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Olio d'oliva: bolla elettronica e tracciabilità, primo passo contro le frodi
Orgoglio Olivicolo chiede l'attuazione immediata delle misure concordate in Conferenza Stato-Regioni. Restano aperti i nodi delle vendite sottocosto nella GDO, della concorrenza degli oli extracomunitari e delle difficoltà finanziarie di aziende e frantoi
16 ottobre 2026 | 08:10 | C. S.
La bolla elettronica e il rafforzamento della tracciabilità rappresentano un primo risultato nella battaglia contro le frodi nel mercato dell'olio extravergine d'oliva. Ma per Orgoglio Olivicolo non sono sufficienti a risolvere una crisi che coinvolge l'intera filiera, dalla produzione alla trasformazione, fino alla commercializzazione.
Il comitato nazionale, che riunisce aziende olivicole, cooperative di produttori e frantoiani, accoglie positivamente le decisioni raggiunte in Conferenza Stato-Regioni, sollecitando tuttavia un'attuazione immediata, accompagnata da adeguate risorse finanziarie e strumenti operativi.
L'obiettivo è rafforzare i controlli per contrastare le frodi e le miscele irregolari che, secondo l'organizzazione, danneggiano l'olio extravergine italiano e penalizzano i produttori che operano nel rispetto delle regole. Orgoglio Olivicolo ringrazia il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, l'assessore pugliese Francesco Paolicelli e gli altri assessori regionali all'Agricoltura per il confronto istituzionale.
La GDO nel mirino: basta offerte sottocosto
La mobilitazione, sottolinea il comitato, proseguirà perché la crisi richiede interventi strutturali su più fronti. Il primo riguarda la grande distribuzione organizzata, dove Orgoglio Olivicolo chiede di affrontare il problema delle vendite sottocosto, delle offerte civetta e della scarsa valorizzazione dell'olio extravergine italiano sugli scaffali.
Secondo la filiera, la pressione promozionale contribuisce a comprimere il valore riconosciuto al prodotto, aggravando le difficoltà economiche delle imprese agricole e dei frantoi. La richiesta è quindi di intervenire sulle dinamiche commerciali per assicurare una remunerazione più adeguata ai produttori.
Importazioni dalla Tunisia e concorrenza europea
Un secondo fronte riguarda i rapporti con l'Unione europea e le condizioni di accesso al mercato italiano degli oli provenienti dai Paesi terzi, in particolare dalla Tunisia.
Orgoglio Olivicolo chiede l'apertura di un tavolo europeo per affrontare le differenze nelle condizioni produttive e negli obblighi applicabili agli operatori. Il comitato ritiene che tali asimmetrie possano tradursi in un vantaggio competitivo per gli oli importati, con effetti negativi sulla competitività dell'olivicoltura nazionale.
La questione si inserisce in un contesto già difficile per il settore italiano, alle prese con prezzi poco remunerativi e costi produttivi elevati. Per l'organizzazione, la risposta non può limitarsi ai controlli sulla tracciabilità, ma deve comprendere anche un confronto sulle regole commerciali e sulla tutela del mercato.
Aziende e frantoi in difficoltà
La preoccupazione più immediata riguarda però la sostenibilità economica della campagna olivicola in corso. Orgoglio Olivicolo descrive come «disastrosa» la situazione finanziaria di numerose aziende, cooperative e frantoi.
Le difficoltà stanno già condizionando le decisioni operative: alcuni produttori valutano di rinunciare alla raccolta, mentre diversi frantoi avrebbero annunciato l'intenzione di non procedere alla molitura. A pesare è anche il rincaro del gasolio, che incide sui costi delle operazioni agricole, della raccolta e della logistica.
Il comitato chiede pertanto risorse e misure di sostegno immediate, capaci di accompagnare le imprese durante la campagna e di evitare che le difficoltà congiunturali si traducano in un ulteriore indebolimento della capacità produttiva nazionale.
Il messaggio alle istituzioni è netto: l'intesa sulla bolla elettronica e sulla tracciabilità costituisce un punto di partenza, non un traguardo. Orgoglio Olivicolo conferma la prosecuzione della mobilitazione e sollecita Governo e Regioni a intervenire anche su sostegni economici, rapporti con la GDO e condizioni concorrenziali delle importazioni. La priorità è impedire che la crisi dei prezzi e dei costi comprometta la raccolta e la molitura, mettendo a rischio un'intera stagione produttiva.
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