L'arca olearia

Documento di trasporto elettronico per l'olio d'oliva italiano, per decreto arriva il DAO

Documento di trasporto elettronico per l'olio d'oliva italiano, per decreto arriva il DAO

Il Documento di Accompagnamento Elettronico Olivicolo integra il SIAN e il Registro Telematico dell’Olio per rafforzare la tracciabilità delle movimentazioni di olive e olio. Tra le novità, la riduzione da sei a tre giorni dei termini di registrazione e un maggiore coinvolgimento degli olivicoltori nei controlli digitali

09 ottobre 2026 | 10:40 | R. T.

La filiera olivicola italiana compie un nuovo passo verso la digitalizzazione della tracciabilità. Con l’introduzione del Documento di Accompagnamento Elettronico Olivicolo (DAO), il sistema dei controlli punta a diventare più efficace nel contrasto alle frodi e nella tutela dell’origine dell’olio extravergine di oliva.

«L’introduzione del Documento di Accompagnamento Elettronico Olivicolo è un passo importante per difendere l’eccellenza dell’olio extravergine italiano e proteggere il lavoro dei nostri agricoltori», ha dichiarato il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida. «Attraverso la digitalizzazione dei controlli e la piena tracciabilità nel SIAN, difendiamo l’origine del prodotto, combattiamo la contraffazione e garantiamo massima trasparenza a chi acquista».

Il nuovo strumento digitalizza la gestione delle movimentazioni di olive e olio, integrandosi con il Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN) e con il Registro Telematico dell’Olio (RTO). L’obiettivo è rendere più tempestiva la disponibilità delle informazioni per gli operatori della filiera e per le autorità preposte ai controlli, migliorando la capacità di individuare eventuali anomalie e comportamenti irregolari.

Tra le principali novità del decreto figura la riduzione da sei a tre giorni dei termini per la registrazione delle operazioni. Il sistema prevede inoltre un collegamento più stretto tra fascicolo aziendale, SIAN e Registro Telematico dell’Olio, con il coinvolgimento diretto degli olivicoltori nel processo di tracciabilità digitale.

La maggiore tempestività dei dati dovrebbe agevolare anche l’analisi del rischio e la programmazione delle verifiche, consentendo alle autorità di concentrare i controlli sulle situazioni che presentano maggiori criticità. La registrazione delle movimentazioni di olive, olio sfuso e olio confezionato punta così a offrire una visione più completa dei flussi lungo la filiera.

Il DAO si configura come un’evoluzione delle infrastrutture digitali già operative, senza introdurre nuovi oneri per la finanza pubblica. La sfida sarà tradurre l’integrazione dei sistemi in una maggiore efficacia concreta dei controlli, riducendo gli spazi per le irregolarità e valorizzando le imprese che operano nel rispetto delle regole.

Per il comparto olivicolo, la tracciabilità rappresenta infatti uno strumento strategico non soltanto per contrastare le frodi, ma anche per rafforzare la credibilità delle produzioni italiane e la fiducia dei consumatori. L’efficacia del nuovo sistema dipenderà dalla qualità e dalla tempestività delle informazioni raccolte, oltre che dalla capacità di utilizzarle per rendere i controlli più mirati e incisivi.

Il modello presenta alcune similitudini con il sistema di tracciabilità del settore vitivinicolo, nel quale il registro telematico e gli strumenti digitali di accompagnamento delle movimentazioni consentono di ricostruire i flussi del prodotto e di supportare i controlli sulla filiera. Anche per l’olio d’oliva, l’integrazione delle informazioni sulle movimentazioni con le banche dati amministrative punta a rendere più verificabili i passaggi tra i diversi operatori, dalla produzione alla commercializzazione. La differenza sta nelle specificità normative e operative delle due filiere: il settore vitivinicolo dispone di strumenti di tracciabilità e documentazione propri, sviluppati anche in relazione alle caratteristiche del prodotto e alle regole che ne disciplinano la circolazione. Con il DAO, il comparto olivicolo rafforza un percorso analogo di digitalizzazione, con l’obiettivo di migliorare la ricostruzione dei flussi, individuare più rapidamente eventuali incongruenze e rendere più mirati i controlli contro frodi e irregolarità.

Aggiornamento

Il Ministero della Sovranità alimentare trasmetterà il testo del decreto alla Conferenza delle Regioni per l'approvazione. Poi andrà in Consiglio dei Ministri e vi sarà la promulgazione. Considerati i tempi tecnici è probabile che la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale possa avvenire solo nelle prime settimane del 2027, con l'effettiva applicazione dalla campagna olearia 2027/28.

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