L'arca olearia
Quando è ora di iniziare l'irrigazione sull'olivo?
L’attività fotosintetica si mantiene costante finché la disponibilità idrica nel terreno rimane al di sopra del 60% dell’acqua disponibile. E' utile iniziare l'irrigazione sull'olivo all'inizio della primavera o in pre fioritura?
01 maggio 2015 | Alberto Puggioni
Le capacità di adattamento dell’olivo alla carenza idrica sono quasi proverbiali. Tuttavia, quando la risorsa idrica è disponibile l’olivo riceve delle stimolazioni che tendono, in una prima fase, alla promozione dello sviluppo vegetativo, al suo accrescimento.
La tecnica irrigua più usata su olivo è quella localizzata a goccia: essa può creare una disponibilità idrica positiva che mantiene le foglie funzionali e capaci di termoregolarsi. Inoltre, l’irrigazione aumenta il numero e la lunghezza dei germogli e degli internodi, il diametro del fusto e la lunghezza e la densità delle radici. Questo effetto di promozione si traduce in una maggiore superficie fogliare e, di conseguenza, in maggiori possibilità fotosintetiche e in una maggiore percentuale di differenziazione delle gemme per l’anno seguente, che costituiscono la promessa della prossima produzione.
Pertanto, la relazione che si evidenzia è tra disponibilità idrica, incremento di superficie fogliare, maggiore fotosintesi e, in generale, maggiore sviluppo di vegetazione.
L’attività fotosintetica si mantiene costante finché la disponibilità idrica nel terreno rimane al di sopra del 60% dell’acqua disponibile. Ciò significa che, secondo Netafim, i primi interventi irrigui, salvo piogge utili e monitorate con opportuni pluviometri, deve avvenire all’inizio della primavera, quando i primi caldi iniziano a impoverire il suolo di acqua. Se dobbiamo restare nell’ambito definito in precedenza, allora il periodo d’inizio potrebbe essere indicato in quello della pre-fioritura: indicazione che ci permette anche di dare informazioni utili a prescindere dalla varietà e dalla latitudine.
L’uso di tensiometri può essere d’aiuto nel definire questa soglia. In ogni caso, bisogna evitare che il suolo s’impoverisca troppo e questo avviene senz’altro prima sui suoli sabbiosi, che però sono anche più facili da recuperare con la tecnica del poco e spesso. Nei suoli più argillosi la perdita è più lenta, ma è necessario prestare massima attenzione alla presenza di spaccature e fenditure che denotano impoverimento idrico e che, se trascurate, possono approfondirsi sino a far perdere la continuità idrica del suolo, causando gravi problemi.
I sistemi di micro irrigazione a goccia, sono in grado di rifornire la risorsa idrica alla pianta in maniera misurabile, dosata e lenta. Un’irrigazione razionale soddisfa le esigenze idriche dell’olivo senza determinare situazioni sgradite. Il maggior sviluppo dei germogli costituisce il presupposto indispensabile per un’elevata fruttificazione nell’annata successiva, con conseguente riduzione dell’alternanza produttiva. Le prove dell’ultimo decennio sono concordi nel definire la tecnica a goccia quale accurato strumento agronomico di produzione e di qualità.
A cura di Netafim
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