Anno 16 | 19 Giugno 2018 | redazione@teatronaturale.it ACCEDI | REGISTRATI

Xylella, serve un decreto abbattimenti per fermarne l'avanzata

Fondamentale l’apporto di tecnici, esperti e ricercatori, con un approccio multidisciplinare. Altamente innovativi e propositivi i risultati degli studi portati avanti dai gruppi di ricercatori quali Boscia, Germinara, Porcelli, Scortichini

“Stiamo presentando il lavoro della Regione Puglia in tema di contrasto alla Xylella. C’è soddisfazione da parte di tutti gli osservatori, a questo grande convegno a Lecce, c’è tutta l’agricoltura pugliese, tutte le persone più importanti che si occupano di agricoltura a vario titolo e che si stanno rendendo conto che la loro regione in questa battaglia è la migliore di Europa”.

Così il Presidente Michele Emiliano intervenendo a Lecce presso il Centro Ecotekne al Convegno promosso e organizzato dalla Regione Puglia - Assessorato all’Agricoltura “Il ruolo della Regione Puglia nella Gestione di Xylella Fastidiosa: obiettivi, metodi e strategie”.

“Per noi la Xylella - ha proseguito il presidente - non è solo un danno economico, ma un danno al cuore: dover tagliare gli ulivi, reimpiantare, sostenere il crollo delle produzioni degli olivicoltori salentini che in questo momento vengono sostenuti con ogni mezzo possibile. Abbiamo negoziato con le banche il posticipo dei mutui, per la prima volta una fitopatia è stata paragonata a una calamità naturale e questo attiva anche altre forme di supporto, insomma abbiamo agito in maniera innovativa e dobbiamo mettere al riparo queste azioni dalle speculazioni politiche”.

“Da quando la Regione Puglia - ha detto Emiliano - ha assunto direttamente il coordinamento del contrasto alla Xylella, e purtroppo questo è avvenuto solo nel 2016 quando il Governo ha cessato lo stato di emergenza, il bilancio di questa lotta è sicuramente positivo. Abbiamo dato vita al più imponente sistema di monitoraggio che sia mai stato realizzato in Europa e stiamo facendo tutto con mezzi, finanziamenti e personale regionale. Grazie a questo monitoraggio oggi siamo in grado di fare abbattimenti precisi per rallentare la malattia. Ma purtroppo subiamo ancora delle normative ridicole: perché se facciamo un’ordinanza di abbattimento, il proprietario se non ne comprende l’importanza, può fare ricorso al tribunale amministrativo e bloccare tutto per anni. I due focolai più pericolosi attorno ai quali ci sono 2500 alberi infetti sono Oria e Francavilla dove i proprietari hanno fatto ricorso e in pochi mesi è successo un disastro. Adesso speriamo che il nuovo ministro dell’Agricoltura comprenda la necessità di fare un decreto che consenta, una volta individuata una pianta infetta di tagliarla immediatamente. A mio avviso prevedendo risarcimenti per i proprietari”.

“Abbiamo inoltre riscontri positivi dalla ricerca – ha aggiunto Emiliano - totalmente finanziata dalla Regione Puglia. Abbiamo investito diversi milioni di euro con buoni risultati, che speriamo siano confermati dalle applicazioni degli scienziati e degli agricoltori”.

Un’intera giornata, fortemente voluta dal Presidente Emiliano, dedicata alla presentazione di obiettivi, metodi e strategie pianificati dalla Regione Puglia per gestire la diffusione di Xylella fastidiosa all’indomani della gestione emergenziale. Sala piena e grande partecipazione di pubblico ai lavori.

La Regione Puglia, in collaborazione con la Sezione Osservatorio Fitosanitario e l’ARIF, ha impegnato uomini e mezzi, pianificando strategicamente ogni azione, al fine di garantire il raggiungimento di un obiettivo comune, da identificarsi nella salvaguardia del patrimonio sociale, economico e culturale dell’olivicoltura salentina e pugliese; tutto ciò individuando diversi livelli di intervento, acquisendo e verificando le competenze da schierare in campo e definendo obiettivi specifici in relazione agli attori, ai loro ruoli e agli strumenti a disposizione di ciascuno, valutando caso per caso secondo i principi di coerenza e sostenibilità, auspicando la massima convergenza su obiettivi specifici che potessero essere condivisi da istituzioni, stakeholder e società civile.

Un ruolo delicato e complesso, per niente semplice, portato avanti giorno dopo giorno, nella consapevolezza della estrema gravità della situazione e della necessità di dover offrire valide soluzioni.

Un intervento istituzionale poderoso, senza precedenti, specie se si legge quale risposta di una singola Regione, a fronte dell’impegno richiesto all’Italia dall’Unione Europea.

Due le sessioni plenarie: “Azioni a Regia Diretta”, presieduta da Leonardo di Gioia, Assessore all’Agricoltura e alle Risorse Agroalimentari, e “Cooperazione & Sostegno alla Ricerca”, presieduta da Gianluca Nardone, Direttore del Dipartimento Agricoltura della Regione Puglia, in un avvicendarsi di interventi distinti per sezioni tematiche: la Prevenzione, il Sostegno, il Parco della Ricerca e della Sperimentazione, gli accordi tra Pubbliche Amministrazioni, per concludere con la Ricerca tra prospettive e speranze.

