Turismo

Città di Castello ha chiamato a raccolta i “presepi” più belli

03 gennaio 2012 | C. S.

La “XII Mostra Internazionale dell’Arte Presepiale”, inaugurata l’8 dicembre 2011 nella località umbra, sta per chiudere i battenti, il prossimo 6 gennaio. Al pubblico, restano pochi giorni per ammirare le spettacolari rappresentazioni della Natività, arrivate in Alta Val di Tevere da tutta l’Italia e dalla Spagna.

Per loro, il piacere del presepe dura tutto l’anno, ma per i comuni mortali? A parte i volontari dell’Associazione Amici del Presepe di Città di Castello, che trascorrono 12 mesi alla ricerca del pezzo mancante o frequentando corsi di formazione di questa espressione artistica, gli altri hanno a disposizione ancora poco tempo, fino al 6 gennaio, per visitare la “XII Mostra Internazionale dell’Arte Presepiale”, allestita dalla stessa Associazione, in collaborazione con il Comune, nella Cattedrale e in altri luoghi storici del paese tifernate.

Se la collocazione perfetta per le riproduzioni artistiche della Natività è offerta da chiese, palazzi e musei del Centro, l’edizione 2011-2012 introduce nel circuito dei presepi una novità di notevole interesse: il torrione medioevale, risalente all’XI secolo ed emerso nell’antica cinta urbana, che è sede dell’associazione culturale “Il Torrione”. A un anno dalla sua inaugurazione ufficiale e già entrato nella rosa dei luoghi d’arte della cittadina, il suggestivo sito, grazie alla sensibilità dei soci e del presidente del sodalizio Marco Ronchi, ospita una sezione particolare della Mostra, costituita da opere di Romano Dini e Marco Bonechi. Negli spazi del Torrione, in contemporanea, sono visibili anche 53 sculture in ceramica della collezione “Bonechi-Ragozzino”, che raccontano la storia del Pinocchio di Collodi.

Nel cartellone degli eventi collegati alla Mostra, spicca la selezione di 800 francobolli sul tema del Natale, accolti nelle sale della Tipografia Grifani Donati e che fanno parte della collezione di 2.000 esemplari di proprietà di Enzo Vescovi. I francobolli esposti sono di diverse nazionalità ed epoche e vanno ad accrescere il fascino della tipografia-museo, in vetrina accanto alle antiche macchine da stampa.

Altri luoghi “sacri” dell’itinerario presepiale a Città di Castello sono: la Pinacoteca, che ha ispirato il logo della manifestazione, riproducente “L’adorazione dei magi”, terracotta invetriata della bottega di Andrea della Robbia; il museo del Duomo; la scuola di San Filippo; Tela Umbra; la Collezione Bambini; la società rionale Mattonata; il monastero delle Monache clarisse urbaniste, con un magnifico diorama; Santa Maria Maggiore; San Francesco; Santa Maria Nov; Zoccolanti; San Martin d’Upò e il santuario di Belvedere.

L’attuale rassegna di arte presepiale ha confermato tutte le sue premesse, raccogliendo il meglio della produzione italiana e europea e affascinando il pubblico con allestimenti grandiosi e presepi di ogni genere. «La mostra è la più bella di sempre!», sottolinea Gualtiero Angelini, presidente dell’Associazione organizzatrice. Come non condividere la sua affermazione? Soprattutto davanti alla maestosità dell’ala riservata alla Spagna, in cui sono presenti presepi di Manuel Serena, considerato uno dei più interessanti esponenti contemporanei, dei fratelli Castells, di Petro Ramirez di Malaga, Louis Majo, Monserrat Ribes. Complessivamente dalla Catalogna, dove è stata scritta la storia del presepe spagnolo, sono arrivate a Città di Castello venti realizzazioni, tra opere classiche e diorami, commentate nel catalogo della Mostra da Claudio Mattei, uno dei maggiori esperti italiani della storia del presepe.

«Quest’anno siamo riusciti a proporre una summa della migliore tradizione italiana, grazie agli amici di Napoli, continua Angelini, «Inoltre i maestri della penisola sorrentina hanno portato nella chiesa di San Sebastiano il meglio della loro scuola in un’antologica, curata dal maestro Marcello Aversa, che si presta anche a dare dimostrazioni sulle moschelle, ovvero i personaggi miniaturizzati, con dimensioni inferiori di cinque centimetri. Di scuola sorrentina è anche un presepe intarsiato».

Tra i “pezzi” di rilievo dell’esposizione, vanno segnalati il presepe in miniatura di Gennaro Corona e quello di venticinque metri quadrati, animato da cinquanta statue in movimento, proveniente da Penna in Teverina. Da ricordare, per originalità e bellezza, la Natività ispirata all’arte del grande maestro tifernate dell’Informale Alberto Burri, a firma di Lino Aglini di Nove (Vicenza). Altri partecipanti illustri a Città di Castello sono: Francesco Invidia, Guido Raccagni, Antonio Pigozzi, Manfredo Proietti, Gianni Barison, Marco Bonechi, Romano Dini, Ivano Vecchio, Arxaia, Ulderico Pinfildi e Simone Barsanti, maestro del gesso con tecniche risalenti ai primi del Novecento.

Tante e varie le altre terre del presepio, che danno vita alla Mostra: Cascia, Gardone, Fiorenzuola, Ponte San Pietro, Mercatello sul Metauro, Novedrate, Martinengo, Bergamo, Cividino, Rovigo, Gardone Valtromba, Firenzuola, Greggio, Penna in Teverina, Avellino, Aci Catena, San Giovanni Valdarno, Montecastello di Vibio, Todi e Perugia. Da Lutago, collaboratore storico della rassegna tifernate e sede del Museo di Maranath, è stata rivelata un’importante anticipazione: la disponibilità ad organizzare per il 2012 una grande esposizione dedicata alla Germania. Appuntamento quindi per la prossima edizione, la numero 13…

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