L'arca olearia
Irrigazione e inerbimento sono alleati per una buona gestione dell'oliveto
Oggi è comune operare intensificando i sesti d’impianto per cui avremo maggiore competizione per l’acqua. Esistono però tecniche avanzate, come l'irrigazione in deficit controllato
13 giugno 2014 | Alberto Puggioni
Le soluzioni irrigue proposte da NETAFIM sono in grado di sostenere i modelli proposti dalla moderna ricerca applicata ad una olivicoltura che, praticata con obiettivo di generare reddito, deve avere come principio guida quello dell’uso razionale degli strumenti a disposizione.
Realizzare un impianto di irrigazione a goccia su olivo rappresenta una scelta importante che apporta diversi benefici e che va realizzato legando tra loro gli obiettivi, la realizzazione e la gestione in maniera organica.
Gli obiettivi primari devono essere: la riduzione dei costi, l’aumento della produzione e l’ottimizzazione della qualità dell’olio da produrre.
Oggi è comune operare intensificando i sesti d’impianto per cui avremo maggiore competizione per l’acqua. Avremo inoltre competizione per la luce e per le risorse nutrizionali. Queste competizioni diminuiranno man mano che il sistema oliveto, gestito in funzione delle nuove condizioni, si equilibrerà e quanto più sarà stabile l’equilibrio vegeto-produttivo delle singole piante di olivo.
L’azione dell’irrigazione riduce il fenomeno dell’alternanza ottimizzando nel tempo la produzione. Sappiamo che la maggiore disponibilità idrica mediante irrigazione migliora la qualità e la quantità della produzione.
Bisogna rifornire tramite l’irrigazione il volume d’acqua necessario a compensare l’evapotraspirato del giorno, o dei giorni precedenti, commisurato alla fase fenologica di sviluppo che la pianta sta attraversando. Questo dato può essere calcolato partendo dai dati agro meteo reperibili in rete oppure usando comuni vasche evaporimetriche o centraline meteo. I dati così reperiti vanno corretti per opportuni fattori che li rendono adatti ad essere messi in relazione con la coltura in esame, in questo caso l’olivo.
Esistono tecniche avanzate, come l'irrigazione in deficit controllato (RDI): si tratta della pratica irrigua con cui si applica una modalità di gestione dell’acqua per cui non vengono completamente soddisfatti i fabbisogni idrici durante la stagione di crescita.
Se poi volessimo sostenere lo sviluppo della pianta utilizzando la fertirrigazione avremmo ancora uno strumento aggiuntivo a nostra disposizione. Ricordiamo che la fertirrigazione consiste nel miscelare al flusso irriguo i fertilizzanti. Uno strumento tramite il quale si può fornire il corretto apporto di nutrienti nei pressi dell’apparato radicale attivo, già disponibili perché soluti in forma assimilabile nell’acqua, e nelle quantità necessarie senza incorrere in sprechi. Inoltre la fertirrigazione rappresenta la pratica con la quale riusciamo ad ottimizzare l’investimento dell’impianto irriguo.
È inoltre consigliato praticare un inerbimento permanente nell’oliveto che, se in principio concorre per l’acqua con gli olivi, una volta sviluppato diviene un alleato prezioso per l’azione di microrganismi e funghi a livello radicale e per la consociazione di insetti che assicura un discreto effetto competitivo con fitofagi ed altri insetti dannosi.
Per quanto riguarda le potature dobbiamo valutare che la spinta vegetativa promossa dall’irrigazione rende poco razionale l’intervento annuale di potatura, in particolar modo di quelle più severe. Sappiamo che l’irrigazione promuove lo sviluppo vegetativo; aumenta numero e lunghezza dei germogli, l’accrescimento del fusto, la lunghezza e la densità delle radici. Pertanto possiamo pensare di proporre di diradare nel tempo gli interventi di potatura.
I benefici derivanti dalla presenza di un impianto irriguo nell’oliveto sono molteplici: riduzione del fenomeno dell’alternanza produttiva, incremento delle produzioni medie, promozione dello sviluppo vegetativo, possibilità di diradare gli interventi di potatura, infittimento dei sesti, praticare inerbimento, esaltare i profili sensoriali dell’olio, ecc.
Appare chiaro che nell’ambito di quanto esposto, l’uso razionale dell’irrigazione diventa un elemento di primaria importanza per pianificare la gestione dell’oliveto su basi economiche.
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