Associazioni di idee

AgRI 2040, la ricerca europea deve arrivare nei campi

AgRI 2040, la ricerca europea deve arrivare nei campi

Copa e Cogeca chiedono alla Commissione europea di trasformare il nuovo quadro per ricerca e innovazione in soluzioni concrete, accessibili e remunerative per gli agricoltori. Al centro della strategia: suolo, acqua, salute delle colture e degli animali, biotecnologie, digitalizzazione, intelligenza artificiale e robotica

25 settembre 2026 | 15:45 | C. S.

La ricerca e l’innovazione agricole europee devono smettere di essere percepite come un processo che si ferma nei laboratori e arrivare concretamente nelle aziende agricole. È questo il messaggio portato da Copa e Cogeca alla conferenza EU AgRI 2040, organizzata a Bruxelles dopo la pubblicazione, l’8 settembre scorso, del nuovo quadro della Commissione europea dedicato a ricerca e innovazione nei settori agricolo e forestale.

La nuova impostazione individua diversi ambiti destinati ad avere un ruolo centrale nella trasformazione dell’agricoltura europea: salute e fertilità dei suoli, efficienza nell’uso dell’acqua e dei nutrienti, salute delle piante e degli animali, miglioramento genetico, biotecnologie, digitalizzazione, intelligenza artificiale e robotica.

Per Copa e Cogeca si tratta di una base di lavoro significativa, alla quale si aggiungono le prospettive offerte dall’innovazione nella bioeconomia, nella silvicoltura e nelle aree rurali, con la possibilità di creare nuove attività e fonti di reddito per i produttori primari.

Dalla ricerca all'applicazione

Il punto decisivo, secondo le organizzazioni agricole europee, è però il passaggio dalla ricerca all'adozione concreta delle innovazioni.

Le soluzioni sviluppate attraverso i programmi europei dovranno essere utilizzabili nelle condizioni reali delle aziende agricole, economicamente accessibili e capaci di produrre benefici misurabili sia sul piano economico sia su quello ambientale.

Il principio assume particolare importanza per tecnologie come intelligenza artificiale, robotica e strumenti digitali. Il loro valore, secondo Copa e Cogeca, non può essere valutato esclusivamente sulla base delle prestazioni tecnologiche. Occorre verificare anche il costo per l'agricoltore, la facilità di utilizzo, la compatibilità con le condizioni operative delle aziende e il ritorno dell'investimento.

In altre parole, l'innovazione non dovrebbe essere considerata riuscita semplicemente perché è stata sviluppata: deve essere adottabile e utile.

Agricoltori coinvolti nella progettazione

Un altro elemento centrale riguarda il ruolo degli agricoltori e delle cooperative nella definizione dei programmi di ricerca.

Copa e Cogeca sottolineano che la conoscenza maturata direttamente nelle aziende agricole è necessaria per individuare le priorità, progettare le soluzioni, sperimentarle e valutarne i risultati. Da qui l'importanza dell'approccio multi-actor, nel quale ricercatori, imprese, consulenti, organizzazioni agricole e produttori partecipano congiuntamente ai progetti.

La partecipazione degli agricoltori deve inoltre essere adeguatamente remunerata. Non si tratta soltanto di coinvolgere i produttori nella fase finale di una sperimentazione, ma di renderli parte del processo di innovazione fin dalla definizione dei problemi da affrontare.

Il ruolo di AKIS, consulenza e dimostrazione

Per trasformare la ricerca in innovazione diffusa sarà altrettanto importante rafforzare gli Agricultural Knowledge and Innovation Systems (AKIS), i servizi di consulenza, le attività dimostrative e lo scambio di esperienze tra agricoltori.

La disponibilità di una tecnologia, infatti, non garantisce automaticamente la sua diffusione. Servono formazione, assistenza tecnica, dimostrazioni in campo e confronto tra produttori.

In questo quadro assumono rilievo anche le partnership pubblico-private, considerate uno strumento per mobilitare capitali e accelerare il trasferimento delle innovazioni dalla ricerca alle aziende.

La questione decisiva resta quella delle risorse

Il trasferimento tecnologico richiede tuttavia investimenti e, soprattutto, finanziamenti prevedibili nel tempo.

Per Copa e Cogeca sarà quindi determinante la costruzione del bilancio della Politica agricola comune dopo il 2027, con risorse adeguate e protette e con un quadro comune che consenta agli agricoltori europei di investire in conoscenza e innovazione.

Anche l'architettura dei programmi europei di ricerca e competitività dovrà mantenere uno spazio adeguato per la ricerca agricola. In particolare, secondo le organizzazioni agricole, la ricerca dovrà trovare un ruolo chiaro nel futuro Horizon Europe e nel European Competitiveness Fund, così da favorire la trasformazione delle conoscenze scientifiche in investimenti e applicazioni produttive.

La prospettiva di AgRI 2040, dunque, non riguarda soltanto quali tecnologie sviluppare nei prossimi anni, ma soprattutto come fare in modo che quelle tecnologie arrivino effettivamente nelle campagne. Per il settore agricolo europeo, la sfida dell'innovazione sarà misurata sempre più dalla capacità di tradurre ricerca, dati e nuove tecnologie in produttività, resilienza, sostenibilità e reddito per le aziende agricole.

Potrebbero interessarti

Associazioni di idee

Solo primi passi per risolvere la crisi dell'olio di oliva italiano

Con l’apertura della campagna olivicolo-olearia c’è bisogno di restituire fiducia e un minimo di certezze a un comparto stremato, che è sotto pressione da mesi, con olivicoltori e frantoiani sempre più in difficoltà

21 settembre 2026 | 17:45

Associazioni di idee

Olio extravergine di oliva italiano nella GDO: FOA Italia presenta al Governo la proposta a "costo zero"

La proposta prevede l'obbligo di raggruppare gli oli extravergini in aree visive e blocchi netti e separati secondo quattro specifiche categorie di origine: DOP/IGP, 100% Italiano, Origine UE, e Origine UE/non UE

21 settembre 2026 | 17:45

Associazioni di idee

CNA AgroAlimentare chiede il riconoscimento nazionale del Mastro Oleario

La proposta inviata a MASAF e MIMIT punta a valorizzare la professionalità di chi conduce tecnicamente il frantoio, sostenere le imprese artigiane e favorire il ricambio generazionale nella filiera dell’olio extravergine di oliva

20 settembre 2026 | 09:00

Associazioni di idee

Cambiale frantoi non basta, serve stato di emergenza per l'olio secondo Agrocepi

Si dovrebbe dichiarare uno stato di emergenza con la moratoria sui mutui contratti dalle aziende del settore (frantoi, produzioni) e una sospensione di 6 mesi dei versamenti fiscali e previdenziali. In questo modo la cambiale agraria avrebbe più efficacia

18 settembre 2026 | 18:20

Associazioni di idee

Cambiale frantoi è misura attesa ma avanti con riforma di filiera

Intervento Ismea da 40 milioni essenziale, come richiesto e condiviso nell’ultimo Tavolo di settore. Serve però un approccio strutturale al mercato olivicolo, che puntelli le condizioni essenziali

18 settembre 2026 | 18:10

Associazioni di idee

40 milioni di euro in cambiali agrarie per i frantoi

Le risorse pubbliche devono premiare chi opera nella trasparenza, ritira e paga le olive italiane e riconosce il giusto valore al lavoro degli olivicoltori. Non possono diventare una scialuppa di salvataggio per chi ha alimentato speculazioni, triangolazioni e pratiche opache

18 settembre 2026 | 12:40