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Orgoglio olivicolo si mobilita: promesse disattese nella difesa dell'olio italiano
Orgoglio Olivicolo proclama lo stato di agitazione: "sembrava che le interlocuzioni stessero portando a un cambiamento di prospettiva. Anche questa speranza è andata disillusa."
28 settembre 2026 | 14:13 | C. S.
“Sulla crisi dell’olio, avevamo sperato che, ai passi in avanti rappresentati dalle ultime rassicurazioni, seguissero fatti concreti. Prendiamo atto che, purtroppo, nessuna azione concreta tra quelle promesse è stata attivata. Avevamo chiesto la dichiarazione dello Stato di Crisi per il settore olivicolo-oleario, nuove azioni per la tracciabilità totale degli olii e delle olive, controlli serrati sulle importazioni, misure di sostegno e di rilancio per i produttori olivicoli, le cooperative e i frantoi: sono richieste che facciamo da un anno, ormai. Niente di tutto questo è avvenuto. Ecco perché Orgoglio Olivicolo riprende oggi lo stato di agitazione. Abbiamo già avviato una serie di incontri assembleari con tutte le realtà rappresentate nel nostro comitato nazionale. Tutti insieme, stiamo definendo con quali manifestazioni di protesta scendere in piazza”.
È con queste parole che Francesco Losito, portavoce di Orgoglio Olivicolo, stigmatizza l’assenza di risposte da parte delle istituzioni sulla crisi dell’olivicoltura. Nei giorni scorsi, dopo il primo duro comunicato del comitato nazionale, sembrava che le interlocuzioni stessero portando a un cambiamento di prospettiva. Anche questa speranza è andata disillusa.
“In questa pesante e dolorosa situazione, con la nuova campagna olivicola ormai iniziata, gli unici che stanno mostrando responsabilità, che stanno continuando a fare sacrifici, sono gli olivicoltori, le cooperative e i frantoiani industriali e commercianti seri. Un intero settore, un vero fiore all’occhiello del made in Italy, migliaia di imprese, lavoratori e lavoratrici sono stati lasciati soli e abbandonati al loro destino. È arrivato il momento di far sentire la nostra voce in piazza e di rendere consapevoli le istituzioni e i cittadini che la loro inerzia e assenza non sono accettabili”.
Il Comitato Orgoglio Olivicolo chiede con urgenza:
1. L'attivazione immediata della procedura per la dichiarazione dello stato di crisi del settore (per frantoi ed olivicoltori)
2. L’introduzione con decorrenza immediata del documento di trasporto in formato elettronico così come già disposto da tempo per il settore viti vinicolo promesso ma non ancora attivato. Un piano straordinario di controlli anti-frode su scala nazionale vero e verificabile;
4. Misure ad hoc di ritiro e stoccaggio del nuovo olio per sostenere il prezzo alla produzione così come previsto dalla normativa comunitaria e di sostegno finanziario per i frantoi.
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