Bio e Natura

Contro le contraffazioni, una nuova macchina svela l'origine del pomodoro

La tecnica si basa su una mappatura dei componenti organici e minerali presenti nel terreno; i loro contenuti, insieme a specifici rapporti isotopici, consentono di datarlo e caratterizzarlo

19 gennaio 2013 | C. S.

Identificazione della materia prima e protezione del prodotto: questi gli obiettivi di un articolato progetto che la Stazione Sperimentale per l’Industria delle Conserve Alimentari (SSICA), con il determinante sostegno della Fondazione Cariparma, ha attivato a tutela della trasformazione industriale del pomodoro.

Nel settore agroalimentare il problema dell’identificazione delle materie prime agricole sta infatti assumendo un’importanza crescente: anche nel quadro di una tutela dell’immagine dell’italianità si assiste sempre di più ad iniziative mirate a valorizzare le produzioni tipiche di territori specifici al fine di rilanciare le economie locali.

A Parma, polo nazionale per la produzione e la trasformazione industriale del pomodoro, la tematica dell’identificazione della materia prima è particolarmente sentita da parte delle aziende del territorio, che hanno la necessità di proteggere i propri prodotti dalle frodi o dalle imitazioni.

Un concreto aiuto a tale problematica viene dal Dipartimento Vegetali della SSICA, coordinato dal Dott. Antonio Trifirò, che opera da sempre a stretto contatto con le aziende: il progetto “Caratterizzazione dei macro e microelementi minerali nel pomodoro per l’identificazione della zona d’origine” si è avvalso della tecnica della “zonazione”, già ampiamente consolidata in agricoltura per valutare l’idoneità di una zona a specifiche coltivazioni.

La tecnica si basa su una mappatura dei componenti organici e minerali presenti nel terreno; i loro contenuti, insieme a specifici rapporti isotopici, consentono di datarlo e caratterizzarlo sulla base di un semplice principio: poiché gli organismi vegetali assorbono il proprio nutrimento dal terreno, a una diversa composizione minerale del terreno corrisponderà un diverso contenuto di metalli nel prodotto che cresce in esso.

Tale progetto – grazie al sostegno di Fondazione Cariparma – si è inoltre dotato di una modernissima apparecchiatura, indispensabile allo svolgimento delle ricerche, che permette la separazione simultanea dei singoli isotopi dei diversi elementi minerali e la loro identificazione.

Dai risultati di tale studio potranno trarre beneficio tutti gli attori della filiera del pomodoro da industria, dal produttore agricolo e dalle aziende di prima trasformazione ai buyer, all’industria di seconda trasformazione fino, ovviamente, al consumatore finale.

Potrebbero interessarti

Bio e Natura

Le varietà di ciliegie più resistenti a insetti dannosi

Notevole impatto dell’andamento stagionale: un clima più secco e con minore piovosità (come, ad esempio, nel 2024) consente al frutto di aumentare il grado zuccherino e la sua compattezza, caratteristiche che insieme conferiscono una maggiore resistenza

25 maggio 2026 | 12:00

Bio e Natura

Il cambiamento climatico ridisegnerà le foreste europee: le conifere perdono competitività, latifoglie in espansione

Il cambiamento climatico potrebbe modificare profondamente gli equilibri competitivi tra le principali specie arboree europee, favorendo alcune latifoglie decidue e penalizzando molte conifere che oggi dominano vaste aree del continente

24 maggio 2026 | 10:00

Bio e Natura

Aumenta la produzione italiana di grano duro ma anche quella mondiale

Produzione nazionale a 3,8 milioni di tonnellate grazie alle buone performance in Puglia e Basilicata. Le fragilità: meno investimenti, più fitopatie e incertezze qualitative

21 maggio 2026 | 14:30

Bio e Natura

Grano duro: come non lavorazione e rotazioni colturali stanno cambiando la cerealicoltura

La combinazione tra minima lavorazione del suolo e rotazioni leguminose può aumentare fino al 40% la resa del frumento duro. Restano però aperte alcune criticità sulla qualità proteica della granella e sulla gestione dell’azoto

20 maggio 2026 | 12:00

Bio e Natura

Cereali italiani sotto stress climatico: il mais si adatta, il grano resta vulnerabile

Uno studio dell’Università di Milano mostra che il mais italiano ha ridotto del 65% la propria sensibilità al caldo estremo grazie a irrigazione, ibridi e innovazione agronomica. Più critico il quadro per frumento tenero e duro

19 maggio 2026 | 14:00

Bio e Natura

Grano duro e legumi in rotazione colturale: meno emissioni, più sostenibilità

L’integrazione tra legumi e grano duro nei sistemi agricoli può ridurre l’impatto ambientale fino al 45% in termini di riscaldamento globale. La valutazione delle performance ambientali cambia radicalmente a seconda che ci si riferisca al chilogrammo di prodotto o ettaro di terra

18 maggio 2026 | 12:00