Anno 15 | 26 Aprile 2017 | redazione@teatronaturale.it ACCEDI | REGISTRATI

Il turismo enogastronomico e culturale è molto più ricco di quello balneare

Il turismo e l’enogastronomia possono essere le chiavi per rilanciare le Marche e la redditività dei produttori. La Regione lancia un brand per andare a conquistare spazi di mercato esteri con i prodotti artigianali locali

“La spesa media di chi fa turismo culturale è di 131 euro al giorno, di 125 euro al giorno per il turismo gastronomico e appena 89 euro per quello balneare. Dobbiamo fare una scelta, anche perché si calcola che nel 2030 nel mondo ci saranno 1,8 miliardi di arrivi internazionali e i dati di crescita sono molto forti. Le Marche devono intercettare questa domanda”.

L’analisi e l’invito agli operatori enogastronomici, questa mattina presenti a Sol&Agrifood di Verona al convegno “Turismo e territorio: possibili convergenze e nuove traiettorie evolutive per il Piceno”, sono del professor Gianluca Gregori, prorettore dell’Università Politecnica delle Marche e docente alla Luiss, che insiste sulle opportunità di una terra ricca di storia, cultura, tradizioni, vini e sapori.

“Il valore aggiunto pro-capite legato al turismo è di 33 mila euro per la Valle d’Aosta e il Trentino-Alto Adige – specifica Gregori -. Cifre che a mano a mano che si scende lungo la Penisola, si abbassano. In Abruzzo il valore aggiunto è di 17mila euro, nelle Marche intorno ai 20-22mila euro”.

Il turismo e l’enogastronomia possono essere le chiavi per rilanciare le Marche e la redditività dei produttori.

L’obiettivo è quello, come ricorda Rolando Rosetti, presidente Piceno Promozione, azienda speciale della Camera di commercio di Ascoli Piceno, di “rilanciare il turismo della regione, senza distinzione fra i territori”.

“Entro due mesi l’operazione FoodBrandMarche sarà chiusa e, ritengo, con successo, dal momento che abbiamo superato le divisioni regionali – commenta Alberto Mazzoni, che del nuovo polo enogastronomico regionale è il direttore -. Possiamo considerare la partecipazione congiunta, seppure in due luoghi separati, perché partecipiamo a Vinitaly e a Sol&Agrifood qui a Verona, come una prima vittoria”.

In Europa e nel mondo, dove i prodotti artigianali marchigiani puntano a conquistare spazi di mercato crescenti, forti di una qualità riconosciuta, “andremo insieme, con il vino a fare da traino al cibo”.

Accanto all’enoturismo, strumento valido per l’incoming nazionale e internazionale, anche secondo Gino Sabatini, presidente della Camera di Commercio di Ascoli Piceno, le leve strategiche per attrarre visitatori devono necessariamente essere quelle dell’enogastronomia, “con il vino locomotore della biodiversità non solo delle terre picene, ma anche marchigiane”.

Rassicurazioni sul sostegno istituzionale sono arrivate da Fabio Cecconi, in rappresentanza dell’assessore all’Agricoltura e all’Alimentazione, Anna Casini, che della Regione Marche è anche vicepresidente. “Oggi c’è l’esigenza di dare maggiore risalto alla nostra regione e credo che le caratteristiche intrinseche per recuperare il gap ci siano tutte – dice Cecconi -. Faremo sintesi e ci faremo carico della nostra parte per sostenere un progetto vincente”.

Gabriele Micozzi, docente di Marketing internazionale all’Università Politecnica delle Marche e alla Luiss, elogia l’iniziativa come ponte verso l’estero. “FoodBrandMarche è un progetto che genera un’opportunità per le aziende del territorio – commenta Micozzi -. L’esperienza positiva del vino marchigiano nel mondo per ha l’opportunità di replicarsi nella filiera dell’agroalimentari, sotto un’unica regia e un coordinamento di più produttori”.

di C. S.
pubblicato il 13 aprile 2017 in Tracce > Gastronomia

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