Bio e Natura
Evoluzione e innovazione: l'irrigazione a goccia per il mais
Contro la tradizione che vuole l'irrigazione a pioggia ma le decennali esperienze provenienti da varie parti del mondo incoraggiano a seguire la strada della massima efficienza idrica ed energetica
28 gennaio 2012 | Alberto Puggioni
Nella coltura del mais il passaggio graduale dall’irrigazione a pioggia alla goccia sta interessando i maggiori bacini produttivi italiani. Il crescente interesse legato alla produzione di energia dal biogas sollecita il settore alla razionalizzazione.
Netafim propone soluzioni irrigue a goccia per il mais in ottica di efficienza idrica ed energetica, di basso impatto ambientale e di ottimizzazione delle risorse dell’azienda compreso l’uso dei reflui zootecnici (o digestati) opportunamente trattati.
Negli ultimi cinque anni, in Italia Netafim ha condotto numerose prove produttive con mais gestito tramite l’irrigazione a goccia. I risultati acquisiti sono molto buoni e riguardano principalmente l’incremento di rese in termini di produzione lorda vendibile. Le aree coinvolte abbracciano la Pianura Padana fino alla piana pedemontana del Friuli, le aree produttive dell’Emilia Romagna e diverse aree a vocazione maidicola del Centro-Sud Italia comprese le Isole. Anche le esperienze provenienti, fin dal 2002, dalle altre parti del mondo incoraggiano a proseguire in questa direzione.
Per poter applicare l’irrigazione a goccia alle colture seminative oggi Netafim propone 3 soluzioni principali che si differenziano in funzione degli obiettivi produttivi, delle capacità gestionali e della disponibilità economica. Tutte queste proposte sono in grado di soddisfare perfettamente le alte esigenze idriche della coltura nel periodo di massimo fabbisogno:
a) Irrigazione a goccia “tradizionale” con ala gocciolante poggiata
b) irrigazione a goccia LPS (low pressure system = sistema a bassa pressione) con ala gocciolante poggiata
c) irrigazione a goccia tradizionale in subirrigazione (con ala gocciolante interrata)
L’irrigazione a goccia tradizionale prevede l’uso di ali gocciolanti leggere poggiate in superficie; un prodotto solitamente monostagionale che ogni anno va ritirato dal campo per essere smaltito. Considerando che il mais è seminato generalmente a 0,75 m di distanza tra le file, le ali gocciolanti saranno poste ogni due file quindi alla distanza di 1,5 m. La distanza tra i gocciolatori normalmente utilizzata è di 0,5 m e la portata di 1,0 litri/ora, ma questi dati possono variare in caso di terreni particolarmente drenanti o, all’opposto, particolarmente pesanti.
Il periodo estivo corrisponde anche al periodo di massimo evapotraspirato (sottrazione di acqua dal suolo) e al periodo di massimo fabbisogno della coltura (copertura fogliare e alta traspirazione).
L’impianto di irrigazione a goccia tradizionale comprende oltre alle ali gocciolanti una testata di controllo, composta da un sistema di filtrazione opportunamente dimensionato in funzione della portata oraria del sistema e della sorgente acqua e da una o più idrovalvole con regolatore di pressione. L’acqua in pressione, regolata tra i 7 e i 10 m.c.a. (metri di colonna d’acqua ovvero 0,7-1 atm), raggiungerà tutte le singole ali gocciolanti mediante una condotta, normalmente flessibile, posata sul terreno.
L'irrigazione a goccia in LPS prevede anch’essa l’uso di ali gocciolanti monostagionali. Il sistema ha il grosso pregio di poter lavorare su superfici estese facendole funzionare in contemporanea e limitando la necessità, e di conseguenza il numero, di settori. Le esperienze realizzate indicano che la superficie massima irrigabile in un solo turno è superiore ai 30 ha. In condizioni di superfici piane e quotate a laser si può arrivare ai 35 ha in un solo turno. Il sistema si giova delle caratteristiche tecniche delle linee principali di trasporto che sono realizzate con materiale a brevetto Netafim, il POLYNET. Questo particolare prodotto realizzato in polietilene a strati, con particolari caratteristiche tecniche interne che riducono al minimo le perdite di carico, permette di veicolare grosse portate in campo. Inoltre la pressione di funzionamento del sistema è particolarmente bassa nell’ordine di pochi metri di colonna d’acqua (0,2-0,4 atm). Questa pressione permetterà di erogare un volume di acqua da ogni gocciolatore nel sistema standard di 0,6 l/h. In presenza di acque particolarmente sporche, come già indicato negli impianti di tipo tradizione bisognerà integrare nel sistema, che già viene fornito con un filtro ad alta capacità a rete, delle batterie filtranti, normalmente a graniglia o a rete con la possibilità del contro lavaggio.
La subirrigazione o SDI (subsurface drip irrigation) si propone oggi tra le pratiche irrigue maggiormente innovative. Testata e sviluppata da decenni su colture arboree si evidenzia oggi come valida pratica irrigua anche su seminativi, ortive e sistemi colturali con rotazioni programmate.
Consiste nell’interrare ali gocciolanti, opportunamente studiate e adatte allo scopo, alla profondità dell’apparato radicale attivo della pianta di mais. Nel caso di rotazioni programmate si cercherà la profondità ottimale che permetta di rifornire i diversi apparati radicali. La posa interrata cambia la gestione del suolo dove ci si limiterà a lavorazioni superficiali o preferibilmente a semine su sodo con lavorazioni minime o nessuna lavorazione. Le ali gocciolanti consigliate sono pluristagionali e i gocciolatori sono dotati di sistema anti-sifone per evitare, quando l’impianto si svuota, di risucchiare all’interno del gocciolatore particelle di terreno. Anche in questo caso, come in quello tradizionale il sistema dovrà essere fornito di filtri e idrovalvole di controllo. In questo caso è inoltre consigliata l’applicazione di un contatore volumetrico per il monitoraggio delle portate erogate e dello stato del sistema irriguo stesso. Nella sub-irrigazione vengono inoltre a differenza degli impianti precedenti , utilizzate condotte in polietilene o in PVC completamente interrate per rendere tutto il terreno agricolo completamente fruibile senza impedimenti.
Tutte le soluzioni irrigue Netafim consentono di aumentare la resa delle colture, di ridurre i costi di produzione e trasformare la produzione di bio-energie in una concreta opportunità commerciale.
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