Anno 10 | n. 6 | 11 Febbraio 2012 | Direttore LUIGI CARICATO | redazione@teatronaturale.it
di C. S.
Il Parco Culturale “Terre di Vino e di Riso” è promosso da 19 realtà del territorio: Regione Piemonte – Assessorato al Turismo, Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura, Provincia di Novara, Atl di Novara, Camera di Commercio, Industria e Artigianato di Novara e i 14 comuni del Novarese e Vercellese aderenti al progetto (Agrate Conturbia, Boca, Bogogno, Borgomanero, Briona, Fara Novarese, Fontaneto d’Agogna, Gattinara, Ghemme, Maggiora, Prato Sesia, Romagnano Sesia, Sizzano, Veruno). Ad essi si aggiungeranno prossimamente altre realtà che hanno manifestato interesse all’iniziativa.
Il Parco è stato presentato lunedì 14 dicembre a Ghemme (No) dai rappresentanti dei soggetti aderenti: Giuliana Manica (Assessore al Turismo della Regione Piemonte), Rolando Picchioni (Presidente Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura), Alessandro Canelli (Assessore alla Cultura della Provincia di Novara), Maria Rosa Fagnoni (Presidente Atl di Novara), Paolo Rovellotti (Presidente Camera di Commercio, Industria e Artigianato di Novara), Angelo Gatti (Sindaco di Agrate Conturbia), Mirko Mora (Sindaco di Boca), Andrea Guglielmetti (Sindaco di Bogogno), Anna Tinivella (Sindaco di Borgomanero), Angelo Rossi (Sindaco di Briona), Renzo Rusca (Sindaco di Fara Novarese), Adriano Fontaneto (Sindaco di Fontaneto d’Agogna), Carlo Riva Vercellotti (Sindaco di Gattinara), Alfredo Corazza (Sindaco di Ghemme), Giuseppe Fasola (Sindaco di Maggiora), Luca Manuelli (Sindaco di Prato Sesia), Carlo Bacchetta (Sindaco di Romagnano Sesia), Stefano Vercelloni (Sindaco di Sizzano), Gualtiero Pastore (Sindaco di Veruno). È intervenuta anche la scrittrice Laura Pariani che parteciperà all’ideazione delle proposte culturali.
Il protocollo d’intesa tra i soggetti aderenti al progetto sarà siglato venerdì 12 febbraio 2010. La sera stessa è in programma il primo evento che inaugurerà il cartellone del Parco: il concerto di Vinicio Capossela, autore di liriche dal visionario spessore poetico, ancorate alla vivacità della cultura popolare.
«Crediamo fortemente in questo progetto – dichiara Giuliana Manica, assessore al Turismo della Regione Piemonte –. Il turismo è oggi più che mai riscoperta delle radici di un luogo: chi si mette in viaggio desidera comprendere e vivere in prima persona le tante sfaccettature che creano l'identità di un determinato territorio. Quindi, credo che non ci sia strumento migliore di un Parco Culturale per raccogliere e valorizzare lo straordinario patrimonio di vigne, cantine e risaie che, in quest'area del Novarese, hanno non solo dato vita a produzioni enogastronomiche tipiche rinomate in tutto il mondo, ma anche disegnato il volto del territorio accanto alle architetture firmate dal grande Alessandro Antonelli e agli insediamenti di archeologia industriale. Tutto questo è parte della nostra storia e della nostra cultura. Il Parco sarà lo strumento per valorizzarle a servizio di un turismo cresciuto del 43% dal 2000 a oggi e anche in prospettiva dell'Expo 2015, per la quale il Novarese rappresenta un'importantissima risorsa, sia in termini di offerta ricettiva che di prodotti turistici. In questo contesto anche il Parco potrà rappresentare una risorsa attrattiva di grande valore.»
Il Parco Culturale, nuovo modello per il territorio
Un parco culturale è un nuovo modello di organizzazione e valorizzazione degli aspetti di cultura materiale e immateriale tipici di un territorio. Uno strumento per la salvaguardia e la promozione di quei valori che una terra esprime e che si rispecchiano nelle tradizioni, nel patrimonio letterario, artistico e architettonico, nelle iniziative culturali, nel paesaggio naturale e antropizzato, nei prodotti dell’enogastronomia e nella storia delle località aderiscono al progetto.
Diffuso in tutta Italia (come il Parco Culturale della Riviera dei Fiori, il Parco Culturale del Garda, il Parco Culturale del Gattopardo e il Parco Culturale del Dolmen), il modello di gestione delle iniziative culturali offerto dai parchi culturali sta raccogliendo sempre più consensi da parte degli amministratori di enti locali. In un periodo di crisi economica, che impone continui tagli alle spese destinate alla cultura, questo nuova forma di organizzazione del territorio permette il controllo dei costi per le attività culturali e la razionalizzazione degli eventi, senza andare a incidere sull’intensità e la qualità della programmazione.
