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Da Stoccolma l’allarme degli agricoltori europei: difendere la Pac e il suo budget
La Dichiarazione di Stoccolma, adottata al 12° Congresso europeo degli agricoltori organizzato da Copa-Cogeca, chiede risorse almeno pari a quelle attuali, adeguate all’inflazione, e un bilancio dedicato e protetto
15 ottobre 2026 | 18:45 | C. S.
L’agricoltura europea è vicina al punto di rottura e l’Unione europea non può permettersi di indebolire le proprie fondamenta produttive. È il messaggio lanciato da Stoccolma dalle principali organizzazioni agricole e cooperative europee, riunite dal 14 al 16 ottobre per il 12° Congresso europeo degli agricoltori, organizzato da Copa-Cogeca in collaborazione con la Federazione svedese degli agricoltori (Lrf).
La riunione, che coinvolge circa 400 delegati e 54 relatori, si svolge in una fase decisiva per il futuro della Politica agricola comune (Pac) e del bilancio dell’Ue. Le organizzazioni del settore hanno adottato la Dichiarazione di Stoccolma, un appello rivolto ai capi di Stato e di governo affinché riconoscano il ruolo strategico dell’agricoltura e garantiscano risorse adeguate per sostenere la produzione alimentare europea.
Pac e bilancio Ue, la richiesta di risorse adeguate all’inflazione
Il punto centrale della dichiarazione riguarda il finanziamento della Pac. Le organizzazioni agricole chiedono che il bilancio della politica agricola comune sia mantenuto almeno al livello attuale e adeguato all’inflazione, con risorse specificamente destinate all’agricoltura e protette da possibili ridistribuzioni verso altre priorità di spesa.
La preoccupazione riguarda le proposte per il futuro bilancio europeo e per l’assetto della Pac, considerate un rischio per la disponibilità delle risorse, la natura comune della politica agricola e la prevedibilità degli aiuti. In una fase caratterizzata da costi elevati, instabilità dei mercati e crescente esposizione agli eventi climatici estremi, il settore ritiene indispensabile disporre di un quadro finanziario stabile e di una prospettiva di lungo periodo.
Per Copa-Cogeca, la Pac deve rimanere una politica realmente comune, dotata di un bilancio autonomo e tutelato. In caso contrario, l’eventuale trasferimento di maggiori responsabilità finanziarie agli Stati membri potrebbe accentuare le differenze tra Paesi, con ripercussioni sulla concorrenza e sul funzionamento del mercato unico europeo.
Sicurezza alimentare e difesa, il ruolo strategico dell’agricoltura
La dichiarazione chiede di riconoscere l’agricoltura come uno dei pilastri della sicurezza e della capacità di risposta dell’Europa alle crisi. La produzione di alimenti, mangimi, fibre e materie prime per la bioeconomia rappresenta infatti un patrimonio strategico, mentre agricoltori e cooperative contribuiscono a mantenere produttivi i territori e a garantire approvvigionamenti alimentari affidabili e accessibili.
Le ragioni dell’allarme sono legate al contesto internazionale. Gli eventi meteorologici estremi, le guerre, le tensioni commerciali e l’instabilità geopolitica incidono sulla produzione e sui mercati, alimentando l’incertezza e aumentando la pressione economica sulle aziende agricole.
In questo scenario, la sicurezza alimentare non può essere considerata un obiettivo separato dalle politiche economiche e di difesa. La capacità di produrre in Europa costituisce una componente della sua autonomia strategica, soprattutto quando le crisi internazionali possono interrompere le catene di approvvigionamento o rendere più costose le importazioni.
Competitività, investimenti e strumenti anticrisi
La Dichiarazione di Stoccolma chiede inoltre di collocare l’agricoltura al centro dell’agenda europea per la competitività. Tra le priorità figurano il rafforzamento dei mercati agricoli e degli strumenti di gestione delle crisi, insieme a maggiori investimenti in innovazione, infrastrutture, digitalizzazione, resilienza idrica e bioeconomia.
La gestione dell’acqua assume particolare rilievo alla luce della crescente frequenza di siccità, ondate di calore ed eventi meteorologici estremi. Rafforzare le infrastrutture e la capacità di adattamento delle aziende significa tutelare la continuità produttiva e ridurre la vulnerabilità delle filiere.
Le organizzazioni chiedono anche una Pac più semplice e proporzionata, capace di tenere conto della diversità dei sistemi agricoli europei. La semplificazione amministrativa, nelle intenzioni dei promotori, dovrebbe accompagnarsi a regole prevedibili e a strumenti efficaci per sostenere gli investimenti e il ricambio generazionale.
Le trattative entrano nella fase decisiva
La mobilitazione di Stoccolma si inserisce in un percorso di protesta e confronto che, negli ultimi due anni, ha coinvolto le organizzazioni agricole in numerosi Paesi europei, comprese manifestazioni a Bruxelles e nelle capitali nazionali.
La richiesta è di evitare che le scelte sul prossimo bilancio pluriennale compromettano la capacità produttiva del settore proprio mentre l’Europa punta a rafforzare la propria sicurezza economica e geopolitica.
Per i firmatari, difendere la Pac significa quindi tutelare non soltanto il reddito degli agricoltori, ma anche la sicurezza degli approvvigionamenti, l’equilibrio territoriale e la competitività del mercato unico. Con l’avanzare dei negoziati, le organizzazioni annunciano che manterranno alta la pressione sulle istituzioni europee.
Il messaggio conclusivo della dichiarazione è netto: l’Europa non può aspirare a un ruolo più forte nello scenario globale se, contemporaneamente, indebolisce le proprie basi agricole. La definizione del futuro bilancio e della Pac rappresenta perciò una scelta strategica, dalla quale dipenderà una parte significativa della capacità dell’Unione di affrontare le crisi dei prossimi anni.
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