L'arca olearia
Rumore nei frantoi: esposizione fino a 100 decibel
Uno studio condotto in frantoi oleari rileva livelli di pressione sonora superiori al limite di 85 dB(A), con picchi nelle frequenze di 2 e 4 kHz. Troppi lavoratori e proprietari di frantoi non utilizzano le protezioni acustiche
07 ottobre 2026 | 09:00 | R. T.
Il rumore rappresenta un rischio occupazionale ancora poco studiato nei frantoi oleari, nonostante i livelli di esposizione possano essere particolarmente elevati. Un nuovo studio ha misurato la pressione sonora nelle diverse aree operative di alcuni impianti, evidenziando condizioni potenzialmente pericolose per la salute uditiva degli addetti.
Le aree più rumorose del frantoio
Le rilevazioni hanno interessato sei zone: area di carico delle olive, impianti di lavaggio e pulizia, frangitore a martelli e gramolatrice, decanter, separatore centrifugo e uffici. Per ciascuna area sono stati determinati i livelli di pressione sonora, insieme ai valori di picco ponderati C, ai percentili 10 e 90 e ai livelli massimo e minimo con ponderazione temporale rapida.
I risultati mostrano che l'esposizione al rumore supera il limite di 85 dB(A) previsto dalle normative internazionali, arrivando fino a 100 dB(A). L'analisi spettrale ha inoltre individuato una particolare concentrazione dell'energia sonora intorno alle frequenze di 2.000 e 4.000 Hz, intervalli rilevanti per la valutazione del rischio di danno uditivo.
Turni di 10-11 ore senza protezioni
A rendere più preoccupante il quadro è il comportamento osservato tra gli operatori. Nessuno dei lavoratori coinvolti nello studio utilizzava dispositivi di protezione individuale per l'udito, come tappi o cuffie antirumore. Inoltre, la maggior parte degli addetti lavorava 10-11 ore al giorno, aumentando ulteriormente la durata dell'esposizione.
La combinazione tra intensità sonora, permanenza prolungata negli ambienti di lavoro e assenza di protezioni può quindi determinare un'esposizione significativa al rischio di ipoacusia indotta dal rumore.
Intervenire sulle macchine e sugli ambienti
Gli autori indicano diverse possibili misure preventive, a partire dall'impiego di materiali fonoassorbenti sulle pareti e dalla realizzazione di carter o sistemi di isolamento acustico per le macchine. A queste misure tecniche dovrebbe affiancarsi una maggiore attenzione alla formazione degli operatori.
Secondo lo studio, infatti, emerge una preoccupante carenza di consapevolezza sui rischi associati al rumore negli ambienti di frantoio. Campagne di informazione rivolte sia ai titolari degli impianti sia ai lavoratori potrebbero contribuire a migliorare l'adozione delle misure di protezione e la prevenzione dei danni uditivi.
Il lavoro sottolinea così un aspetto spesso trascurato della sicurezza nel frantoio: accanto ai rischi legati a macchinari, movimentazione e sostanze chimiche, anche l'inquinamento acustico costituisce un fattore di rischio professionale che merita una gestione sistematica.
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