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COAPI torna in strada: proclamata l'estensione delle mobilitazioni

COAPI torna in strada: proclamata l'estensione delle mobilitazioni

In assenza di risposte da parte delle istituzioni e di fronte a un’annata produttiva ormai compromessa ed al collasso di diversi settori produttivi, il Coordinamento Agricoltori e Pescatori Italiani (COAPI) chiama a raccolta lavoratori del settore, sindaci e cittadini per un’azione unitaria a difesa del comparto agroalimentare

17 ottobre 2026 | 15:47 | C. S.

Di fronte al continuo disinteresse verso le proprie istanze da parte del Governo nazionale e di quelli regionali, il COAPI (Coordinamento Agricoltori e Pescatori Italiani ) estende e organizza lo stato di agitazione e di mobilitazione su tutto il territorio nazionale.

Nato dai presidi e dalle proteste dei trattori dell’inizio del 2024 per contrastare una crisi di settore diventata drammatica, il movimento denuncia la falsità e l’illusione dei dati legati al record di export agroalimentare: mentre speculazioni e grandi lobby continuano a realizzare ingenti profitti, le piccole e medie imprese dell’agricoltura, della pesca e della trasformazione artigianale precipitano nell’emergenza, schiacciate dall’aumento incontrollato dei costi produttivi e dalla difficoltà di collocare i propri prodotti, spesso rimasti invenduti nei magazzini, oltre che da un insopportabile indebitamento che le costringe alla chiusura.

Nonostante centinaia di manifestazioni in numerose città (tra cui Roma, Milano, Bologna, Parma e Vittoria), i presidi diffusi e le delibere approvate da Province e Comuni, le istituzioni non hanno ancora adottato le misure straordinarie sollecitate dal movimento. Oggi che lo stato di crisi è confermato nei fatti dalla drammatica realtà dei campi e del mare e che la parola d’ordine de “Lo STATO DI CRISI” viene sempre più condiviso da aziende, associazioni, instituzioni, il COAPI invita agricoltori, pescatori, artigiani, sindaci e cittadini a unire le forze.

“I cittadini non possono permettersi i nostri prodotti e noi siamo costretti a chiudere. Tutto questo è inaccettabile.”

Il COAPI ha presentato al Governo ed alle Regioni un articolato documento con 5 proposte chiedendo lo Stato di Crisi (vedi il documento e sfoglia le pagine con le delibere di adesione di comuni e province) . Ribadendo l’impianto di quel documento, oggi le richieste prioritarie a base della mobilitazione sono:

Misure d’emergenza immediate sui costi produttivi (a partire dal caro carburanti), interventi a tutela del reddito per salvare l’annata agraria e ittica in corso e una moratoria bancaria.
Riconoscimento ufficiale dello Stato di Crisiper la piccola e media impresa e per i lavoratori del comparto agroalimentare.
Apertura di un tavolo di confronto reale e strutturato sulle riforme del modello agroalimentare e sulla Sovranità Alimentare, per rimettere al centro chi lavora la terra e il mare, difendere le comunità rurali e marinare e garantire il diritto dei cittadini a un cibo sano e accessibile.
Il COAPI invita tutte le realtà mobilitate nei territori ad un incontro per il coordinamento delle mobilitazioni e per finalizzare gli obiettivi con una mobilitazione che si fermerà solo e quando il Governo Nazionale, il Parlamento e le Regioni non adotteranno le misure straordinarie e non apriranno un confronto serio su come riorientare l’agroalimentare mettendo al centro il ruolo di chi lavora la terra, nel mare e nelle botteghe della trasformazione artigiana e i diritti dei cittadini

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