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La Grande Distribuzione sbatte le porte in faccia al mondo olivicolo

La Grande Distribuzione sbatte le porte in faccia al mondo olivicolo

Sul tavolo di crisi di oggi al Ministero delle Imprese chiesta l'istituzione di un confronto permanente con la Grande Distribuzione, che però non si è mostrata disponibile. Oorgoglio Olivicolo: "serve subito, per tutelare l'olio 100% italiano"

20 ottobre 2026 | 14:22 | C. S.

La Grande Distribuzione Organizzata finisce nel mirino di Orgoglio Olivicolo. Al termine del tavolo di crisi convocato oggi, martedì 20 ottobre 2026, al Mimit – il Ministero delle Imprese e del Made in Italy – il movimento degli olivicoltori, dei soci delle cooperative di produttori e dei frantoiani stigmatizza "con forza" l'atteggiamento dei rappresentanti della GDO, colpevoli di una "preventiva chiusura" che non lascia intravedere aperture concrete.

Secondo Orgoglio Olivicolo, la Grande Distribuzione "non è parsa particolarmente favorevole ad azioni che rafforzino da un lato la tutela dei consumatori rispetto a fattori fondamentali come qualità e salubrità dei prodotti e, dall'altro, migliorino la visibilità e la possibilità di scegliere produzioni 100% italiane certificate, con azioni e una vision complessiva che rilanci la filiera". Da qui la richiesta, avanzata con decisione, di istituire presso il Mimit "un tavolo permanente di confronto con la GDO che programmi azioni concrete ed immediate a tutela dell'olio 100% italiano. Un tavolo che dovrebbe partire subito".

Nel comunicato, il movimento rivendica anzitutto la propria autonomia: "Nessuno si faccia irretire dal 'servire' cause politiche di qualsivoglia schieramento, siamo autonomi", si legge nel testo, che invita gli olivicoltori "a non farsi strumentalizzare per battaglie di fazioni politiche pro e contro il Governo oppure in schieramenti strumentali che sono a favore o contro gli autotrasportatori". Fermo restando "il profondo rispetto per le altre battaglie sociali, economiche e occupazionali" in corso nel Paese, la battaglia contro le dinamiche che hanno aperto "la più grande crisi degli ultimi 20 anni per il settore olivicolo-oleario" ha infatti "una sua specificità e un'autonomia a cui non vogliamo e non possiamo rinunciare".

Sul fronte delle procedure, Orgoglio Olivicolo confida "nella capacità di mediazione del ministro Lollobrigida anche sulla procedura di ammasso privato che riteniamo debba essere riconosciuta", e al contempo chiede "siano meglio specificate e approfondite nel dettaglio le modalità con cui si vorrebbe attuare la procedura dell'asta per gli indigenti". Il messaggio finale è una promessa di continuità: "Noi non demordiamo, non ci fermiamo. Siamo assolutamente convinti della bontà della nostra battaglia e continueremo a condurla con coerenza, libertà e autonomia".

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