L'arca olearia
Record delle quotazioni dell'extra vergine a livello mondiale
Il calo a due cifre della produzione mondiale di olio d'oliva spinge in alto i prezzi. I 4,15 euro al chilo raggiunti ad aprile, per esempio, segnano un record per l’extravergine tunisino,
almeno degli ultimi dieci anni
26 aprile 2017 | C. S.
L'analisi Ismea di questa metà della campagna olearia 2016/17 indica un quadro di crisi per il settore, con produzioni ai minimi e prezzi ai massimi.
La produzione mondiale di olio di oliva della campagna 2016/2017 potrebbe attestarsi sotto la soglia dei 2,5 milioni di ettolitri con una flessione intorno al 20% rispetto alla precedente. Certo, la vera incognita è la Spagna dove la raccolta è iniziata in sordina e a tutto febbraio 2017 risultava in flessione del 9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A due cifre, secondo rilevazioni Ismea, la flessione stimata in Grecia dove a pesare è soprattutto l’isola di Creta, mentre negli altri areali si prevedono volumi in crescita rispetto allo scorso anno. Nel frattempo sembrano essersi ridimensionate le attese flessive in Tunisia (-7%). Stabile invece, secondo le ultime indicazioni fornite dal COI, la produzione turca e marocchina (rispettivamente 143 mila e 130 mila tonnellate). Tra i nuovi produttori, che essendo nell’Emisfero Sud hanno già contabilizzato la produzione 2016, si segnala l’incremento dei volumi di Argentina e Australia.
L’ultima stima Ismea per l'Italia quantifica a meno di 200 mila tonnellate la produzione di olio 2016/2017, il 60% in meno rispetto all’annata precedente. Tale dato, elaborato a partire dalle dichiarazioni dei frantoi a tutto febbraio 2017, delinea un quadro decisamente peggiore rispetto a quello previsto ad inizio campagna. A provocare un’ulteriore perdita di prodotto sono state le pessime condizioni meteo di dicembre e gennaio.
Sul fronte del mercato si stanno consolidando gli aumenti in atto già da mesi. In Italia nelle prime settimane di aprile il prezzo medio dell’extravergine ha sfiorato i 6 euro al chilo, in crescita di 23 centesimi su gennaio e di 1,40 euro al chilo su ottobre, mese in cui era già evidente che la campagna in corso sarebbe stata quantitativamente scarsa.
In aumento, ma in maniera meno accentuata rispetto all’Italia, anche i prezzi dell’extravergine spagnolo che ad aprile si stanno attestando a 3,90 euro al chilo, guadagnando quasi 70 centesimi rispetto ad ottobre. I 4,15 euro al chilo raggiunti ad aprile, invece, segnano un record per l’extravergine tunisino, almeno degli ultimi dieci anni.
Sul fronte del commercio con l’estero, elaborazioni Ismea su dati Istat evidenziano che nel 2016 è diminuito il deficit della bilancia commerciale del settore dell’olio di oliva per l'Italia: il disavanzo, infatti, si attesta a 175 milioni di euro, quasi la metà rispetto a quello del 2015.
Risultato questo di una fortunata combinazione di import in flessione ed export in crescita.
Le prime, infatti, ferme a 572 mila tonnellate sono risultate il 2% in meno sul 2015, mentre le consegne oltre i confini nazionali si sono attestate poco al di sotto delle 400 mila tonnellate, segnando una progressione del 10%. In valore questo si è tradotto in una spesa pari a 1,79 miliardi di euro (-4%) a fronte di 1,62 miliardi (+6%).
Il riferimento ai paesi di destinazione evidenzia la buona performance degli Stati Uniti (+13% a volume e +9% a valore) che si confermano il principale cliente dell’Italia con 117 mila tonnellate. Ottimo risultato anche in Canada dove sono state inviate 25 mila tonnellate di olio di oliva e sansa con un balzo in avanti di ben il 37% sull’anno precedente. Buone notizie anche da mercati lontani come la Cina che, pur rappresentando ancora una piccola quota dell’export italiano, ha aumentato le richieste di oltre il 40% su base annua. Segna il passo, invece, la Germania.
Sul fronte import si evidenzia una ripresa della domanda di prodotto spagnolo (+10%) che si è intensificata soprattutto nell’ultimo trimestre, quando era piuttosto evidente la scarsa produzione italiana dell’autunno 2016. Intanto, è crollato l’import dalla Tunisia (-45%), mentre dalla Grecia è arrivato il 4% in meno rispetto al 2015.
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Campi elettrici pulsati per l’olio extravergine d'oliva: più fenoli e un aroma verde più intenso
La tecnologia dei campi elettrici pulsati modifica il profilo qualitativo e aromatico dell’olio vergine di oliva. Il trattamento favorisce l’estrazione dei composti fenolici e la via enzimatica della lipossigenasi, aumentando del 48,4% il contenuto di (E)-2-esenale, molecola associata alle note verdi
28 settembre 2026 | 16:00
L'arca olearia
Acetamiprid e flupyradifurone nell’olio d'oliva: cosa succede ai residui dopo il trattamento contro la mosca dell'olivo
Acetamiprid e flupyradifurone sono insetticidi sistemici con un comportamento chimico molto diverso da quello dei principi attivi fortemente lipofili. Il semplice trascorrere dei giorni dopo il trattamento non è sufficiente, da solo, per prevedere la concentrazione finale: dose, epoca di applicazione, sviluppo della drupa, condizioni meteorologiche e processo di estrazione incidono sulla residualità
28 settembre 2026 | 12:00
L'arca olearia
Dalle acque reflue dei frantoi un concentrato di polifenoli per fortificare il succo di arancia rossa
Un sistema di filtrazione a membrane consente di recuperare dall’acqua di vegetazione elevate quantità di idrossitirosolo e altri composti bioattivi. Un concentrato ottenuto per osmosi inversa, aggiunto al succo di arancia rossa, ha mantenuto attività antiossidante e caratteristiche sensoriali accettabili anche dopo 60 giorni di conservazione refrigerata
28 settembre 2026 | 09:00
L'arca olearia
Xylella fastidiosa subsp. pauca ST53: stessa origine per il batterio in Italia e in Francia
Un’analisi genomica delle popolazioni di Xylella fastidiosa subsp. pauca ST53 rinvenute in Francia evidenzia una stretta parentela con i ceppi italiani. I risultati suggeriscono che alcuni isolati francesi potrebbero derivare dallo stesso evento di introduzione che ha interessato l’Italia
27 settembre 2026 | 12:00
L'arca olearia
Olio extravergine di oliva miscelato con oli di semi, ecco i tre semplici parametri per smascherare la frode
Acidità, perossidi, coefficienti di estinzione UV, pigmenti e polifenoli possono essere utilizzati insieme per individuare l’aggiunta di oli di soia, girasole e mais all’olio extravergine di oliva. K268, contenuto fenolico e attività antiossidante siano particolarmente informativi
27 settembre 2026 | 11:00
L'arca olearia
Funghi nematofagi nei suoli degli oliveti del Mediterraneo: ecco perché il clima conta più della gestione biologica
Il ruolo dei funghi nematofagi, predatori naturali dei nematodi parassiti delle piante, negli agroecosistemi olivicoli. La loro presenza e attività non dipendono tanto dal metodo di coltivazione (biologico vs convenzionale), quanto piuttosto da fattori climatici e pedologici, in particolare dall'aridità
26 settembre 2026 | 11:00