature fino a 40-42 °C e notti tropicali. Solo dopo il 20 agosto i modelli intravedono un possibile cambio di circolazione, accompagnato da temporali e da un graduale calo delle temperature
08 agosto 2026 | 13:00