Associazioni di idee
Torna a salire il prezzo dell'olio di oliva dopo la caduta di aprile
Le abbondanti piogge, il calo dei consumi e le attese della campagna 2024-2025 hanno spinto la Spagna a vendere le giacenze ma il settore si interroga sulle capacità di soddisfare i consumi globali
28 maggio 2024 | C. S.
A inizio maggio sale nuovamente il prezzo medio all’origine degli oli EVO prodotti in Europa. L’aumento, dopo la flessione degli ultimi mesi in tutte le piazze europee che si è sviluppata a seguito del crollo dei prezzi (fino al 10%) dell’olio EVO spagnolo, è sostenuto dall’incertezza dei mercati nei confronti dei volumi e della qualità delle scorte di materia prima che serviranno fino alla prossima campagna olearia.
Guardando all’area del Mediterraneo, l’Italia rappresenta un’eccezione: qui i prezzi all’origine sono rimasti pressoché stabili dallo scorso gennaio, gli scambi sono risultati meno sensibili alle forti fluttuazioni riscontrate sui mercati internazionali e la produzione nazionale non risulta in grado di soddisfare la domanda interna. È il quadro che emerge dall’Osservatorio mensile di Certified Origins, tra i principali produttori e distributori di olio d'oliva extravergine certificato (IGP e DOP), oli mono-origine e blend tracciabili a marchio privato.
L’eco dell’effetto “Spagna” di aprile. Le abbondanti piogge nella penisola iberica - dove si produce circa il 50% degli oli d’oliva consumati a livello mondiale -, la prospettiva di una raccolta 2024-2025 abbondante e la diminuzione dei consumi interni di inizio anno, hanno contribuito a un generale ribasso del prezzo degli oli EVO, vergini e raffinati. L’insieme di questi fattori ha inoltre spinto i produttori spagnoli a immettere sul mercato parte delle scorte accumulate, determinando di riflesso un ribasso dei prezzi anche negli altri principali paesi produttori.
Gli ultimi dati della Commissione Europea mostrano che i consumi interni si stanno riprendendo dopo l’aumento dei prezzi tra il 2023 e il 2024[1]. Inoltre, le grandi esportazioni dalla Spagna hanno messo in evidenza il problema della mancanza di scorte sufficienti per la prossima campagna. Di conseguenza, i prezzi sono aumentati in tutta Europa.
La situazione in Italia. Il prezzo medio dell’olio EVO italiano rimane sostenuto e pressoché invariato da gennaio (circa 9.50 €/Kg). Il Paese deve comunque fare i conti con il divario tra la produzione nazionale, le giacenze a disposizione e la domanda interna e dei mercati esteri.
I consumi nazionali, da soli, assorbono infatti tra le 400 e le 550 mila tonnellate all'anno, ovvero un volume quasi doppio rispetto quanto viene prodotto da oliveti e frantoi italiani, che mediamente forniscono 290 mila tonnellate tra olio Extra Vergine e categorie inferiori[2]
L’andamento dei prezzi nel Mediterraneo. In Spagna, il prezzo all’origine medio - dopo aver toccato temporaneamente la soglia di 7.50 €/Kg in aprile (-17% vs. 9.00 €/Kg a gennaio 2024) - è tornato a salire, raggiungendo i 7.85 €/Kg[3]. Anche il mercato dell’olio EVO tunisino ha seguito queste flessioni, con scambi nel mese di aprile a 7.35 €/KG e a 7.95 €/KG nel mese di maggio. In Grecia, dove la disponibilità di olio è stata inferiore agli altri paesi osservati, il mercato è risultato meno dinamico e il prezzo medio è rimasto pressoché stabile intorno agli 8.35 €/KG[4].
