Anno 15 | 23 Agosto 2017 | redazione@teatronaturale.it ACCEDI | REGISTRATI

Grano, la peggiore campagna degli ultimi anni

Il prezzo del grano duro è sceso ai minimi dalla campagna 2009/10. Situazione negativa anche per il tenero, che ha registrato una flessione del 3,4% rispetto alla scorsa campagna. Di fronte a un raccolto in chiaroscuro, le quotazioni non decollano

Le battute conclusive della campagna commerciale 2016/17 non hanno riservato variazioni significative per i prezzi all’ingrosso del grano duro e del grano tenero nazionali.

A maggio, il grano duro (fino) si è attestato sui 194 €/t, in lieve calo (-1%) rispetto ad aprile mentre il grano tenero (panificabile) è rimasto fermo sui 183 €/t (+0,4%). Una campagna, quella appena archiviata, che si è contraddistinta però per il basso livello delle quotazioni.

Nel caso del grano duro fino il prezzo medio durante la campagna 2016/17 (luglio 2016-maggio 2017) si è attestato sui 201 €/t, segnando un calo del 26% rispetto alla campagna 2015/16 ma soprattutto scendendo ai minimi dalla campagna 2009/10.

Situazione simile per il grano tenero panificabile, con l’unica differenza che il prezzo medio della campagna 2016/17, pari a 173 €/t, ha registrato una flessione meno accentuata rispetto alla campagna precedente (-3,4%).

E’ quanto emerge dall’analisi mensile sul mercato cerealicolo realizzata dalla Borsa Merci Telematica Italiana.

Tra le altre materie prime cerealicole, mercato stazionario e prezzi ancora stabili per il mais secco destinato all’alimentazione zootecnica (173 €/t, +0,7% rispetto ad aprile). Mais che, tuttavia, è tornato a far segnare una variazione negativa rispetto allo scorso anno (-2,9% a maggio).

di C. S.
pubblicato il 12 giugno 2017 in Tracce > Economia

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