“Una giornata di studio e approfondimenti per raccontare quanto la Regione Puglia ha fatto fino ad oggi in termini di prevenzione, ricerca e sostegno al reddito per gli olivicoltori colpiti dalla batteriosi - ha dichiarato l’assessore all’Agricoltura Leonardo Di Gioia - Ma anche un’occasione per ribadire le azioni e la strategia che la Regione Puglia sta attuando per contenere e scongiurare la diffusione di questa grave batteriosi. Abbiamo messo in campo e realizzato una serie di misure concrete: i monitoraggi, le misure fitosanitarie, le estirpazioni e i relativi indennizzi. Nell’area infetta, abbiamo anche previsto una misura specifica a valere sulle risorse del PSR Puglia 2014-2020, a supporto delle aziende olivicole colpite, con interventi specifici per la calamità. E a ciò si sommano le agevolazioni concesse, attraverso un avviso pubblico, per l’allungamento dei mutui e, naturalmente, la ricerca. Dal 2016 le spese di gestione e prevenzione della batteriosi sono interamente a carico della Regione Puglia che ha già stanziato fino ad oggi circa 20 milioni di euro più altri 10 milioni circa fino al 2020. L’attività dei monitoraggi, realizzata in stretta sinergia tra Osservatorio fitosanitario e Arif è stata straordinaria e capillare, di cui, tra l’altro, ci siamo fatti carico al 100% con risorse regionali: di questo ci ha dato atto e merito anche l’Unione europea. In soli due anni, solo per dare un’idea della portata, sono stati ispezionati nel complessivo 316.264 maglie di territorio delle dimensioni di un ettaro ovvero un territorio di 3.164 chilometri quadrati più ulteriori 8.000 celle a maglia più larga nell’area indenne. È stato monitorato in maniera certosina quasi un sesto del territorio regionale e prelevati circa 340 mila campioni di piante e trovato 5.020 piante infette, di cui 20 in zona cuscinetto, 4.318 in zona contenimento, 682 in zona infette e nessuna in zona indenne. La Puglia ha agito nell’assoluta autonomia di fronte ad una problematica che, invece, deve essere considerata nazionale ed europeo e con sostegni, anche finanziari della stessa portata”.

Fondamentale l’apporto di tecnici, esperti e ricercatori, in dialogo tra di loro secondo un approccio di tipo multidisciplinare, quale quello che ha caratterizzato la pianificazione promossa dal governatore Emiliano anche in riferimento alle attività svolte dalla Task Force Xylella, da cui sono scaturiti innovativi spunti di riflessione e di indagine, oltre che validi suggerimenti ed indirizzi operativi.

Altamente innovativi e propositivi, inoltre, i risultati degli studi portati avanti dai gruppi di ricercatori quali D. Boscia, S. Germinara, F. Porcelli, M. Scortichini: approcci differenti alla ricerca di soluzioni sostenibili.

Ad impreziosire i lavori, inoltre, i poster scientifici relativi ai progetti del Parco della Ricerca e Sperimentazione finalizzata alla prevenzione e al contenimento di Xylella fastidiosa. 26 i progetti sostenuti dalla Regione Puglia, distinti in tre categorie (Codice A, B e C), a seconda delle finalità perseguite e selezionati tramite Avvisi pubblici, avviati nell’ottobre 2015, con una disponibilità finanziaria pari a 2.000.000,00 Euro.

La selezione è stata effettuata da 35 esperti nazionali suddivisi in panel di 3 esperti per progetto (con valutazione a doppio cieco). I componenti del panel hanno lavorato senza conoscersi tra di loro e, solo nel caso in cui la valutazione ha portato a giudizi particolarmente difformi, è stato ritenuto opportuno consentire l’incontro tra i valutatori.

Alla tipologia Codice A appartengono 6 Progetti di ricerca e sperimentazione volti alla individuazione di nuove conoscenze finalizzate al contrasto e alla prevenzione della diffusione di Xylella fastidiosa.

I 4 progetti Codice B sono finalizzati al potenziamento, al completamento e al consolidamento delle conoscenze e degli approfondimenti scientifici in corso e svolti ad opera degli Enti pubblici di ricerca coinvolti in attività di ricerca scientifica volta alla individuazione di nuove conoscenze, finalizzate al contrasto e alla prevenzione della diffusione del Complesso del disseccamento rapido dell’olivo.

Infine, i 16 progetti Codice C - i cosiddetti progetti pilota - sono quelli a carattere dimostrativo e di applicazione pratica delle conoscenze acquisite.

A corollario dell’intesa giornata il dibattito tra gli esperti della Task Force Xylella, presieduto dal Presidente Emiliano: un momento di dialogo necessario per fare il punto della situazione, con il chiaro invito a collaborare condividendo l’obiettivo generale, nella consapevolezza che occorra superare ogni personalismo e fare squadra, ora più che mai.

di C. S.
pubblicato il 14 giugno 2018 in Tracce > Italia

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