Il territorio del Parco Culturale “Terre di Vino e di Riso” è una piccola Mesopotamia delimitata da due fiumi: la Sesia, che scende dal Monte Rosa, e il Ticino che, proveniente dai monti del Gottardo, dà origine al Lago Maggiore e prosegue accarezzando le terre del Novarese, fino a raggiungere il Po. L’area è incisa dal torrente Agogna che nasce sulle pendici del Mottarone e divide le colline in due settori: il Monte Regio, dove troviamo le quattro Doc storiche (Ghemme, Boca, Fara, Sizzano), e il Monte Rosso. È attraversato da una fitta rete di strade che si snodano tra boschi, piccole valli e filari di vigneti, toccando cascinali e frazioni e offrendo al visitatore scorci panoramici unici dominati dal Monte Rosa.
L’obiettivo del progetto Parco Culturale “Terre di Vino e di Riso” è lo sviluppo del territorio nelle sue più variegate sfaccettature culturali e turistiche: l’ideazione di nuove e stimolanti occasioni di diffusione del patrimonio di tradizioni e storia; la creazione di un cartellone unico di proposte, a partire dalle manifestazioni già organizzate dai comuni aderenti, in modo da fornire loro maggiore visibilità turistica e capacità attrattiva; il recupero delle bellezze artistiche e naturalistiche; il rilancio dei prodotti enogastronomici e la valorizzazione degli elementi tipici della cultura materiale. In primo piano quindi le vigne, le cantine e i loro vini (Ghemme, Boca, Fara, Sizzano, Gattinara, ecc.) e le risaie del novarese e del vercellese, ma anche i palazzi, gli edifici creati dall’architetto Alessandro Antonelli (nativo di Ghemme) e gli insediamenti di archeologia industriale.
Al Liceo Artistico “Felice Casorati” di Romagnano Sesia il compito di ideare il logo del nuovo Parco.
Il Protocollo d’intesa, che il 12 febbraio 2010 formalizzerà la nascita del nuovo Parco, prevede che la realizzazione delle attività sia condivisa e vagliata da tutti i soggetti aderenti e definisce le funzioni e gli impegni che ciascun ente è chiamato a portare avanti. Alla Regione Piemonte il compito di promuovere la programmazione delle attività culturali, favorire le sinergie tra le proposte, sottoporre le iniziative del Parco al controllo di gestione con cadenza annuale, finanziare parte dei progetti. I Comuni si impegnano a valorizzare i propri beni culturali, i teatri e le sedi deputate ad accogliere gli eventi e a garantire una quota di finanziamento, in denari o servizi. Alla Fondazione per il Libro la Musica e la Cultura (ente che ogni anno organizza il Salone Internazionale del Libro di Torino) spetta il ruolo di regia: mettere a disposizione il proprio know-how culturale, tecnico, organizzativo e di comunicazione, garantire il coordinamento operativo delle attività in cartellone, gestire le risorse economiche del fondo di dotazione, provvedere alla realizzazione di quelle iniziative culturali che il tavolo di lavoro decide di affidarle direttamente.
Le iniziative del Parco Culturale “Terre di Vino e di Riso”
Il festival itinerante “Terre di Vino e di Riso… Storie, e sapori, suoni e parole fra la pianura e le Colline Novaresi” sarà la manifestazione principale del nuovo Parco. Si svolgerà dall’8 al 10 ottobre 2010. Nei mesi compresi tra febbraio e ottobre 2010 un percorso di avvicinamento metterà in rete di alcune delle iniziative culturali già attive sul territorio, che spaziano dagli incontri a carattere enogastronomico alle attività folkloristiche, dagli spettacoli dal vivo agli appuntamenti musicali, come il Carnevale di Ghemme (No) o “Rosso e Blues” a Gattinara (Vc), rassegna tra musica e vino.
Organizzato dalla Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura, il festival “Terre di Vino e di Riso” proporrà un cartellone ampio per iniziative, luoghi e ospiti.
I teatri, i palazzi, le piazze, le strade e soprattutto le cantine si animeranno per raccontare al pubblico la storia, l’arte e le tradizioni dei loro luoghi, all’insegna dell’intreccio tra cultura materiale e immateriale. I giovani delle scuole saranno coinvolti in laboratori e incontri con scrittori, attori e personalità di fama nazionale e internazionali capaci di trasmettere il profondo senso di attaccamento verso i valori che una terra esprime. Appuntamenti musicali, spettacoli teatrali, incontri letterari e reading poetici racconteranno di luoghi, genti e storie, di sapori, profumi e colori che rendono unico un paesaggio.
La manifestazione sarà inaugurata da uno spettacolo di teatro di narrazione, dedicato alla tradizione del territorio, alla cultura del vino e del riso. Testo e sceneggiatura saranno realizzati appositamente per il festival dalla scrittrice Laura Pariani.
Degustazioni gratuite dei vini del territorio, presentati da noti divulgatori enologici, accompagneranno gli appuntamenti del festival; corti e cantine del territorio apriranno le loro porte per un viaggio gastronomico alla scoperta dei prodotti tipici e delle ricette di più antica memoria. Ogni anno si stringerà un gemellaggio con un vino italiano o straniero, che sarà ospite d’onore della manifestazione, garantendo la presenza di produttori, testimoni e rappresentanti delle istituzioni e offrendo l’opportunità di scambi commerciali tra le cantine delle località gemellate.
Fonte: Paola Galletto
di C. S.
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