Salute
Meglio l’extra vergine dell’olio di oliva per il benessere del microbioma intestinale
Cinque famiglie batteriche mostrano differenze significative a seconda che nella dieta vi sia olio d'oliva extravergine o raffinato. Tutto merito dei componenti minori, fenoli su tutti, del re dei grassi
03 maggio 2023 | C. S.
È stato dimostrato che l'olio extravergine di oliva ha una chiara influenza sul microbiota intestinale rispetto ad altri grassi e i benefici fisiologici che produce nel consumatore sono stati ampiamente studiati. Tuttavia, gran parte della popolazione consuma olio d'oliva raffinato, ovvero olio d'oliva vergine dopo un processo di purificazione che non solo ne attenua il sapore, ma lo priva anche dei polifenoli e di altri componenti minoritari.
L’Università di Jaen ha confrontato l'influenza sul microbiota intestinale di una dieta ricca dell’olio di oliva raffinato con altre diete arricchite di grassi.
A tale scopo, topi Swiss Webster sono stati alimentati con una dieta standard o ricca di grassi arricchita rispettivamente con extra vergine, olio oliva raffinato o burro. Sono stati valutati anche alcuni parametri fisiologici e l'evoluzione di alcuni gruppi appartenenti a questo microbiota.
Sono state individuate cinque famiglie batteriche che mostrano differenze significative nelle percentuali di presenza di sequenze tra i topi alimentati con olio d'oliva vergine e raffinato.
I polifenoli dell'olio extravergine d'oliva e altri componenti minoritari potrebbero contribuire a prevenire l’elevarsi del livello di batteri indesiderati.
È stato evidenziato che l'olio extravergine di oliva ha un'influenza distinta sul microbiota intestinale rispetto ad altri grassi e i suoi benefici fisiologici sono stati ampiamente studiati.
Tuttavia, gran parte della popolazione mondiale consuma olio d'oliva raffinato, ovvero l'olio d'oliva sottoposto a un processo di raffinazione che non solo ne ammorbidisce il sapore, ma lo priva anche dei polifenoli e di altri componenti minoritari utili al microbioma.
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