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PAC, gli agricoltori europei respingono la proposta di bilancio Ue: tagli superiori al 20%

PAC, gli agricoltori europei respingono la proposta di bilancio Ue: tagli superiori al 20%

Le organizzazioni agricole e le cooperative contestano la proposta negoziale del Consiglio sul prossimo bilancio pluriennale europeo. Nel mirino la riduzione delle risorse destinate alla Politica agricola comune, l’assenza di garanzie sui fondi aggiuntivi e il rischio di una rinazionalizzazione degli aiuti

10 ottobre 2026 | 12:42 | C. S.

Le organizzazioni agricole europee alzano la voce contro la proposta di bilancio pluriennale dell’Unione europea. La presidenza irlandese del Consiglio ha presentato il proprio documento negoziale, ma per agricoltori e cooperative il testo non risponde alle richieste avanzate negli ultimi due anni: salvaguardare una Politica agricola comune (Pac) forte, adeguatamente finanziata e mantenuta nella sua dimensione comunitaria.

Al centro della contestazione c’è la conferma dei tagli superiori al 20% alle risorse della Pac previsti dalla proposta della Commissione europea, senza considerare gli effetti dell’inflazione. Una riduzione che, secondo le organizzazioni agricole, rischia di compromettere ulteriormente la tenuta economica delle aziende in una fase segnata da crisi climatiche, tensioni geopolitiche e incertezza dei mercati.

Pac, risorse in calo e maggiori responsabilità per gli Stati membri

Le organizzazioni denunciano una contraddizione tra le crescenti aspettative nei confronti dell’agricoltura europea e la prospettiva di una riduzione delle risorse a disposizione del settore. Le imprese devono affrontare costi, rischi produttivi e richieste normative sempre più articolate, mentre il sostegno comunitario rischia di diminuire in termini reali.

Nel documento negoziale viene inoltre contestata la riduzione degli stanziamenti destinati alla riserva di sicurezza e solidarietà, indicata nel testo come Unity Safety Net, proprio mentre aumentano le incertezze che gravano sul comparto agricolo.

Un secondo punto critico riguarda le eventuali risorse aggiuntive per l’agricoltura, richiamate dalla presidente della Commissione europea in due lettere distinte. Secondo le organizzazioni, il testo non prevede garanzie vincolanti affinché questi fondi siano effettivamente destinati al settore primario.

Senza una riserva specifica, le somme aggiuntive resterebbero nella disponibilità dei singoli Stati membri, senza la certezza di un loro impiego a favore dell’agricoltura. Il rischio, secondo i rappresentanti del settore, è una progressiva frammentazione della Pac, con livelli di sostegno differenti tra Paesi e una minore capacità di mantenere condizioni concorrenziali omogenee nel mercato unico.

Il rischio di una Pac meno comune

Per le organizzazioni agricole, la questione non riguarda soltanto l’entità dei finanziamenti, ma anche l’architettura della politica agricola europea. Una maggiore discrezionalità nazionale nell’allocazione delle risorse potrebbe indebolire il carattere comune della Pac e accentuare le differenze tra sistemi agricoli nazionali.

La contestazione investe quindi anche le possibili conseguenze sul mercato unico e sulla coerenza con i principi dei Trattati europei. La Pac rappresenta infatti uno degli strumenti storici dell'integrazione comunitaria, concepito per sostenere il reddito agricolo, stabilizzare i mercati e contribuire alla sicurezza degli approvvigionamenti alimentari.

Le organizzazioni sottolineano inoltre il rapporto tra politica agricola, autonomia strategica e sicurezza alimentare. In una fase in cui la difesa e la sicurezza occupano un posto centrale nell’agenda europea, ridurre il sostegno alla produzione agricola viene considerato un controsenso rispetto all’obiettivo di rafforzare la capacità dell’Unione di rispondere alle crisi internazionali.

Un altro elemento richiamato nella presa di posizione è il costo della vita. Secondo i risultati dell’Eurobarometro citati dalle organizzazioni, il costo della vita e, in particolare, i prezzi alimentari figurano tra le principali preoccupazioni dei cittadini europei. La posizione del settore è che un indebolimento della capacità produttiva agricola potrebbe aumentare le pressioni sui prezzi e sui consumatori. Si tratta di un rischio prospettato dalle organizzazioni, il cui impatto dipenderà anche dall’andamento dei mercati, dei costi di produzione e degli scambi internazionali.

La mobilitazione si sposta a Stoccolma

La prossima tappa della protesta sarà Stoccolma, dove i rappresentanti del mondo agricolo europeo si riuniranno per il dodicesimo Congresso europeo degli agricoltori. L’appuntamento coinciderà con una fase delicata del confronto sulle priorità future dell’Unione, mentre a Bruxelles i capi di Stato e di governo saranno chiamati a discutere dell’indirizzo politico comunitario.

Le organizzazioni intendono utilizzare il congresso per valutare le conseguenze della proposta negoziale e definire una risposta comune. L’obiettivo dichiarato è ottenere dai governi nazionali un’assunzione di responsabilità sul futuro della Pac, chiedendo garanzie finanziarie e istituzionali che ne preservino la natura europea.

Il confronto sul prossimo quadro finanziario pluriennale non determinerà soltanto la distribuzione delle risorse nei prossimi anni, ma contribuirà a definire il ruolo dell’agricoltura nelle strategie dell’Unione. Per le organizzazioni agricole, la difesa della Pac significa quindi tutelare non soltanto il reddito delle imprese, ma anche la capacità produttiva europea, la sicurezza degli approvvigionamenti e l’integrazione del mercato agricolo comunitario.

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