L'arca olearia
Olio extravergine di oliva a scaffale tutto promosso su MOSH e MOAH
Due soli oli extravergini di oliva da scaffale sarebbero bocciati se il limite normativo fosse 2 mg/kg: ecco chi sono. Il test de Il Salvagente ha esaminato 16 etichette dagli scaffali dei supermercati italiani, con un'analisi critica dei risultati
25 settembre 2026 | 14:40 | Alberto Grimelli
Il Salvagente torna a occuparsi di olio extravergine di oliva e stavolta lo fa occupandosi di MOSH e MOAH, due contaminanti, l'ultimo dei quali pericoloso per la salute e su cui l'Unione europea sta per intervenire legislativamente.
Con la sigla MOH (Mineral Oil Hydrocarbons) si indica una famiglia estremamente ampia di idrocarburi di origine prevalentemente petrolifera. All'interno di questo insieme si distinguono i MOSH (Mineral Oil Saturated Hydrocarbons), costituiti da idrocarburi saturi, e i MOAH (Mineral Oil Aromatic Hydrocarbons), caratterizzati dalla presenza di uno o più anelli aromatici.
La distinzione è fondamentale perché il profilo tossicologico delle due frazioni non è sovrapponibile. Nella valutazione aggiornata pubblicata nel 2023, EFSA ha concluso che i MOSH possono accumularsi in diversi organi e tessuti, ma che l'esposizione alimentare attuale non desta, con le conoscenze disponibili, preoccupazioni per la salute nelle diverse fasce d'età. L'Autorità ha tuttavia sottolineato che il margine di sicurezza è limitato e che rimangono questioni aperte sugli effetti dell'accumulo a lungo termine.
La situazione è diversa per i MOAH. Quelli costituiti da tre o più anelli aromatici possono essere associati a genotossicità e cancerogenicità. Per i MOAH a uno e due anelli i dati tossicologici sono invece insufficienti per una caratterizzazione completa del rischio. EFSA ha quindi ritenuto che, considerando la possibile presenza nella dieta dei MOAH a più anelli, non si possa escludere una preoccupazione sanitaria per l'esposizione complessiva ai MOAH.
Non significa, naturalmente, che la presenza analitica di MOAH in un alimento equivalga automaticamente a un rischio cancerogeno per il consumatore. La valutazione tossicologica riguarda soprattutto determinate strutture molecolari e l'esposizione complessiva. Ma proprio il potenziale genotossico e cancerogeno di una parte dei MOAH spiega perché la Commissione europea stia procedendo verso limiti legalmente vincolanti.
Cosa c'è sugli scaffali dei supermercati: il test de Il Salvagente
La rivista dei consumatori Il Salvagente ha esaminato 15 oli extravergini di oliva e un olio di oliva, comprati nei supermercati italiani.
Partiamo dal presupposto che attualmente non esiste una regolamentazione cogente e il limite, per tutto il 2027, dovrebbe essere 4 mg/kg.
Ma cosa sarebbe accaduto se il limite fosse stato, così come l'Unione europea avrebbe voluto nel 2022, 2 mg/kg? Allora il metodo di analisi era il UNI EN 16995:2017 per cui il Joint Research Center dell'UE prevedeva un margine di incertezza (errore di misura) del 20%.
Conoscendo ciò, e ribadendo che allo stato attuale tutti gli oli sarebbero promossi, nel 2022 due sarebbero stati gli oli extravergine di oliva fuori dai limiti: Bertolli Originale (2,5 mg/kg) e Sagra Classico (3,7 mg/kg). Fuori dai limiti anche l'olio di oliva Sasso a 2,6 mg/kg.
Quasi il 20% dei campioni non rispetta il limite dei 2 mg/kg.
Promossi senza incertezze sono sei campioni con il Carrefour Extra che è risultato il migliore all'analisi dei MOAH.
Il passato, presente e futuro normativo sui MOAH
Fino a oggi l'Unione europea non ha avuto un vero e proprio limite armonizzato per MOSH e MOAH negli oli alimentari. Dal 2017 la Commissione ha invece promosso un sistema di monitoraggio e di individuazione delle fonti di contaminazione. Nel 2022 gli Stati membri hanno concordato un approccio comune all'applicazione dei controlli sui MOAH, utilizzando anche limiti di quantificazione analitica come riferimento per l'intervento.
La svolta è arrivata nel 2026. Il 13 maggio il Comitato permanente della Commissione europea per piante, animali, alimenti e mangimi ha espresso parere favorevole al progetto di regolamento che introduce nella normativa europea sui contaminanti, il regolamento (UE) 2023/915, i livelli massimi per i MOAH. Il progetto è sottoposto al controllo del Parlamento europeo e del Consiglio e la Commissione indica ottobre 2026 come obiettivo per l'adozione.
Il progetto prevede inoltre un regolamento specifico sui metodi di campionamento e analisi e una nuova raccomandazione sul monitoraggio di MOSH e MOAH. Anche queste due misure hanno ricevuto parere favorevole il 13 maggio 2026 e sono attese, secondo la Commissione, entro ottobre.
Per l'olio di oliva la soglia sarà 4 mg/kg, poi 2
Il punto più importante per il comparto oleario si trova nell'allegato al progetto di regolamento.
Per la categoria "olive oils other than those listed in 5.5.2.4", nella quale rientrano gli oli di oliva diversi dall'olio di sansa, il progetto stabilisce:
- 4 mg/kg di MOAH dal 1° marzo 2027;
- 2 mg/kg dal 1° gennaio 2028.
L'unità di misura riguarda i MOAH complessivi nella frazione C10-C50.
Per l'olio di sansa di oliva e l'olio di sansa di oliva raffinato è invece prevista una disciplina transitoria più lunga: 10 mg/kg dal marzo 2028, 5 mg/kg dal marzo 2029 e 2 mg/kg dal gennaio 2030. La differenziazione tiene conto delle particolari caratteristiche produttive della sansa, dove l'estrazione con solvente può concentrare contaminanti già presenti nella materia solida.
È un passaggio importante anche dal punto di vista concettuale: il legislatore europeo non considera più sufficiente il semplice principio di "assenza quantificabile", ma introduce una vera massima concentrazione legalmente ammessa.
Il progetto prevede inoltre, fino alla fine del 2029, alcune regole transitorie legate ai limiti di quantificazione analitica: per alimenti con oltre il 50% di grassi o oli il livello non potrà essere calcolato sotto 2 mg/kg.
La sfida dei prossimi due anni
Per l'olio extravergine il calendario europeo è quindi particolarmente impegnativo: 4 mg/kg di MOAH dal marzo 2027 e 2 mg/kg dal gennaio 2028, secondo il progetto approvato in sede tecnica nel maggio 2026.
Il punto decisivo sarà capire quanti oli siano oggi stabilmente sotto i 2 mg/kg e quanti, invece, possano occasionalmente superare la soglia per contaminazioni episodiche. Una recente revisione della letteratura indica che gli EVOO presenti sul mercato possono talvolta superare i 2 mg/kg, mentre i livelli risultano generalmente molto più elevati negli oli di sansa.
Per l'olivicoltura europea si apre dunque una nuova frontiera della sicurezza alimentare. Il problema dei MOAH non si risolve in laboratorio: si risolve soprattutto eliminando le fonti di contaminazione prima che l'olio arrivi al laboratorio. E, per una filiera nella quale l'extravergine deve conservare le proprie caratteristiche qualitative senza poter ricorrere alla raffinazione, questa differenza è sostanziale.
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