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I terreni olivicoli non vanno abbandonati: approvato emendamento al Decreto Ambiente
Una recente ricerca del Centro studi del Consorzio nazionale di olivicoltori, ha evidenziato che in Italia su su 1,1 milioni di ettari totali, 500 mila sono abbandonati. Una vera e propria emergenza alla quale è necessario porre rimedio
22 dicembre 2024 | 11:00 | C. S.
“Un risultato atteso, un traguardo importante, frutto del lavoro sinergico che ha visto le Città dell’Olio giocare un ruolo di primo piano nel processo che ha portato alla stesura e all’approvazione dell’ordine del giorno al Decreto Ambiente contro l’abbandono dei terreni agricoli – ed olivicoli in particolare – presentato dall’on. Pino Bicchielli che ringraziamo per essere un punto di riferimento, un interlocutore credibile per tutto il mondo dell’olivicoltura. Grazie al Governo e ai parlamentari che hanno sostenuto questo Odg, il percorso è tracciato e noi siamo pronti ad essere parte attiva del tavolo tecnico interministeriale con le Regioni, gli Enti locali e le principali associazioni nazionali di settore che ci auguriamo venga istituito nel breve periodo, per dare concretezza ed attualità alla normativa nazionale vigente sulle terre abbandonate”.
Sono le parole con cui il Presidente delle Città dell’Olio Michele Sonnessa ha commentato la notizia dell’approvazione dell’ordine del giorno al Decreto Ambiente che ha l’obiettivo di arginare il preoccupante fenomeno dell’abbandono dei terreni agricoli con conseguenze tragiche in termini di dissesto idrogeologico.
“Per le Città dell’Olio il tema dell’abbandono è stato una priorità assoluta. Una recente ricerca del Centro studi del Consorzio nazionale di olivicoltori, ha evidenziato che in Italia su su 1,1 milioni di ettari totali, 500 mila sono abbandonati. Dunque, si tratta di una vera e propria emergenza alla quale è necessario porre rimedio. Per questa ragione, abbiamo sostenuto con forza la realizzazione di un piano strategico di recupero delle olivete abbandonate da cui dipende la sopravvivenza delle Comunità dell’Olio nate intorno ad una coltura millenaria – la civiltà dell’olivo – di cui dobbiamo prenderci cura. Combattere l’abbandono equivale a dare nuovo slancio all’oleoturismo, rispondendo alle crescenti richieste di un pubblico di visitatori sempre più interessato a fare esperienze legate all’olio EVO e alla scoperta dei territori da cui nasce. L’approvazione di questo ordine del giorno è un passo in avanti verso la realizzazione di alcune delle proposte nate in seno all’attività trentennale delle Città dell’Olio: l’attività di censimento, l’introduzione di agevolazioni fiscali per la regolarizzazione catastale, per l’acquisto o la presa in gestione di terreni agricoli abbandonati, la costituzione di cooperative di comunità nei comuni interessati. Servono norme, strumenti ed iniziative di contrasto all’abbandono dell’olivicoltura tradizionale e multifunzionale che includano anche il riconoscimento dell’olivicoltura storica ed eroica”.
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