Quo vadis16/02/2016

Le miniere d'oro d'Italia, un viaggio tra le eccellenze a denominazione d'origine e non solo

Le miniere d'oro d'Italia, un viaggio tra le eccellenze a denominazione d'origine e non solo

Il nostro Paese possiede il maggior numero di Dop e Igp all'interno dell'Unione europea. Un patrimonio gastronomico e di biodiversità da valorizzare. A partire dal Molise, terra di bontà e bellezza, con molte potenzialità ancora non espresse

Quo vadis15/01/2016

L'isola di Pianosa e il ritorno al vino, con l'intervento dei Frescobaldi

L'isola di Pianosa e il ritorno al vino, con l'intervento dei Frescobaldi

Fu il Granduca Leopoldo II a capire che si poteva trattenere le persone in quell’isola con una carcerazione a dimensione umana. La storia enoica di Pianosa è durata un secolo, 1882-1985 con l’istituzione caceraria per scopi umani e sociali

di Nadio Stronchi
Quo vadis15/01/2016

La Calabria dell'olio vuole crescere ed entrare nell'olimpo delle eccellenze

La Calabria dell'olio vuole crescere ed entrare nell'olimpo delle eccellenze

Duemila chilometri e più per conoscere i segreti dell'olio. Una splendida regione olivicola che, grazie al lavoro incredibile di donne serie e coraggiose stanno facendo uscire la Calabria da un antico oblio, per riscuotere il successo che merita

di Fausto Borella

Quo vadis04/12/2015

Ricordi, emozioni e sensazioni. Il valore umano dell'olio extra vergine d'oliva

Ricordi, emozioni e sensazioni. Il valore umano dell'olio extra vergine d'oliva

Non c'è olio extra vergine di oliva senza l'uomo e le sue storie di vita autentica. A raccontarcele è una donna di Pandolea, facendoci riscoprire il gusto dell'olio attraverso un viaggio nella memoria... Nel frantoio c'era la statura di San Francesco da Paola, i suoi occhi erano rivolti verso le ruote delle cosiddette ‘molazze’, in segno di protezione...

di Mirella Filice
Quo vadis06/11/2015

Le belle soprese di un giro per frantoi in Puglia

Le belle soprese di un giro per frantoi in Puglia

Con Canosa di Puglia sullo sfondo, si arriva al frantoio, circondato da un enorme prato curato che esalta la struttura moderna nella sua semplicità. Chi cerca odori tipici dei frantoi può rimaner deluso ma la Coratina è una sicurezza

di Piero Palanti
Quo vadis31/07/2015

Heida: il vino che "pascola" fra gli alpeggi

Heida: il vino che "pascola" fra gli alpeggi

A 1400 metri di altitudine si coltiva la vite e si produce un vino bianco, assai rinomato e apprezzato in zona; "storico", poichè ivi è coltivato dal lontano 1500 o forse addirittura già dal Medioevo

di Emiliano Racca

Quo vadis04/06/2015

Quando il vitigno autoctono è espressione di un comune: il caso Nascetta

Prima diffuso in tutte le Langhe, oggi il vitigno a baccia bianca Nascetta è sinonimo di Novello, il Comune che lo custodisce, lo coltiva e ne trae un vino bianco che torna alla ribalta. Un bianco in terra di rossi. La differenziazione fa la differenza

di Graziano Alderighi
Quo vadis28/05/2015

Nell'Ogliastra la storia della viticoltura italiana che risale all'alba dei tempi

La viticoltura in Italia ha origini molto più antiche di quanto ci si aspetti. I nostri avi degustavano vino già mille anni prima di cristo in Sardegna, nell'area dell'Ogliastra. Alla scoperta della civiltà nuragica visitando il territorio di Triei

di Graziano Alderighi
Quo vadis12/05/2015

Tornano le viti intorno a Venezia

Riapre l'Antico Brolo di Cannaregio grazie al progetto di mappatura delle antiche viti di Venezia. La viticoltura della Serenissima rivive così all’interno del convento dei Carmelitani Scalzi

di C. S.

Quo vadis05/05/2015

Michelangelo era goloso della Casciotta di Urbino

Un ritorno alle origini e una scoperta storica. Il geologo Rodolfo Coccioni ha ritrovato "i terreni di Michelangelo", destinati al pascolo per produrre il cascio di guaime, meglio conosciuto come Casciotta di Urbino

di C. S.
Quo vadis23/04/2015

Scoprire la storia dell'uomo attraverso le forme della pasta

Scoprire la storia dell'uomo attraverso le forme della pasta

L’evoluzione delle forme della pasta non è stata dettata dal caso nè da canoni estetici. La basilare esigenza era cuocere l'amido per renderlo più digeribile e la forma e dimensione della pasta gioca un ruolo fondamentale

di Giuseppe Nocca
Quo vadis09/04/2015

Potatori sardi, poche parole e molti fatti

Potatori sardi, poche parole e molti fatti

Per festeggiare il decennale dell'associazione S’Ischimadorza, accantonati pranzi e cerimonie, si sono impugnati forbici e svettatoi per dare nuova vita a un oliveto in stato di abbandono, perchè dovere primario è proteggere il nostro paesaggio

di Leonardo Delogu

Quo vadis02/12/2014

Un cammino culturale e spirituale in mezzo agli olivi

Un cammino culturale e spirituale in mezzo agli olivi

In Spagna le amministrazioni locali hanno spostato l'attenzione dalla mera produzione di olive e di olio, concentrando gli sforzi sulla conservazione dell’ambiente naturale e del paesaggio storico ed agricolo

di Antonio G. Lauro
Quo vadis09/10/2014

I territori oleari italiani, questi sconosciuti

I territori oleari italiani, questi sconosciuti

Se ne parla tanto in occasione di convegni, incontri e dibattiti ma si fa poi ben poco per promuovere e pubblicizzare le specificità locali, a tutto vantaggio di standardizzazione e globalizzazione

di Francesca Gonnelli
Quo vadis03/10/2014

Bere un bicchiere di vino e andare all'inferno, solo in Valle d'Aosta è possibile

Bere un bicchiere di vino e andare all'inferno, solo in Valle d'Aosta è possibile

Partendo da differenti approcci al mercato, una sorta di Davide contro Golia, per andare a narrare una storia, quella dell'Enfer. Un nettare ricercato dalle elites

di Emiliano Racca

Quo vadis26/09/2014

Una tradizione di successo: il Caciocavallo di Ciminà

Una storia, un percorso, un cibo. Eco come un “prodotto agroalimentare tradizionale” è divenuto elemento di cambiamento e di sviluppo di un territorio

di Rosario Franco, Pia Rispoli, Rosa Pescione
Quo vadis19/09/2014

Nella storia dell'olio d'oliva si avverte il profumo delle donne. Seguiamolo!

La storia delle donne dell'olio, come quelle di Pandolea, non comincia oggi. Profumo, unguenti, donne e olio sono elementi ricorrenti nella storia. Forse fu Coelia Mascellina la prima vera imprenditrice olearia, di famiglia andalusa, segno che i tempi, dall'Antica Roma a oggi, non sono mutati poi tanto

di Paola Suraci
Quo vadis05/09/2014

Dai cocci del Testaccio alle oleoteche moderne. E' la Roma olearia che non ti aspetti

Il Monte dei Cocci è composto di anfore olearie del periodo imperiale. Timbri e scritte ne indicavano la fabbrica di origine, il contenuto, il peso lordo e netto, nonché il proprietario. Oggi Oleonauta e Sapord'Olio accolgono gli appassionati di extra vergine

di Piero Palanti