La situazione in Spagna. Alla fine di maggio, la piattaforma governativa della Junta de Andalucía ha rilevato prezzi all’origine medi pari a 8.51 €/Kg per l’olio EVO, 7.43 €/Kg per l’olio d’oliva vergine e 6.80 €/Kg per l'olio d'oliva lampante[5]. Dopo una lunga siccità, le abbondanti piogge di aprile hanno aiutato la Spagna a ripristinare le riserve idriche nella regione dell’Andalusia, portandole al 43% della capacità, con un aumento del 29% rispetto al 2023. Se ciò va inteso positivamente in vista del raccolto 2024/25, i consumi interni in ripresa e il commercio verso l’estero in aumento stanno sollevando dubbi sulla capacità del Paese di soddisfare la domanda globale nei prossimi sei mesi. La Spagna e quindi l’Europa si stanno avvicinando alla prossima campagna con giacenze ridotte: nel territorio iberico risultano infatti disponibili circa 660 mila tonnellate di olio d'oliva, di cui circa il 30% già riservato per i contratti con i grandi imbottigliatori. Sebbene ci sia ottimismo per la prossima campagna, persiste il rischio reale di un aumento significativo dei prezzi a livello mondiale in caso di imprevisti dovuti a eventi climatici o a variazioni nei consumi globali.
“Investire nella filiera agricola italiana e nella sua trasformazione è il primo modo per affrontare le difficoltà e le incertezze che interessano sempre di più il settore dell’olio – commenta Giovanni Quaratesi, Head of Corporate Global Affairs di Certified Origins – Sappiamo che la qualità degli Extra Vergine italiani e la professionalità delle nostre aziende sono apprezzate nel mondo. I dati degli ultimi anni indicano però che la nostra produzione agricola non è sufficiente neppure a soddisfare la domanda interna. Oggi abbiamo l'opportunità di ridurre parzialmente il divario tra domanda e offerta attraverso interventi a lungo termine che promuovano lo sviluppo di nuovi impianti e il recupero degli oliveti abbandonati. Serve una nuova visione che renda il settore resiliente e capace di affrontare queste nuove dinamiche del mercato che rischiano altrimenti di creare squilibri commerciali di grande impatto sulle aziende e sui cittadini”
Potrebbero interessarti
Associazioni di idee
Vendemmia stabile ma giacenze in rialzo: la crisi del vino italiano
Occorre un abbassamento rese delle uve per ettaro anche con la fine delle deroghe per i vini generici e l’allineamento delle rese dei disciplinari con quelle reali sulla media degli ultimi 5 anni
15 febbraio 2026 | 11:00
Associazioni di idee
Il clima mette a rischio il mercato dell'olio di oliva nel Mediterraneo
Si avvia a conclusione è una campagna olearia tra luci e ombre, a causa dei fenomeni di meteo estremo che hanno influenzato la produzione e il mercato
13 febbraio 2026 | 12:00
Associazioni di idee
Slow Food contro il trattato UE-Mercosur: l’ultimo atto di un sistema agroalimentare che ci porterà al collasso
Nelle scorse ore il via libera della plenaria del Parlamento europeo alle misure di salvaguardia per proteggere l’agricoltura dell’Unione europea dai possibili effetti negativi dovuti alla liberalizzazione degli scambi con i Paesi del Mercosur
12 febbraio 2026 | 14:00
Associazioni di idee
Addio all'olivicoltura a Bitonto: previsti 50mila espianti di olivi per far posto al fotovoltaico
Per far posto a nuovi impianti agrivoltaici-fotovoltaici, nel territorio di Bitonto, potrebbero essere espiantati circa 50mila alberi di olivo. La CIA presenta ricorso e dà battaglia alla devastazione del territorio
12 febbraio 2026 | 10:45
Associazioni di idee
Il 6 e 7 marzo i trattori tornano a Roma contro la crisi e l'accordo UE-Mercosur
Due giorni di mobilitazione nella Capitale per il COAPI: una grande manifestazione pubblica che vedrà insieme il mondo agricolo, della pesca, del lavoro nei campi e i cittadini contro la crisi del sistema agricolo e della pesca
11 febbraio 2026 | 18:30
Associazioni di idee
Sei ore per la consegna delle olive al frantoio: slittamento al 2027 nel Milleproroghe
Un emendamento di opposizione chiede di rinviare al 1 luglio 2027 l’entrata in vigore dell’articolo 9, comma 1, della legge 27 dicembre 2023, n. 206 sulla consegna entro 6 ore delle olive ai frantoi. AIFO: "serve tempo per rivedere la norma"
11 febbraio 2026 | 10:00