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Piano straordinario di rilancio per l'olivicoltura in crisi
Per l'olivicoltura servono politiche più concrete ed efficienti, incrementando gli investimenti strutturali, implementando i fondi per combattere la Xylella, e sopratutto potenziando la ricerca e lo sviluppo
17 gennaio 2025 | 11:00 | C. S.
L’olivicoltura italiana sta vivendo un momento di profonda crisi, tra cambiamenti climatici, concorrenza sleale e difficoltà strutturali che danneggiano uno dei comparti simbolo del nostro patrimonio agroalimentare. I numeri d’altronde parlano chiaro: la produzione nazionale di olio d’oliva è in calo, col rischio di perdita di competitività sul mercato internazionale, mentre i costi di produzione continuano a aumentare. A questo si aggiunge l’invasione di prodotti esteri di dubbia qualità, spesso spacciati come italiani, che penalizzano ulteriormente le piccole e medie imprese agricole del nostro Paese”. A lanciare l’allarme è Andrea Tiso, presidente nazionale Confeuro, la Confederazione degli Agricoltori Europei e del Mondo.
Che poi sottolinea: “Purtroppo anche questa annata dimostra la presenza di talune ataviche criticità, che stakeholder ed istituzioni faticano a risolvere: in primis, l’evidente incapacità di gestire la grandissima qualità dei prodotti della nostra madre terra. Pur avendo oltre 500 varietà di olio, infatti, stiamo perdendo posizioni nella classifica dei produttori, unitamente alla mancata attitudine nel valorizzare questo fondamentale bene agroalimentare. In questo scenario preoccupante e complesso, per noi di Confeuro l’olio resta l’oro verde e riteniamo che, anche dal punto di vista organolettico e salutistico, sia un elemento prioritario per una corretta alimentazione. Per questo è improcrastinabile uscire dal buio e dall’immobilismo che negli ultimi dieci anni ha caratterizzato il nostro paese - che nel frattempo ha ceduto il passo ad altre nazioni che ci hanno “copiato” e bene in termini di olivicoltura di qualità e quantità.
Come? Mettendo in atto politiche più concrete ed efficienti, incrementando gli investimenti strutturali, implementando i fondi per combattere la Xylella, e sopratutto potenziando la ricerca e lo sviluppo. Insomma, è necessario un piano strategico che metta al centro la sostenibilità, l’innovazione tecnologica e la valorizzazione dei prodotti di qualità certificata. Chiediamo al Governo azioni urgenti per tutelare i piccoli e medi produttori, che rappresentano l’anima del settore, e per contrastare efficacemente le pratiche di frode alimentare."
Così, in una nota stampa, Andrea Tiso, presidente nazionale Confeuro, la Confederazione degli Agricoltori Europei e del Mondo.
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