La crisi del comparto olivicolo italiano non si risolve soltanto con la liquidità. È questo il messaggio che il FOOI – Filiera Olivicola Olearia Italiana – ha lanciato al termine dell'incontro svoltosi ieri, 30 settembre, con i Sottosegretari di Stato Patrizio La Pietra (Masaf) e Fausta Bergamotto (Mimit), l'Assessore regionale all'Agricoltura della Puglia Francesco Paolicelli e i vertici del mondo creditizio e finanziario italiano, tra cui ABI, ISMEA e MCC.
Un confronto che ha prodotto risultati concreti sul fronte del credito, ma che secondo il FOOI resta incompleto senza un intervento deciso sul funzionamento della filiera e, in particolare, sulla commercializzazione e distribuzione del prodotto.
La richiesta: un tavolo urgente con la GDO
È il presidente del FOOI Tommaso Loidice a porre con forza la questione, facendosi anche portavoce delle risultanze di un proficuo tavolo di confronto avuto in mattinata con rappresentanze significative degli industriali aderenti ad Assitol. La richiesta è chiara: l'apertura di un tavolo urgente con la Grande Distribuzione Organizzata.
Il ragionamento è lineare: la crisi del comparto non può essere affrontata esclusivamente intervenendo sulla liquidità delle imprese. È necessario agire lungo tutta la filiera, affrontando anche le dinamiche che determinano la formazione del prezzo e la remunerazione del prodotto agricolo. Mettere attorno allo stesso tavolo produttori, organizzazioni olivicole, industria, commercio e GDO diventa quindi indispensabile per costruire un confronto trasparente e individuare soluzioni che consentano una maggiore valorizzazione dell'olio extravergine di oliva e una più adeguata remunerazione del lavoro degli olivicoltori.
Le proposte sul credito
Sul fronte finanziario, tra le proposte messe sul tavolo assumono particolare rilievo le cambiali agrarie fino a 300.000 euro, finalizzate a garantire liquidità alle imprese olivicole e consentire loro di affrontare le esigenze finanziarie connesse alla gestione aziendale; i pegni rotativi, per valorizzare le produzioni e le scorte come strumento di garanzia a sostegno dell'accesso al credito; e l'ammasso privato, quale possibile strumento per contribuire alla gestione dell'offerta e sostenere il mercato nei momenti di maggiore pressione sui prezzi.
Un risultato particolarmente importante emerso dal confronto riguarda l'impegno dell'ABI ad avviare sin da subito incontri regionalizzati con il mondo olivicolo, a partire proprio dalla Puglia, territorio nel quale la crisi sta assumendo dimensioni particolarmente rilevanti. Un percorso sollecitato con forza dal Sottosegretario La Pietra e dall'Assessore Paolicelli, con l'obiettivo di portare il confronto direttamente sui territori e individuare, insieme al sistema bancario, soluzioni concrete e rapidamente accessibili alle imprese.
Verso una interprofessione unica
Il FOOI ha inoltre ribadito la necessità di procedere verso l'istituzionalizzazione di una interprofessione unica del comparto olivicolo, capace di rappresentare in maniera organica e coordinata i diversi soggetti della filiera. L'obiettivo è superare la frammentazione e costruire una sede stabile di confronto nella quale affrontare in maniera condivisa le principali questioni strategiche del settore: produzione, mercato, prezzi, qualità, promozione, programmazione e valorizzazione dell'olio italiano.
Loidice: «Il credito da solo non basta»
«Nel prendere atto di questo ennesimo impegno del Sottosegretario La Pietra, del Sottosegretario Bergamotto e dell'Assessore Paolicelli – dichiara Loidice – ribadisco che la crisi che sta attraversando il comparto richiede risposte immediate, ma anche una visione di medio e lungo periodo. Le proposte emerse sul fronte del credito, insieme all'impegno dell'ABI ad avviare gli incontri regionalizzati a partire dalla Puglia, rappresentano un passo importante verso risposte concrete alle imprese, ma i tempi devono essere ristrettissimi. Siamo ormai in avvio della nuova campagna di produzione e lo stato di agitazione e preoccupazione cresce di giorno in giorno. Si corre il serio rischio che l'intero sistema imploda a partire dai produttori e frantoiani».
«Ma il credito da solo non basta – prosegue il FOOI –. È necessario intervenire anche sul funzionamento della filiera. Per questo abbiamo chiesto un tavolo urgente con la GDO e l'istituzionalizzazione di una interprofessione unica del comparto olivicolo. Solo attraverso un confronto stabile tra tutti gli attori della filiera sarà possibile costruire una strategia capace di dare futuro all'olivicoltura italiana».
Il FOOI auspica pertanto che il confronto avviato con ABI, ISMEA e MCC possa proseguire rapidamente, trasformando le proposte in misure effettivamente utilizzabili dalle imprese, e che parallelamente si apra un confronto strutturato con la GDO e con tutti gli operatori della filiera. L'obiettivo finale è chiaro: difendere la capacità produttiva delle aziende olivicole, garantire liquidità alle imprese, assicurare una più equa valorizzazione del prodotto e costruire una filiera maggiormente organizzata e competitiva. Perché la crisi dell'olivicoltura non riguarda soltanto gli olivicoltori: riguarda un intero sistema produttivo, economico, occupazionale e territoriale che rappresenta una parte fondamentale dell'agricoltura italiana e, in particolare, delle regioni del Sud.





